Questa prima parte di novembre, prima decina, è piuttosto delineata in termini di evoluzione, con egemonia dell’alta pressione e bel tempo prevalente fino al 6-7 circa, poi lievi scalfitture della struttura anticiclonica e qualche disturbo in più.
I disturbi andranno concretizzandosi di più dal 6/7 prossimi su qualche settore delle Isole maggiori, localmente su qualcuno ionico calabrese poi, verso il fine settimana 9/10 novembre, più nubi e qualche pioggia sparsa interesseranno anche il Centro Sud peninsulare.
Nel complesso niente di particolarmente significativo, se non qualche pioggia più determinata sui settori orientali delle due Isole maggiori. Ma come evolverà, poi, il resto di novembre?
In questa sede ci limiteremo ad indagare la seconda decade e non ci spingeremo più in là, in quanto la circolazione a scala euro-atlantica si presenta piuttosto articolata e tale da rendere abbastanza illeggibile una possibile evoluzione sul più lungo termine.
In linea di massima, dal 10 al 20 novembre, le simulazioni propongono ancora un’alta pressione abbastanza presente sull’Europa centro-occidentale e mediamente attiva sul Mediterraneo centrale.
Tuttavia, si riscontra una maggiore strutturazione della stessa verso i settori occidentali e settentrionali del continente. Dunque, si prospetta per l‘Italia e per il Mediterraneo centrale, un minore vigore anticiclonico e ciò potrebbe indurre qualche azione più audace da parte di correnti relativamente fredde nordorientali.
A scala euroasiatica, evidenziamo per il corso, appunto, della seconda decade, una media figura anticiclonica ancora abbastanza prevalente sull’Europa ma, nel contempo, una circolazione depressionaria di tipo invernale piuttosto estesa sul comparto Russo.
Dunque, a Est andrebbe facendosi più sostanzioso l’accumulo di aria fredda e con buona probabilità eventuali minacce alla stabilità sul Mediterraneo centrale e sull’Italia potrebbero provenire proprio da questo settore. Nelle simulazioni non ci sono ancora chiari riferimenti ad azioni di tipo invernale, ma andrebbe predisponendosi una possibile azione in tal senso.
Con buona probabilità, data la maggiore fragilità barica, menzionata prima, proprio in corrispondenza dell’Italia, correnti via via più fredde da Est potrebbero riuscire a raggiungere diversi comparti italiani, proprio dal 10/11 del mese e poi, a fasi alterne, nel corso dell’intera seconda decade.
Al momento, come indicato nei forecasts ultimissimi, si tratterebbe di correnti relativamente fredde in grado di portare più nubi, in via generale, soprattutto al Centro Sud e, su queste aree, anche più precipitazioni sparse.
Queste potrebbero essere anche nella norma sulle regioni del Medio Adriatico, dalle Marche alla Puglia settentrionale, nella norma anche su buona parte della Calabria, della Sicilia e sulla Sardegna meridionale.
Le precipitazioni sarebbero più presenti anche su buona parte delle rimanenti aree centro-meridionali, sembrerebbero, però, non tali da configurare accumuli nella norma, quindi piogge leggermente sotto media sul resto del Centro Sud.
Prospettive di pioggia sempre scarsa al Nord, dove il deficit pluviometrico rimarrebbe più sostanzioso, sulla falsariga della prima decade del mese.
Da evidenziare, infine, il quadro termico che vedrebbe, come anticipato, una maggiore incidenza di correnti via via un po’ più fredde orientali in particolare verso il Centro Sud.
Su questo settore, le temperature si porterebbero nelle medie del periodo per tutto il corso della seconda decade, probabilmente per qualche fase anche un po’ sotto media, soprattutto sul medio basso Adriatico e sull’estremo Sud.
Temperature ancora un po’ sopra media al Nord, sebbene anche qui in leggero calo rispetto alla fase precedente. In questo contesto così delineato, non sarebbe escluso qualche possibile azione più fredda continentale di tipo più spiccatamente invernale, soprattutto verso le regioni del Centro Sud.