Le immagini dell’alluvione a Valencia hanno fatto il giro della rete, generando polemiche per i tardivi avvisi alla popolazione e soprattutto per i danni provocati da questo evento meteorologico estremo. È tuttavia importante ricordare che la zona è stata colpita in passato da alluvioni devastanti e che in tutta l’area sono state realizzate opere di idraulica per prevenire nuovi eventi alluvionali drammatici. Nonostante alcuni corsi d’acqua siano stati deviati, l’alluvione è risultata comunque devastante, dato che a monte della città e della periferia meridionale sono caduti sino a oltre 600 mm di pioggia in poche ore.
L’area, come abbiamo spesso evidenziato, è estremamente vulnerabile e si estende su un vasto bacino fluviale. Inoltre, la lunghissima siccità che ha colpito la zona ha reso il suolo quasi impermeabile, provocando così un rapido deflusso dell’acqua caduta con intensità eccessiva, dando origine a questa apocalittica alluvione.
Da qualche giorno abbiamo menzionato un cambiamento delle condizioni atmosferiche su alcune regioni italiane. L’instabilità atmosferica avrebbe innescato sul Mediterraneo una situazione di marcata variabilità, con la formazione di aree portatrici di piogge intense, fino a nubifragi. Tuttavia, è impossibile prevedere alluvioni con certezza. I modelli matematici attuali non indicano neppure tale possibilità, ma segnalano piogge che potrebbero risultare intense in alcune località. Vediamo meglio nel dettaglio.
Le previsioni dei centri di calcolo, in particolare il Centro Meteo Europeo, insistono su un’intensificazione dell’instabilità atmosferica soprattutto sul Mediterraneo centrale fino al Mare Ionio. Questa situazione è già iniziata con piogge intense sul settore orientale della Sicilia, che nei prossimi giorni, perlomeno fino al fine settimana, tenderanno a diffondersi su vasta scala.
Piogge intense sono attese soprattutto nelle regioni che si affacciano sul Mar Tirreno, quindi dalla bassa Toscana verso il Lazio e parte della Campania, e in particolare in Sicilia, a tratti in Campania, Calabria e Sardegna centro-orientale. Alcune di queste aree sono particolarmente vulnerabili, soprattutto in Sicilia orientale, Calabria orientale e Sardegna orientale, quando soffiano i venti sud-orientali come indicato dai modelli matematici. Come detto, non siamo in grado di stabilire con precisione la quantità di pioggia che potrebbe cadere, tuttavia l’evoluzione meteorologica appare insidiosa.
La variabilità atmosferica sarà favorita da una diminuzione della pressione atmosferica sul bacino centrale del Mediterraneo, soprattutto sul mare di Sardegna, Corsica, Tirreno, Canale di Sicilia e Ionio, mentre sembra rafforzarsi l’alta pressione che porterà i suoi massimi dalla Danimarca verso la Bielorussia.
A questo punto, correnti più intense da sud-est favoriranno le precipitazioni soprattutto sui versanti esposti a tali correnti. Ed è proprio in queste aree, precedentemente menzionate, che si verificheranno i maggiori accumuli di pioggia. Ci aspettiamo quindi piogge abbondanti in Sardegna orientale, in particolare in Sicilia, in parte in Calabria, mentre precipitazioni potrebbero interessare in particolare le coste della Toscana centro-meridionale, del Lazio e della Campania. Una fase di instabilità potrebbe affacciarsi anche verso la Puglia, ma qui, per il momento, non sono previste precipitazioni di rilievo.
Nel corso del fine settimana, la situazione potrebbe temporaneamente peggiorare a partire dal Mare tra le Baleari e la Sardegna, ma la previsione sarà da confermare, per la formazione di un minimo di bassa pressione che si sposterà verso la Sardegna e successivamente la Sicilia. Nel contempo, l’alta pressione si estenderà su gran parte dell’Europa, con un massimo sulla Bielorussia e un altro sulle Isole Britanniche, lasciando il Mediterraneo in balia di addensamenti nuvolosi che potrebbero causare nubifragi. Tuttavia, lo scenario in Europa subirà presto un drastico cambiamento, con l’avvento di una fase fredda.