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Caldo africano, poi i temporali: ecco i giorni più a rischio

Tra il 23 e il 25 giugno l'anticiclone africano si rinforza ancora, ma in quota filtra aria meno calda: ecco perché esploderanno improvvisi temporali su Alpi e Appennino.

Giovanni De Laurentis di Giovanni De Laurentis
21 Giu 2026 - 08:23
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News, Zoom
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Caldo africano senza tregua: ecco i giorni a rischio temporali

Mentre le temperature salgono senza freni in ogni angolo d’Italia, cominciano a scorgersi i primissimi segnali di indebolimento del promontorio subtropicale nel corso della prossima settimana. Sia chiaro: il caldo non si farà assolutamente da parte, anzi tenderà addirittura a intensificarsi giorno dopo giorno, ma contemporaneamente arriveranno improvvisi e violenti temporali di calore.

Nel frattempo, sabato ci sono da segnalare 39°C in Val Padana registrati in Emilia, un valore che un tempo sarebbe stato definito abominevole, mentre in Sardegna, ben 3 località superano soglia 40°C: +41.1° ad Ozieri Fraigas,  +40.8° a Villa Verde, +40.3° a Bauladu (tazioni meteo del Dipartimento di Protezione Civile Nazionale).

 

Fa caldo perché c’è l’Heat Dome, cosa è

L’Heat Dome è una la “cupola di calore”, ovvero è una configurazione atmosferica in cui una vasta e robusta area di alta pressione si stabilizza in quota su una regione, comportandosi come un coperchio che intrappola l’aria calda nei bassi strati. L’aria sotto l’anticiclone tende a scendere (subsidenza) e, comprimendosi, si riscalda ulteriormente; allo stesso tempo il cielo resta sereno, il sole picchia indisturbato e l’umidità del suolo evapora, alimentando il circolo del caldo.

Il risultato è un’ondata di calore intensa e persistente, con temperature molto sopra la media, notti tropicali e scarsa ventilazione. Più a lungo la cupola resiste, più il calore si accumula, aggravando siccità e rischio incendi. È lo stesso meccanismo che spinge lo zero termico a quote altissime, come quello descritto nell’articolo che vi ho proposto di leggere.

 

La novità della prossima settimana: tornano i temporali

È proprio questa la novità della settimana in arrivo, la prima dell’estate astronomica che, ricordiamo, prenderà il via ufficialmente oggi 21 giugno, giorno del solstizio.

In un mare di caldo e umidità che rappresenterà un immenso serbatoio di energia, si svilupperanno svariati temporali pomeridiani e serali. I giorni nel mirino sono quelli del 23, del 24 e del 25 giugno, ovvero nel cuore della prossima settimana, quando l’alta pressione subtropicale si rinforzerà ulteriormente tra Francia, Germania e Gran Bretagna, mentre lascerà scorrere qualche piccolo refolo fresco (o, per meglio dire, meno caldo) in alta quota in direzione dell’Italia.

Temporali, però, più sparsi, si avranno anche oggi, 21 e domani, 22 giugno. Ci sono stati anche ieri 20, localmente di forte intensità con anche caduta di grandine.

 

Perché si formeranno i temporali?

Nel complesso il clima resterà rovente su tutta Italia, con temperature altissime soprattutto al Centro-Nord, ma in quota arriveranno queste correnti meno calde che inevitabilmente provocheranno forti turbolenze, le quali poi sfoceranno in temporali e acquazzoni.

Possibile distribuzione delle piogge tra 23 e 25 giugno

 

Le aree maggiormente a rischio

Le aree predilette per l’instabilità saranno indubbiamente quelle interne e montuose, soprattutto le Alpi e l’Appennino. Mappe alla mano, in particolar modo quelle fornite dal modello americano GFS, propongono tre giorni di forte instabilità sui rilievi italiani.

Il rischio, in questo caso, sarebbe quello di numerose celle temporalesche sparse in maniera irregolare, che produrrebbero forti nubifragi, grandinate e colpi di vento. Chiaramente parliamo di fenomeni isolati e di breve durata, che nulla hanno a che vedere con vere perturbazioni in grado di portare ricambi d’aria degni di nota.

Le zone più esposte saranno:

  • Alpi;
  • Appennino;
  • Pianura Padana;
  • aree montuose interne;
  • settori pedemontani.

Anche la Pianura Padana potrebbe ricevere la visita di questi improvvisi temporali serali, seppur in maniera molto più limitata rispetto ai settori montuosi. Difficilmente ci saranno note instabili sulle zone costiere e pianeggianti del Centro-Sud, dove invece il caldo afoso sarà l’unico grande protagonista del tempo.

 

Credit:

  • Met Office – Deep dive: European heat builds while the UK sits on the boundary
  • Copernicus / ECMWF – ECMWF weather and climate experts monitor early summer European heatwave
  • Weather and Climate Dynamics (Copernicus Publications) – The role of atmospheric circulation changes in Western European warm season heat extremes
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Giovanni De Laurentis

Giovanni De Laurentis

Dopo aver frequentato il liceo scientifico, ha proseguito il proprio percorso accademico nel Regno Unito, dove si è laureato in Fisica presso l’University of Manchester all’età di 23 anni. Affascinato dalle dinamiche dell’atmosfera e dalle interazioni tra scienza e ambiente, ha poi conseguito un Dottorato (PhD) in Meteorologia presso l’University of Reading, uno dei principali poli di ricerca europei in questo ambito. Attualmente vive e lavora in Italia, dove si occupa di consulenza scientifica e supporto tecnico per applicazioni meteorologiche e fisiche nell’ambito industriale, collaborando con aziende e centri di ricerca per progetti che spaziano dalla modellistica ambientale alla progettazione di soluzioni innovative per l’industria.

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