Il mese di novembre in corso, perlomeno la prima metà del mese, è stata contrassegnata da una moderata alta pressione, con tempo piuttosto siccitoso su buona parte del territorio italiano, salvo più piogge essenzialmente sulle Isole maggiori e qui, magari, anche oltre la media sulle aree orientali della Sicilia.
Il campo anticiclonico, però, ha visto una maggiore predominazione, in termini di massimi pressori, verso i comparti centro settentrionali europei, meno sul Mediterraneo centrale e in corrispondenza dell’Italia.
Questo lieve deficit barico dell’anticiclone sui settori centrali del nostro bacino, rispetto alla parte ben più strutturata presente sul resto del continente, ha consentito abbastanza ricorrentemente una circolazione più oraria, quindi fresca settentrionale o orientale, che non mite zonale o meridionale.
Ne è conseguito un tre/quarti di novembre con temperature sostanzialmente nelle medie o, semmai, con locali, lieve oscillazioni positive.
Le prospettive per l’ultima decade sono ancora per anomalie negative e anche abbastanza marcate fino al 25 del mese, almeno, poi probabilmente qualche fase un po’ più mite negli ultimi giorni, ma poco incidente sulla media termica mensile che rimarrebbe nella norma.
Volgendo lo sguardo più avanti e affidandosi, questa volta, non ai riscontri di fatto, piuttosto alle simulazioni dei modelli matematici (evidentemente più aleatori dei primi) ci sarebbero prospettive per un mese di dicembre che, “baricamente”, a scala euro-atlantica potrebbe somigliare molto al novembre in corso.
Nella sostanza, ampia parte del continente europeo potrebbe continuare a essere interessata da condizioni mediamente anticicloniche ma, ancora una volta, queste potrebbero mostrarsi più solide sui comparti centro orientali o settentrionali dell’Europa, meno strutturate in corrispondenza del Mediterraneo centro-orientale e dell’Italia.
Questo contesto barico continuerebbe a favorire una predominanza di correnti settentrionali o orientali le quali, quand’anche dovessero agire in territorio moderatamente anticiclonico, avrebbero certamente connotati freschi o anche moderatamente freddi, in grado di tenere le temperature medie sul territorio italiano, ancora una volta nei valori tipici del periodo stagionale.
Insomma, un periodo tra fine autunno e inizio inverno, che potrebbe distinguersi dalle medesime fasi stagionali accorse negli ultimi 3/4 anni, dichiaratamente calde, e, per di ipù, che potrebbe gettare le basi per un prosieguo di stagione, quindi anche per un avvio d’inverno, termicamente più canonico, come non accade da anni.
Naturalmente, in un contesto termico più rispondente alla fase stagionale, andrebbero computate con maggiore probabilità fasi di rottura, magari brevi, ma fisiologiche, dell’egemonia anticiclonica, con maggiori favori anche per irruzioni di aria fredde e con neve associata.
Monitoreremo l’andamento stagionale con i nostri periodici aggiornamenti sul lungo termine.