L’ondata di gelo del gennaio 1999 rappresenta uno degli eventi meteo più intensi registrati nell’Europa settentrionale, con temperature estreme che hanno segnato record storici in diverse località. Attenzione, 3 gennaio 2024, è stata registrata una temperatura di -43,6°C, la più bassa mai registrata in Svezia a gennaio dal 1999. Nikkaluokta, il 2 gennaio 2024 ha visto temperature scendere fino a -41,6°C. Ma nel 1999 avvenne di peggio. L’inverno 2023-2024 in Scandinavia, complessivamente, è stato più freddo di quello 1998-1999, ciò se si fa eccezione degli estremi di basse temperature del gennaio 1999 che poi furono all’origine di una ondata di gelo in gran parte d’Italia. In quell’evento di fine mese cadde la neve sulla costa nord dela Sicilia, da Palermo al messinese. Nevicò anche nelle coste della Sardegna. Il Nord Italia, protetto dalle Alpi, ebbe un freddo appena moderato.
Il freddo di fine gennaio 1999 fu davvero rilevante, ma soprattutto improvviso. Fu di rilevanza storica in Lapponia, coinvolgendo le regioni interne di Norvegia, Svezia e Finlandia, con punte di gelo che hanno superato i -50°C.
Karasjok e il record norvegese
A Karasjok, nel Finnmark norvegese, la colonnina di mercurio ha raggiunto i -51,2°C il 28 gennaio 1999, rappresentando il valore più basso mai registrato nel paese durante il XX secolo. Questo record si avvicina a quello storico del 1° gennaio 1886, quando la temperatura toccò i -51,4°C. Nei giorni precedenti, le temperature erano progressivamente calate: il 25 gennaio il termometro segnava già -46,6°C, mentre il 27 gennaio scese sotto i -50°C. Queste temperature estreme furono accompagnate da condizioni di calma di vento, un fattore determinante per il ristagno dell’aria fredda al suolo.
Anche la vicina stazione meteorologica di Cuovddatmohkki registrò valori eccezionali, con -48,7°C il 26 gennaio, -49,7°C il 27 gennaio e -49,8°C il 28 gennaio. La combinazione tra neve, calma atmosferica e inversione termica favorì un raffreddamento così intenso.
Finlandia: Kittila e il record nazionale
In Finlandia, il picco di questa ondata di gelo fu registrato a Kittila, dove il termometro scese fino a -51,5°C il 28 gennaio 1999, stabilendo il record nazionale di freddo. Altre località finlandesi subirono temperature simili: Kevo registrò -48,2°C, Ivalo toccò -48,9°C e Sodankyla raggiunse i -49,5°C. Quest’ultima località è un esempio emblematico di inversione termica, con una differenza di oltre 20°C tra la temperatura al suolo e quella a soli 100 metri di altitudine.
Svezia: Karesuando e il record mensile
Anche in Svezia, l’ondata di gelo si fece sentire in modo severo. A Karesuando, il villaggio più settentrionale del paese, si registrarono -49,0°C il 27 gennaio, record nazionale per il mese di gennaio. Tuttavia, il primato assoluto svedese rimane quello di Vuoggatjalme, dove il termometro toccò i -52,6°C il 2 febbraio 1966. A Karesuando, persino la massima del giorno 27 gennaio non superò i -46,9°C, un dato straordinario che testimonia la persistenza del gelo.
Il gelo favorito dalla calma atmosferica come avviene in Siberia
La chiave per comprendere le temperature così estreme risiede nella calma atmosferica che ha caratterizzato questa ondata di gelo. La mancanza di vento ha permesso all’aria fredda, più densa e pesante, di ristagnare al suolo, amplificando l’effetto dell’inversione termica. Infatti, le isoterme a 850 hPa (circa 1500 metri di altitudine) indicavano valori di appena -20°C il 27 gennaio, un dato relativamente “mite” rispetto ai -50°C al suolo. Questo fenomeno ha creato uno strato di aria fredda intrappolato vicino al terreno innevato, un elemento tipico delle regioni artiche e siberiane. In Siberia, per esempio, i monti rilevano temperature più elevate delle sterminate pianure, proprio per le inversioni termiche favorite dai poderosi anticicloni termici.
Record di freddo europeo: la Russia
Sebbene i -51,5°C di Kittila e i -51,2°C di Karasjok siano impressionanti, il record europeo di freddo appartiene alla Russia europea. A Ust’Schugor, il 31 dicembre 1979, si registrarono -58,1°C, mentre a Hoseda-Hard, nel febbraio 2010, il termometro toccò i -56,4°C. Questi valori eccezionali sono stati raggiunti nella parte nordorientale della Russia europea, una regione nota per gli estremi climatici durante l’inverno.
Effetti in Italia e nell’Europa meridionale
L’ondata di gelo del gennaio 1999 non rimase confinata alla Scandinavia, ma si propagò verso sud, coinvolgendo anche l’Italia. In particolare, si ricorda la spettacolare nevicata che imbiancò l’isola di Ponza, un evento raro che evidenzia la portata straordinaria di questa massa d’aria gelida. La neve, come detto, cadde in molte località del Sud Italia e delle Isole Maggiori. Il Nord Italia rimase ai margini del freddo, protetto dall’arco alpino, evento meteo ricorrente in fulminee ondate di gelo con direttrice nord, nord est verso sud.