(TEMPOITALIA.IT) Il mese di gennaio 2025 potrebbe portare sull’Italia un periodo di freddo eccezionale, con condizioni atmosferiche simili alle più rigide ondate di gelo del passato. I modelli meteorologici attuali evidenziano la possibilità di un’irruzione artica imponente, alimentata da un complesso intreccio di configurazioni atmosferiche. Tra queste, un blocco anticiclonico sull’Atlantico settentrionale, combinato con un potente evento di stratwarming, potrebbe deviare le masse di aria gelida verso l’Europa meridionale, investendo duramente anche il nostro Paese.
Le condizioni che potrebbero innescare questo scenario gelido derivano principalmente dalla debolezza della corrente a getto polare, la fascia di venti che separa le masse d’aria fredda dalle regioni settentrionali da quelle più miti delle medie latitudini. Una corrente frammentata o rallentata potrebbe consentire all’aria artica di fluire verso sud.
A questo si aggiunge la possibilità di un pattern meteorologico noto come Scandinavia Blocking, caratterizzato da alte pressioni stabili sull’Europa settentrionale e da un’area di basse pressioni sull’area mediterranea. Questa configurazione crea un vero e proprio corridoio attraverso il quale il freddo artico si incanala verso l’Italia.
Anche il vortice polare potrebbe giocare un ruolo cruciale. Eventuali disturbi o una divisione del vortice in più lobi (fenomeno noto come split del vortice polare) permetterebbero all’aria gelida di raggiungere le medie latitudini. Questo schema è già stato osservato in passato in eventi memorabili, come quelli del 1985 e del 2012, che hanno segnato l’Italia con nevicate estese e temperature estreme.
Le regioni del Nord Italia e del Centro Italia appaiono le più esposte a questa possibile ondata di freddo. Nevicate significative potrebbero verificarsi fino alle pianure, mentre le aree alpine e appenniniche potrebbero registrare accumuli nevosi eccezionali. Al Sud Italia, gli effetti potrebbero risultare più localizzati ma comunque rilevanti, soprattutto lungo il versante adriatico. Qui, il contrasto tra l’aria fredda in arrivo e le acque più calde del Mar Adriatico potrebbe generare il fenomeno dell’Adriatic Snow Effect, con intense precipitazioni nevose anche a basse quote.
L’interazione tra il gelo atmosferico e il suolo italiano potrebbe amplificare ulteriormente il freddo, specialmente in presenza di neve al suolo. Le temperature notturne in aree come le valli alpine e appenniniche potrebbero scendere a valori estremamente bassi, raggiungendo punte di -10°C o addirittura -15°C in alcune zone isolate.
Se queste proiezioni troveranno conferma, gennaio 2025 potrebbe rimanere nella storia come uno dei mesi più freddi degli ultimi decenni, sottolineando ancora una volta l’importanza di una preparazione adeguata davanti a fenomeni meteorologici estremi (TEMPOITALIA.IT)







