Un ciclone particolarmente intenso sta interessando l’Italia in queste ore, determinando un brusco peggioramento delle condizioni meteo. Questa depressione è alimentata da aria fredda polare marittima, proveniente dal Nord Atlantico e dalla Groenlandia. Si tratta quindi di aria particolarmente fredda in alta quota, meno nelle aree più basse, a causa dell’influenza dell’Oceano Atlantico.
Nonostante ciò, si tratta di una forte e insidiosa depressione, che scatenerà raffiche impetuose di maestrale su tutto il Basso Tirreno e le isole maggiori. Si prevedono imponenti mareggiate, con onde che potranno superare i 6 metri di altezza. Nelle prossime 16-20 ore si avranno ancora piogge e rovesci al Centro-Sud, mentre la neve scenderà in maniera abbondante lungo l’Appennino.
Dove nevicherà di più
Parlando di neve, il movimento di questo ciclone premierà le aree interne del Centro Italia e il versante Adriatico, dove si attendono le nevicate più abbondanti. Sarà l’Appennino centrale a registrare gli accumuli nevosi più rilevanti entro le primissime ore di sabato. Tra Abruzzo, Molise e Lazio, si prevedono accumuli superiori ai 25-30 cm, mentre su Marche e Umbria si potranno raggiungere i 15-20 cm sopra i 1500 metri di altitudine.
I fiocchi di neve arriveranno anche a quote più basse, fino a 700-800 metri tra Abruzzo e Molise nelle prossime 12 ore. A queste altitudini, però, gli accumuli saranno limitati o inesistenti, mentre sopra i 1000 metri si prevedono accumuli significativi. La neve interesserà anche Basilicata, Campania e Calabria, sebbene a quote superiori ai 1100-1200 metri. Tuttavia, in Irpinia e sull’Appennino Lucano, potrebbero verificarsi nevicate fugaci fino a 900 metri entro le prime ore di sabato.
Il tempo migliorerà nettamente nel corso di sabato, giorno del solstizio d’inverno, inaugurando ufficialmente il trimestre freddo anche sul piano astronomico. Tuttavia, la pausa dal maltempo sarà breve: un nuovo peggioramento si attende già per l’antivigilia di Natale, con aria artica ancor più fredda, che porterà la neve a quote ancora più basse sul versante Adriatico.