(TEMPOITALIA.IT) Dopo l’imminente irruzione di aria moderatamente fredda sub-polare sul Mediterraneo centro-occidentale, prevista per il weekend dell’Immacolata, quale sarà la tendenza del meteo nel prosieguo del mese di dicembre? Dalle indicazioni fornite dagli indici teleconnettivi, gli unici in grado di offrire elementi generali sulla possibile circolazione atmosferica fino anche a un mese, emerge una tendenza che appare ancora una volta piuttosto intrigante.
Un primo sguardo per comprendere quale potrebbe essere l’evoluzione sul lungo periodo lo rivolgiamo alle alte quote, verso la stratosfera. L’andamento circolatorio e termico in questa sezione dell’atmosfera risulta più facilmente leggibile e affidabile anche su lunghe distanze temporali, poiché si tratta di libera atmosfera, priva di influenze tipiche come quelle orografiche, oceaniche e altre, che caratterizzano le quote più basse. Le dinamiche ad alta quota, inoltre, possono condizionare quelle alle quote inferiori e, per questo motivo, essere predittive, anche se in maniera piuttosto generica.
Dai dati recenti relativi a queste quote più elevate, oltre i 12.000 metri, emerge un flusso di venti zonali con velocità in aumento e superiori alla media, almeno fino al 17-18 dicembre. Questo parametro suggerisce una circolazione atmosferica a media quota prevalentemente zonale, ovvero da Ovest verso Est. Di conseguenza, questa configurazione in alto influenzerebbe anche quella negli strati inferiori; perciò, è plausibile che, dopo l’esaurimento dell’azione depressionaria moderatamente fredda che interesserà anche l’Italia nel corso del prossimo fine settimana, e forse per parte della settimana successiva, le condizioni meteo su gran parte dell’Europa e sull’Italia possano risultare mediamente più miti, con una componente umida oceanica, non fredda.
Parallelamente, l’andamento dell’Indice NAM (North Annular Mode), un indicatore di variabilità climatica che monitora le anomalie di geopotenziale e termiche su tutta la colonna atmosferica, dalla troposfera alla stratosfera, e che si rivela utile per valutare la forza del vortice polare, mostra un valore attuale positivo di +1,2, in linea con il trend del flusso zonale medio-alto. Questo indice, pur essendo descrittivo e non predittivo, se superasse la soglia di +1,5 potrebbe indicare una persistenza di circolazione oceanica, sia essa anticiclonica o depressionaria, con una conseguente inibizione delle ondate di freddo per molti giorni, anche oltre un mese, verso le latitudini italiane.
È dunque probabile che il NAM superi la soglia di 1,5 in un prossimo futuro? Solo i forecast modellistici sull’andamento dei venti zonali stratosferici possono fornire una risposta. Le simulazioni modellistiche evidenziano un calo progressivo della loro velocità: dai 40-50 m/s attesi nella prossima settimana, si passerebbe gradualmente a 30 m/s all’inizio della terza decade del mese e poi ancora più giù, fino a velocità sotto la media, attorno ai 25 m/s, tra fine anno e Capodanno.
Pertanto, l’incremento dei venti zonali nella seconda decade di dicembre e il conseguente rinforzo del vortice polare potrebbero essere temporanei. Ciò potrebbe scongiurare il superamento della soglia del NAM, evitando manifestazioni tipiche dell’inverno sull’Italia per tutto dicembre e anche oltre. D’altro canto, i forecast dei venti zonali suggeriscono una diminuzione significativa nella terza decade del mese, aprendo la strada a una possibile nuova azione fredda meridiana che potrebbe coinvolgere anche l’Italia, grazie a un ulteriore indebolimento del vortice polare.
In questo scenario, si aprono quindi possibilità, seppur senza certezze, di una atmosfera natalizia classica tra Natale e Capodanno, caratterizzata da una circolazione più fredda e, perché no, anche con il rischio di neve. Resteremo in aggiornamento sull’evoluzione del meteo nel corso di dicembre e in particolare sulle previsioni per le festività, nei prossimi report settimanali a lungo termine. (TEMPOITALIA.IT)






