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FINAL WARMING 2025 e le marcate insidie meteo alla Primavera

Federico De Michelis di Federico De Michelis
16 Mar 2025 - 17:45
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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Le osservazioni scientifiche in ambito meteo si intrecciano in modo sorprendente in questi giorni. Il 9 marzo 2025, i venti a 10 hPa si sono invertiti per la prima volta in questa stagione, un fatto che potrebbe indicare con ALTA PROBABILITÀ il FINAL WARMING 2025. Sebbene esista ancora una possibilità, sia pure ridotta, che non si tratti dell’evento definitivo, lo scenario più probabile è che la STRATOSFERA stia terminando la propria fase invernale e stia procedendo verso la condizione estiva. Questo riscaldamento conclusivo è il secondo più precoce nella storia delle misurazioni, superato solo dal 6 marzo 2016. È importante ricordare che quest’ultimo fenomeno non nasce mai all’improvviso, ma rappresenta l’esito di un lento mutamento stagionale alimentato dall’aumento della radiazione solare.

 

Durante l’inverno, la parte di atmosfera sopra il POLO NORD è dominata da un intenso VORTICE POLARE stratosferico, una zona di bassa pressione caratterizzata da venti occidentali robusti. Questi flussi d’aria preservano il freddo all’interno delle alte latitudini, confinandolo in prossimità dell’ARTICO. Nel momento in cui si verifica un riscaldamento repentino della STRATOSFERA (noto come STRATWARMING), il VORTICE POLARE può deformarsi o addirittura spezzarsi in due lobi, aprendo la strada a variazioni meteo rilevanti anche alle medie latitudini. L’ampiezza delle onde in quota, come riportato da studi e rilevazioni (ampiezza delle onde, fonte NASA), svolge un ruolo essenziale nel modulare l’energia che penetra nella STRATOSFERA, amplificando o riducendo l’impatto di questi riscaldamenti.

 

Gli STRATWARMING invernali possono essere temporanei, e a volte il VORTICE POLARE riesce a ricompattarsi. Con l’avvicinarsi della primavera, però, la quantità di radiazione solare che raggiunge la STRATOSFERA aumenta, riscaldando gli strati superiori dell’atmosfera. Questo lento processo sfocia nel FINAL WARMING, cioè nell’inversione irreversibile dei venti da ovest verso est, un fenomeno che permane fino al ritorno della stagione fredda. Una volta completata questa transizione, la STRATOSFERA non può più tornare in uno stato invernale. In media, il FINAL WARMING si osserva il 12 aprile, anche se il caso più precoce in assoluto risale al 6 marzo 2016, mentre quello più tardivo è stato registrato nel maggio 1981.

 

L’indebolimento e la fine del VORTICE POLARE in primavera derivano principalmente da due fattori. Da un lato, l’aumento dell’irradianza solare dovuto al prolungarsi delle giornate riscalda direttamente la STRATOSFERA. Dall’altro lato, l’intensificazione delle onde planetarie può favorire un riscaldamento più rapido e anticipare l’inversione dei venti. Le due circostanze possono verificarsi contemporaneamente, creando uno scenario meteo complesso, in cui l’assetto del VORTICE POLARE viene gradualmente indebolito fino alla sua dissoluzione.

 

Quando il VORTICE POLARE si indebolisce, la circolazione atmosferica alle medie latitudini può subire modifiche. Le analisi statistiche mostrano un incremento della pressione sulla GROENLANDIA e uno spostamento verso sud del fronte polare, condizione che potrebbe favorire l’ingresso di aria fredda sugli STATI UNITI orientali e su parte del NORD EUROPA. Inoltre, la fine del Vortice Polare offre l’occasione per un maggiore rimescolamento dell’aria e facilita l’afflusso di ozono dalle medie latitudini, con un impatto positivo sul recupero dello strato di ozono a livello globale. Tuttavia, gli effetti al suolo non sono sempre prevedibili in modo lineare, poiché entrano in gioco numerosi fattori, come la simmetria dell’evento, il periodo della stagione in cui si verifica e la configurazione preesistente della circolazione generale.

 

Nel caso in esame, il FINAL WARMING coincide con alcune anomalie atmosferiche tipiche, tra cui l’incremento della pressione sul NORD ATLANTICO e un abbassamento del percorso delle perturbazioni in direzione del MEDITERRANEO. Ciò potrebbe produrre un rapido ma temporaneo arrivo di aria più fresca, anche se le ultime proiezioni modellistiche non indicano con certezza l’arrivo di masse d’aria fredde sul MEDITERRANEO. L’interazione tra fenomeni di tipo stratosferico e la circolazione troposferica potrebbe intensificarsi tra fine marzo e aprile, ma al momento non è possibile fornire previsioni meteo definitive in merito. Tutto dipenderà da come si comporteranno le oscillazioni atmosferiche e da quanto profondamente l’energia stratosferica riuscirà a propagarsi verso la superficie.

 

I ricercatori continuano a monitorare l’evoluzione del VORTICE POLARE attraverso strumenti di osservazione globale, come quelli messi a disposizione dalla NASA, per comprendere al meglio l’impatto del FINAL WARMING sull’andamento stagionale e sulle dinamiche meteo future. È essenziale sottolineare come i cambiamenti nella STRATOSFERA, per quanto possano risultare imponenti, non sempre producano conseguenze immediate alle quote inferiori. Il passo verso una vera interazione è spesso legato a configurazioni specifiche, che talvolta si realizzano e talvolta no.

 

Queste considerazioni scientifiche, insieme allo studio continuo delle onde planetarie e della loro ampiezza, dimostrano la complessità dei fenomeni atmosferici e la necessità di un’analisi accurata. Si tratta di processi che intrecciano variabili come l’irraggiamento solare, l’attività delle onde a grande scala e i flussi d’aria di origine polare. Proprio per la natura articolata di questi meccanismi, le previsioni meteo non possono mai essere assolute, specie quando i fenomeni stratosferici entrano in gioco.

 

Il meteo resta, dunque, il fulcro di ogni indagine sull’evoluzione stagionale, poiché la nostra comprensione dell’alta atmosfera è ancora in espansione. Nonostante l’eccezionale precocità del FINAL WARMING 2025, rimane ancora qualche incertezza sull’effettivo impatto finale in termini di freddo residuo alle latitudini medie. Saranno le prossime settimane, a svelare l’eventuale influenza stratosferica sugli scenari meteo primaverili.

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Federico De Michelis

Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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