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Città italiane roventi: caldo africano e isole di calore, dove il Meteo farà soffrire di più

Piero Luciani di Piero Luciani
28 Mag 2025 - 17:00
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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Il mese di GIUGNO 2025 inizierà con una fiammata africana che investirà l’intera ITALIA. Inizialmente non dovrebbe trattarsi di un’ondata di calore eccezionale, ma col passare dei giorni e con la prospettiva della stazionarietà del caldo,  le nostre maggiori città cominceranno a vivere giornate roventi con notti tropicali e condizioni di disagio climatico accentuato. L’effetto “isola di calore urbana” amplificherà la portata di queste ondate africane, colpendo in modo differente i grandi centri italiani.

Giugno 2025: caldo anomalo, stabilità atmosferica e notti bollenti

Secondo le proiezioni del Centro Europeo ECMWF, la prima decade di GIUGNO sarà contraddistinta da un robusto anticiclone nord-africano in estensione su tutto il bacino del Mediterraneo, con temperature in deciso aumento e valori superiori alla norma di 4-6°C in alcune zone.

Questa configurazione comincerà a favorire l’accumulo di calore nei centri urbani, dove la mancanza di ventilazione, la densità edilizia e la scarsa presenza di verde urbano contribuiscono a creare microclimi roventi, specialmente durante le ore notturne.

Cos’è l’isola di calore urbana

L’isola di calore urbana è il risultato di un differenziale termico tra le città e le aree rurali circostanti, causato dall’accumulo e dal rilascio notturno del calore assorbito da asfalto, cemento e superfici artificiali. Durante le ondate di caldo, le città diventano focolai termici che non riescono a raffreddarsi nemmeno di notte, compromettendo il riposo e aumentando i rischi sanitari.

Milano e Bologna: le più colpite

MILANO è tra le città italiane dove l’isola di calore si manifesta con maggiore intensità. Durante le ondate africane, il capoluogo lombardo registra minime notturne tra i 25 e i 27°C, con valori percepiti ancora più elevati a causa dell’umidità e dell’inquinamento atmosferico. Le aree più critiche includono Corvetto, Navigli, Loreto e Porta Romana, dove il cemento domina e il verde è scarso.

BOLOGNA segue a ruota. La conformazione urbana compatta e il traffico intenso generano un forte accumulo di calore, soprattutto nei quartieri come San Vitale, Murri e il centro storico, che risultano spesso 2-4°C più caldi rispetto alla cintura periferica. La città, nei periodi anticiclonici, mostra notti tropicali ricorrenti e picchi oltre i 35°C nelle ore centrali del giorno.

Roma: caldo, ozono e disagio fisico

Anche ROMA, nonostante una maggiore ventilazione rispetto a MILANO e BOLOGNA, soffre l’effetto isola di calore. Quartieri densamente edificati come San Lorenzo, Tor Pignattara e Esquilino diventano vere camere termiche. Le temperature minime spesso superano i 24-25°C, mentre l’ozono troposferico, generato dalla reazione degli inquinanti con la luce solare, contribuisce a peggiorare il quadro, con sensazioni termiche elevate e qualità dell’aria compromessa.

Torino: caldo presente ma meno opprimente

TORINO, pur registrando ondate di caldo, presenta una maggiore escursione termica rispetto alle altre città del Nord, grazie alla prossimità alpina e a condizioni orografiche più favorevoli alla ventilazione notturna. Le minime estive sono mediamente più basse rispetto a MILANO o BOLOGNA, ma il centro urbano e i quartieri densamente abitati (come Barriera di Milano o Mirafiori) mostrano comunque episodi di isola di calore, soprattutto in assenza di vento.

Genova: temperature non estreme, ma umidità insopportabile

A GENOVA, il problema non è il caldo estremo, ma l’umidità relativa elevatissima. Il centro storico e i quartieri costieri come Pegli, Quarto dei Mille e Nervi mantengono minime elevate anche di notte, spesso sopra i 24°C, a causa del mare che rilascia calore lentamente, mentre la bassa Val Bisagno soffre soprattutto la grande densità abitativa e la scarsità di verde.

Palermo: caldo africano e notti tra le più calde d’Europa

PALERMO è tra le città più esposte al caldo africano in Italia. Durante le ondate sahariane, le temperature massime superano spesso i 38°C, ma è la mancanza di refrigerio notturno a rendere la situazione critica. Il centro storico, Ballarò, Oreto e Kalsa soffrono minime sopra i 27-28°C per più giorni consecutivi.

La morfologia compatta della città, l’assenza di ventilazione costante, e l’urbanizzazione disordinata rendono PALERMO tra le città più afose del Mediterraneo. L’umidità relativa, spesso oltre il 70%, amplifica l’effetto “cappa”, impedendo di rinfrescarsi anche nelle ore più favorevoli.

Un’estate da affrontare con attenzione urbana e sanitaria

L’isola di calore urbana sarà una delle grandi sfide dell’Estate 2025, soprattutto nel contesto di ondate di calore africano sempre più frequenti e durature. Le città più vulnerabili saranno quelle con alta densità edilizia, pochi spazi verdi e ventilazione limitata. Le ricadute coinvolgono la salute pubblica, i consumi energetici e la vivibilità urbana, aggravando anche disuguaglianze sociali e ambientali.

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Piero Luciani

Piero Luciani

Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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