(TEMPOITALIA.IT) Quando osservo le ultime mappe meteorologiche che arrivano dai centri di calcolo internazionali, provo una sensazione contrastante che mescola fascino scientifico e preoccupazione concreta. Nonostante il dominio apparentemente incontrastato dell’alta pressione africana, le condizioni meteo stanno per subire alcuni cambiamenti che potrebbero rivelarsi particolarmente significativi, soprattutto per chi vive nelle regioni settentrionali del nostro Paese.
Il weekend che si avvicina porta con sé uno scenario meteorologico che il mio collega Federico De Michelis definisce quasi esplosivo. L’arrivo di correnti d’aria di origine oceanica, pur non essendo particolarmente fresche in senso assoluto, creerà le condizioni ideali per lo sviluppo di fenomeni temporaleschi di intensità straordinaria. È proprio questo contrasto apparentemente sottile a rendermi più inquieto: non serve un cambiamento drastico di temperatura per scatenare eventi meteorologici devastanti.
Federico De Michelis: il meccanismo fisico che si innescherà è quello classico delle situazioni di forte instabilità atmosferica, ma amplificato dall’energia termica accumulata durante questi giorni di caldo intenso. L’aria mite proveniente dall’Atlantico andrà letteralmente a scontrarsi con la massa d’aria calda preesistente, creando quello che noi meteorologi definiamo “gradiente termico“. È come mescolare acqua bollente con acqua tiepida: la differenza di temperatura genera movimenti convettivi che, su scala atmosferica, si traducono in fenomeni di potenza impressionante.
Questa differenza di temperatura tra le diverse masse d’aria fornirà un’energia potenziale enorme, sufficiente ad alimentare fenomeni convettivi di una violenza che francamente mi preoccupa. Non stiamo parlando dei classici temporali estivi a cui siamo abituati, quelli che rinfrescano l’aria e se ne vanno in fretta. Stiamo parlando di eventi estremi che possono trasformare radicalmente il paesaggio in poche ore.
Le Alpi diventeranno il teatro principale di questi eventi meteorologici. I rilievi alpini agiranno come un vero e proprio catalizzatore naturale, favorendo il sollevamento dell’aria calda e umida che, incontrando le temperature più basse presenti in quota, darà origine a temporali di una violenza eccezionale. È un processo affascinante dal punto di vista scientifico, ma terrificante nelle sue conseguenze pratiche.
Da parte mia, quindi non posso nascondere la mia particolare preoccupazione per il rischio di grandinate intense. La grandine rappresenta uno degli aspetti più imprevedibili e pericolosi di questi fenomeni temporaleschi estivi. Le condizioni atmosferiche che si stanno configurando sono ideali per la formazione di chicchi di grandine di dimensioni davvero considerevoli, il tipo di grandine che può trasformare un’automobile in un colabrodo e rappresentare un pericolo per chiunque si trovi all’aperto durante il passaggio del fenomeno.
L’instabilità atmosferica non si limiterà alle quote alpine. I settori prealpini saranno coinvolti in questi fenomeni, e c’è una concreta possibilità che l’instabilità si propaghi verso alcune aree della Pianura Padana, soprattutto quelle più vicine ai rilievi montuosi.
L’evoluzione prevista per l’inizio della settimana successiva indica un possibile coinvolgimento anche della dorsale appenninica, estendendo questo scenario di instabilità estrema anche alle regioni centrali del nostro Paese. Ma attenzione, farà sempre caldo, il contesto generale è quello di una situazione dalla parvenza tropicale. (TEMPOITALIA.IT)







