Il promontorio di alta pressione di origine africana che si sta espandendo sul Mediterraneo porterà con sé masse d’aria caldissima cariche di sabbia e umidità. Non si tratta di un semplice anticiclone estivo, ma di un sistema atmosferico complesso che trascina temperature e condizioni più simili a quelle del deserto che a un’estate mediterranea.
L’inizio della settimana sarà già rovente, ma da GIOVEDÌ 26 GIUGNO si raggiungerà l’apice. Fino a quel momento, tuttavia, le temperature saranno già sopra le medie stagionali: al Sud, nelle Isole Maggiori e nel Centro Italia, si raggiungeranno valori di 36-40°C, mentre il Nord vedrà massime comprese tra 34 e 38°C, un’anomalia termica particolarmente stressante anche per chi è abituato a estati calde.
Temperature da record, soprattutto al Centro-Sud
Il vero collasso termico arriverà nella seconda metà della settimana. L’espansione dell’anticiclone africano toccherà il massimo proprio tra VENERDÌ 28 e SABATO 29 GIUGNO, e alcune aree interne, in particolare della SARDEGNA, potrebbero affrontare picchi fino a 44°C. Un valore che, pur non toccando il record ufficiale registrato il 24 LUGLIO 2023, ci si avvicina pericolosamente, suscitando non poche preoccupazioni anche tra i meteorologi più esperti.
Città soffocate: l’impatto devastante dell’afa urbana
Il problema più insidioso, però, non sarà solo legato ai termometri. Il mix tra caldo estremo e umidità trasformerà molte città italiane in trappole termiche, con un aumento vertiginoso del disagio fisiologico. Città come MILANO, BOLOGNA, FIRENZE, ROMA e NAPOLI affronteranno le conseguenze dell’effetto isola di calore, dove l’asfalto, i palazzi e il traffico contribuiscono a innalzare la temperatura percepita ben oltre i valori reali.
Le notti tropicali: un rischio sottovalutato per la salute
Un altro aspetto critico sarà l’assenza di raffrescamento notturno. Le cosiddette “notti tropicali”, con minime sopra i 23-25°C, sono ormai diventate la norma. Dormire diventa difficile, riposare quasi impossibile, e il corpo fatica a rigenerarsi. Il mancato abbassamento della temperatura corporea durante la notte espone in particolare gli anziani, i bambini e i soggetti con patologie croniche a un rischio concreto per la salute, aggravando stress, disidratazione e disturbi cardiaci o respiratori.
Una settimana di resistenza, in attesa di una tregua
Secondo le previsioni attuali, l’ondata di calore persisterà almeno fino a DOMENICA 30 GIUGNO, con una stabilità atmosferica eccezionale che lascerà poco spazio a temporali o rinfreschi, salvo brevi episodi isolati nelle aree alpine nel tardo pomeriggio. Si tratta però di fenomeni circoscritti, insufficienti a contrastare l’influenza opprimente del promontorio nordafricano.
Un’estate diversa, segnata dal cambiamento climatico
Quel che stiamo vivendo non è più il caldo tipico delle estati italiane, ma un segnale chiaro di una trasformazione climatica ormai evidente. Giornate che un tempo evocavano immagini di villeggiatura e tempo libero si sono trasformate in prove di resistenza fisica e psicologica, una situazione che rischia di diventare sempre più frequente negli anni a venire.
