Negli ultimi giorni meteo molti italiani hanno tirato un sospiro di sollievo: l’ondata di calore che aveva arroventato il Paese sembrava finalmente in ritirata. Ma non è tutto oro quel che luccica.
Quella che stiamo vivendo non è una vera fine, ma solo una tregua temporanea in un’estate che promette ancora temperature da record. E i modelli previsionali lo confermano: il caldo estremo è pronto a tornare.
La pausa rinfrescante che stiamo sperimentando è il risultato di una temporanea ondulazione del flusso atlantico, che ha permesso a correnti più fresche settentrionali di scivolare verso il Mediterraneo. Ma si tratta di una dinamica destinata a esaurirsi presto. Il cuore dell’alta pressione subtropicale – meglio nota come anticiclone africano – sta già riassumendo una posizione dominante, pronto a espandersi nuovamente verso l’Italia.
Alta pressione subtropicale: una “cupola” che non lascia scampo
Questo tipo di configurazione barica, che prende il nome di “cupola di calore”, si manifesta quando una massa d’aria calda in quota si stabilizza sul Mediterraneo, bloccando la normale circolazione atmosferica. Il risultato? Assenza di nuvolosità, giornate torride e notti tropicali in cui il calore, imprigionato nei bassi strati, fatica a disperdersi.
Questa struttura anticiclonica tende a rigenerarsi ciclicamente e, in assenza di significative perturbazioni atlantiche, può dominare anche per settimane. In altre parole: anche quando sembra arretrare, l’anticiclone africano può tornare rapidamente a occupare la scena meteorologica.
Ritorno del caldo: ecco le aree più a rischio
Secondo le ultime elaborazioni modellistiche, sarà ancora una volta il Sud Italia a fare da apripista al ritorno del caldo africano. Entro il fine settimana, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia potrebbero tornare a registrare massime intorno ai 37-38°C, con picchi locali anche superiori. Il caldo si espanderà poi verso il Centro e parte del Nord, in particolare nelle aree interne lontane dall’influsso marino.
Tra le città più esposte spiccano:
Foggia, Matera, Cosenza, Caltanissetta, Roma, Firenze e Bologna, dove l’accumulo termico urbano potrebbe amplificare la sensazione di afa, soprattutto nelle ore notturne.
Perché questa pausa non cambia lo scenario estivo
La convinzione diffusa che la breve rinfrescata di metà giugno segni la fine del caldo estremo è scientificamente infondata. Il quadro climatico che domina l’estate italiana – fortemente influenzato dal riscaldamento globale – favorisce la persistenza dell’anticiclone subtropicale, che ormai trova sempre meno ostacoli nel risalire verso nord.
Inoltre, la struttura dell’anticiclone africano è cambiata nel tempo: oggi è più esteso, più stabile e più caldo rispetto al passato. Questo significa che anche dopo un temporaneo cedimento, basta un minimo spostamento delle correnti in quota per riportare in superficie condizioni di stabilità e caldo intenso.
Prospettive per la seconda metà di giugno: il caldo non molla
Le tendenze stagionali indicano con chiarezza che il mese di giugno è destinato a chiudersi con anomalie termiche positive in tutta Italia. I modelli ECMWF e CFS confermano un ritorno della subsidenza africana sul bacino centrale del Mediterraneo già a partire dalla terza settimana del mese.
Se queste proiezioni venissero confermate, il rischio è quello di un’altra fase di caldo persistente e senza precipitazioni, con impatti su agricoltura, salute pubblica e gestione delle risorse idriche. Le notti tropicali, in particolare, rappresentano un fattore di stress crescente, soprattutto per gli anziani e le persone fragili.
Conclusione: il caldo non è finito, è solo in attesa
L’illusione di una pausa climatica non deve trarre in inganno: l’anticiclone africano resta il grande protagonista dell’estate 2025. La sua capacità di rigenerarsi rapidamente e di influenzare le dinamiche atmosferiche su larga scala è ormai un fatto consolidato.
Il caldo non ha mollato la presa: ha solo fatto un passo indietro per ricaricare le batterie. Il consiglio è di non abbassare la guardia e di prepararsi a una nuova escalation termica, con tutti i rischi meteo che comporta.
