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Home A La notizia del Giorno

Meteo Italia da un’Estate ad un Autunno “tropicalizzati”

Andrea Meloni di Andrea Meloni
20 Lug 2025 - 12:30
in A La notizia del Giorno, A Scelta della Redazione, Cambiamento Climatico
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Come ho scritto molte volte, il clima italiano si sta tropicalizzando. Non è solo però quello italiano a divenirlo, ma di tutte le aree della fascia delle medie latitudini. Anche nel Nord America sta succedendo questo, sta avvenendo in Cina, sta accadendo nel nord del Giappone.

 

Il Giappone, nella parte del centro-sud, è già tropicale come clima o subtropicale, per essere precisi, per altro viene investito periodicamente anche dai tifoni, tanto per intenderci, cosa che da noi non accade, e per vari motivi.

 

In America, nella città e hinterland di New York, gli scorsi giorni ci sono state precipitazioni torrenziali che hanno generato anche nella metropoli americana degli allagamenti piuttosto importanti. Addirittura, una parte della metropolitana di New York è stata chiusa al traffico perché si è allagata. È stato chiuso l’aeroporto di New York e centinaia di voli sono stati dirottati altrove, tutto perché la città è stata interessata da una perturbazione di particolare intensità che ha prodotto precipitazioni fino a 180 mm in poche ore.

 

Si sono viste immagini di una città allagata, con acqua che sgorgava dappertutto, anche in pieno centro: Times Square, ad esempio, è stata ripresa da alcuni video con acqua che sgorgava da ogni parte.

 

Queste precipitazioni così torrenziali a New York si stanno ormai verificando con eccessiva frequenza e non fanno parte del suo clima, che è ben più moderato, anche se vede effettivamente degli estremi meteo che sono maggiori rispetto a quelli che osserviamo in Europa.

 

Gli estremi meteo americani sono decisamente superiori, perché il clima statunitense è diverso per la sua connotazione geografica rispetto a quello dell’Europa. Però, e lo ribadisco, New York non è solita vedere precipitazioni così violente. Tuttavia, in questi anni si stanno verificando.

 

E anche in Europa ci sono fenomeni meteo così estremi, che sicuramente non fanno notizia come quelli che si sono abbattuti in una città che è una megalopoli come New York. Ma nubifragi hanno investito nel mese di Giugno, con grandine, la città di Parigi, ad esempio. Violenti nubifragi si sono verificati a Londra, a Madrid.

Grandinate devastanti in Spagna, grandinate distruttive appena qualche giorno fa anche in Norvegia, con danni ingentissimi alle auto e addirittura a 30.000 famiglie che sono rimaste senza energia elettrica.

 

La cronaca degli eventi meteo estremi è talmente lunga che potremmo fare un elenco di varie pagine. Questi estremi meteo evidenziano che il clima tende a tropicalizzarsi, cioè le precipitazioni avvengono con maggiore intensità e concentrate in brevi periodi, però meno frequentemente. Questo nuovo modello di piovosità, falsa parte della statistica del clima. Ebbene, il totale delle precipitazioni annue tutto sommato sta cambiando poco, mentre cambia notevolmente il numero di giorni di pioggia, un dato trascurato, ma che è essenziale perché rappresentativo del cambiamento climatico.

 

E se le precipitazioni avvengono con questa tipologia, cioè molto concentrate e violentissime, questi eventi meteo fanno parte di una tipicità che avviene nelle regioni tropicali, dove le piogge sono violente e brevi. Una condizione meteo che è associata alle elevate temperature con cui si verificano, specialmente d’estate. Poi è chiaro che ci sono precipitazioni intense localizzate in brevi periodi anche in altre stagioni, tanto che abbiamo delle alluvioni che si verificano con maggiore frequenza rispetto al passato.

 

Attenzione: ben sappiamo, e so che anche in passato ci sono state alluvioni. Da sempre ci sono stati fenomeni di varia tipologia estrema, ma in questi anni stiamo osservando un po’ dappertutto ad una maggiore frequenza, con nuovi fenomeni meteo che si osservano anche laddove non si erano mai visti.

 

In questo contesto c’è anche il freddo, pure recentemente, specialmente nell’emisfero sud, dove ci sono state nevicate a Giugno, prammento che nell’emisfero meridionale è inverno, neve a quote bassissime sino sulle coste dell’Argentina. C’è stato il gelo che ha ghiacciato diversi torrenti e piccoli fiumi in Uruguay, che ha un clima più mite dell’Argentina. Fenomeni insoliti ci sono stati come la neve che è caduta anche sui rilievi del Brasile, e questo fa effetto effettivamente.

 

Tuttavia, la neve sui rilievi del Brasile non è un evento mai visto: è avvenuto altri anni, come anche le gelate notturne durante altre stagioni invernali. Ad esempio, il prezzo del caffè in certi anni ha subito repentini aumenti per il gelo che ha danneggiato i raccolti in Brasile, terra d’eccellenza nella produzione di caffè.

Ebbene, questo freddo sta succedendo nonostante il cambiamento climatico. Come anche le grandi nevicate nel sud dell’Africa, ovviamente in montagna.

 

Voglio continuamente portare avanti questa forma di informazione, perché è molto importante conoscere che il clima sta cambiando, anche perché troppo spesso nei social network e non solo, invece si combatte questa realtà, sottolineando che anche in passato sono avvenuti questi fenomeni.

 

Come o scritto, questo è vero: ci sono state in passato ondate di calore, ci sono state situazioni meteo di tutte le tipologie, non c’è niente di inedito.

 

L’inedito di oggi è che è quello del concentrarsi di eventi meteo estremi, figli del cambiamento climatico. Pertanto, cari lettori, non fatevi trarre in inganno da falsi profeti del cosiddetto no global warming, che purtroppo stanno dilagando sempre più nel nostro pianeta, e questo purtroppo ci danneggerà parecchio, perché ci saranno maggiori emissioni di gas serra e quindi, ahimè, i cambiamenti climatici continueranno, e nulla si farà o quasi.

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Andrea Meloni

Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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