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Il suono del Meteo d’Estate ha un segreto: il calore

Antonio Romano di Antonio Romano
13 Lug 2025 - 15:40
in A La notizia del Giorno, A Scelta della Redazione, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) Chiunque abbia trascorso un pomeriggio d’estate in campagna, tra colline o ai margini di un bosco, conosce quel frinire continuo e quasi ipnotico che riempie l’aria. È il canto delle cicale, un vero sottofondo acustico della stagione più calda. Ma ti sei mai chiesto perché le cicale “cantano” solo quando fa molto caldo? Non è un caso. Il loro canto è direttamente legato alle condizioni meteo, e più precisamente alla temperatura dell’aria.

 

Prima di tutto, sfatiamo un’idea comune: non tutte le cicale cantano. A cantare sono solo i maschi adulti, che usano il frinire per attirare le femmine. Lo fanno grazie a una struttura speciale chiamata organo timbalico, una membrana che vibra rapidamente generando suoni ritmici e penetranti. Ogni specie ha un suo ritmo e una sua frequenza, una sorta di linguaggio sonoro personalizzato, utile per riconoscersi e accoppiarsi solo con individui della stessa specie.

 

Ma perché tutto questo succede solo quando fa caldo? Perché il sistema muscolare che muove le membrane delle cicale funziona correttamente solo al di sopra di una certa temperatura, di solito intorno ai 28-30°C. Se l’aria è più fresca, l’insetto non riesce a produrre le vibrazioni necessarie, o semplicemente non ci prova. Questo è il motivo per cui non si sentono cicale la mattina presto, o durante i giorni più freschi e nuvolosi.

La loro attività sonora è strettamente legata all’energia che il corpo può sviluppare, e con il calore, il metabolismo si velocizza. In pratica: più fa caldo, più cantano.

 

In molte zone del Centro e del Sud Italia, soprattutto in collina e nell’entroterra costiero, le cicale iniziano a frinire a metà LUGLIO, quando il caldo raggiunge livelli più stabili. E non è raro che il loro suono sia così presente da diventare un vero indicatore climatico: se le cicale non cantano, probabilmente è in arrivo un temporale o un calo termico.

Molti contadini e persone abituate a vivere all’aperto lo sanno bene: il silenzio improvviso delle cicale, durante l’estate, è spesso il primo segnale che qualcosa nell’aria sta cambiando. Anche gli animali, in fondo, leggono il meteo.

 

Le cicale che sentiamo cantare in estate hanno una vita adulta brevissima, spesso non più di un mese, e gran parte del tempo lo passano nel sottosuolo come ninfe, anche per diversi anni. Emergono in massa quando la temperatura del suolo raggiunge livelli compatibili con lo sviluppo, e iniziano a cantare solo dopo la muta, quando diventano individui adulti.

Tutto è concentrato in poche settimane di luglio e agosto: cantano, si accoppiano e poi muoiono, lasciando nel terreno le uova da cui nasceranno le nuove larve. È un ciclo breve, perfettamente sincronizzato con il ritmo stagionale del caldo estivo.

 

Nonostante il loro canto sia il simbolo sonoro dell’estate, le cicale non sono amate da tutti. Il suono può diventare molto intenso, soprattutto nelle giornate afose e senza vento, e in certe zone rurali può risultare persino assordante. (TEMPOITALIA.IT)

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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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