Dopo la parentesi più fresca che ha riportato un po’ di respiro sull’Italia, il meteo si prepara a rimescolare le carte, e stavolta le indicazioni più interessanti arrivano proprio da ECMWF, il principale modello matematico europeo. La trama dell’Estate 2025 potrebbe essere meno lineare di quanto ipotizzato solo pochi giorni fa, con un’evoluzione che alterna fasi roventi a colpi di scena atmosferici, soprattutto sull’area mediterranea.
Il ritorno dell’anticiclone africano è confermato, ma con riserva
Secondo le ultime proiezioni, l’Anticiclone nordafricano è pronto a rimettere piede sul MEDITERRANEO già da DOMENICA 13 LUGLIO, innescando un nuovo rialzo termico che potrebbe risultare intenso soprattutto su SARDEGNA, SICILIA e SUD ITALIA. In queste zone, il termometro potrebbe tornare a sfiorare i 38-40°C, rievocando le giornate più calde vissute a GIUGNO.
Si tratterebbe di un’espansione classica e ben strutturata, con la “cupola” africana che si estenderebbe gradualmente verso nord, inglobando gran parte del bacino occidentale del MEDITERRANEO. Tuttavia, a differenza delle corse precedenti, la nuova simulazione ECMWF introduce un elemento sorprendente: questa ondata di calore potrebbe avere vita breve.
Una fiammata sì, ma senza radici profonde
Il motivo è legato all’arrivo di una nuova saccatura nord-atlantica, che nei primissimi giorni della prossima settimana potrebbe sfiorare l’arco alpino, senza però generare perturbazioni evidenti come quelle viste in questi giorni. L’effetto principale sarebbe invece termico: la depressione agirebbe come un blocco al rialzo eccessivo delle temperature, evitando il consolidamento di un periodo torrido duraturo, soprattutto al CENTRO-NORD.
Un’estate meno estrema? L’ipotesi prende corpo
Questa dinamica si avvicina a quanto suggerito anche dal modello americano GFS, che pur con sfumature diverse conferma una maggiore instabilità atmosferica a partire dalla seconda metà di LUGLIO. L’Estate 2025 potrebbe quindi assumere tratti più equilibrati, senza l’oppressione costante dell’afa sahariana, almeno su parte della Penisola.
Non si esclude che l’alta pressione torni a rafforzarsi entro fine mese, ma la presenza frequente di infiltrazioni atlantiche renderebbe più difficoltosa la persistenza delle cupole africane. Naturalmente, trattandosi di proiezioni a medio-lungo termine, sarà necessario un costante aggiornamento dei modelli, ma l’idea che il caldo estremo possa non dominare in modo assoluto è già una notizia in sé.