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Meteo Estate 2025, prove tecniche di “rottura” e di vero fresco

Andrea Meloni di Andrea Meloni
15 Ago 2025 - 17:00
in A La notizia del Giorno, A Scelta della Redazione, Meteo News, Zoom
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(TEMPOITALIA.IT) I principali modelli matematici concordano su un deciso cambio di scenario meteorologico atteso per la metà della prossima settimana. Una perturbazione oceanica si spingerà verso l’Italia, portando instabilità e un sensibile calo delle temperature. Vediamo in dettaglio cosa sta accadendo e cosa potrebbe succedere.

 

Situazione attuale: caldo eccezionale e umidità elevata
In questi giorni le temperature in tutta la penisola sono ben oltre la media stagionale, con le anomalie più marcate al Centro-Nord. L’aria è carica di umidità, in un contesto che ricorda le condizioni tropicali. Ciò è dovuto alla spinta di un anticiclone subtropicale, risalito dal deserto del Sahara fino all’Italia, che negli ultimi giorni ha coinvolto, la Spagna, ma anche la Francia e le Isole Britanniche, dove si sono registrati valori termici altissimi.

Forma ad arco della nube di una supercella di Dereho in arrivo sui campi del Texas.

L’alta pressione domina anche sulla Penisola Iberica e nei Balcani. In Italia, tuttavia, una temporanea “crepa” nel promontorio anticiclonico ha permesso l’ingresso di un nucleo di aria leggermente più fresca in quota, che ha innescato la formazione di un piccolo vortice all’interno della cupola anticiclonica. Questo ha favorito instabilità atmosferica e temporali sparsi, soprattutto pomeridiani sulle zone interne, ma in alcuni casi anche in mare durante la notte.

I temporali hanno talvolta assunto carattere violento, con nubifragi localizzati, raffiche di vento molto forti e grandinate con chicchi di grosse dimensioni.

 

Mari roventi come ai tropici
Le temperature superficiali dei mari centro-settentrionali, dal Mar di Alborán a sud della Spagna fino alle Baleari, alle coste della Francia e al centro-nord Italia (inclusa la Sardegna), risultano ben oltre la norma, con punte fino a 30 °C. Si tratta di valori simili a quelli tipici delle aree tropicali.

 

La svolta di metà settimana: perturbazione in arrivo
I modelli americano ed europeo concordano sull’arrivo di una perturbazione associata a una bassa pressione in formazione sul Golfo Ligure, con un minimo previsto attorno ai 1000 hPa. Rispetto alle stime precedenti, le previsioni risultano peggiorative, segnalando un potenziale forte contrasto termico tra aria calda e umida preesistente e l’aria più fresca in arrivo.

Il modello europeo, grazie alla maggiore risoluzione, individua celle temporalesche isolate ma violente. Questo scenario ricorda un evento di alcuni anni fa, quando un sistema temporalesco formatosi vicino alle Baleari si spostò rapidamente verso la Corsica e poi sul Nord Italia, assumendo le caratteristiche di un Dereho.

Il Dereho che interessò la Corsica nel 2022.

Cos’è un Dereho
Il Dereho è un sistema temporalesco lineare che può coprire ampie aree, generando venti molto forti e fenomeni intensi. Si sviluppa con nubi a imponente sviluppo verticale e può causare danni diffusi. La possibilità che un evento simile si verifichi la prossima settimana non può essere esclusa, anche se le previsioni odierne non permettono di confermarlo.

 

Aree potenzialmente coinvolte
Il rischio di temporali intensi (non Dereho) sarà maggiore sulle regioni settentrionali, ma non è da escludere anche sulla Toscana, Umbria, Marche e, forse, sul Lazio. Anche la Corsica appare come zona a rischio, mentre la Sardegna settentrionale potrebbe essere marginalmente interessata, come accadde durante il famoso evento di Dereho.

 

Calano le temperature, ma la “media” inganna
Con il passaggio della perturbazione, aria fresca di origine oceanica farà scendere le temperature verso valori vicini alle medie climatiche 1990-2020. Va ricordato che queste medie sono ormai influenzate dalle estati eccezionalmente calde degli ultimi due decenni: ciò significa che “nella norma” oggi equivale comunque a giornate calde, e “leggermente sotto la media” vuol dire clima estivo ma più sopportabile.

Negli anni passati, le estati erano spesso dominate dall’anticiclone delle Azzorre, mentre oggi è l’anticiclone africano a prevalere, portando ondate di calore più lunghe e intense.

 

Un po’ di respiro dall’afa
Nonostante il rischio di fenomeni violenti, la prospettiva è positiva: l’afa opprimente lascerà spazio a giornate più fresche e a un clima meno pesante, condizione che molti attendevano da settimane.

 

Credit: l’articolo è stato redatto analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE e MOLOCH (CNR-ISAC) (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: alta pressione africanacrollo temperaturaderehoonda di calore
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Andrea Meloni

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Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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