(TEMPOITALIA.IT) Arriverà un ciclone chiamato Erin, ma non si presenterà con la struttura tipica di un uragano. Mentre attraverserà l’Atlantico, la tempesta subirà una trasformazione in sistema extratropicale; ciò ridurrà l’intensità dei venti e ne cambierà la forma, pur lasciando spazio a piogge e raffiche di vento localmente forti su parte dell’Europa occidentale. Questo passaggio avrà due effetti principali sull’Italia: richiamo di aria molto calda dal Nord Africa verso Centro e Sud, maltempo al Nord a causa del contrasto con correnti più fresche.
Quando un ciclone tropicale si sposta dalle acque calde di Caraibi e Atlantico centrale verso latitudini più elevate incontra superfici marine via via più fredde. L’energia che alimenta la convezione diminuisce e la tempesta inizia la cosiddetta transizione extratropicale, perdendo l’occhio centrale e la struttura simmetrica. Le correnti occidentali delle medie latitudini la inglobano, trasformandola in una normale, per quanto molto intensa, depressione atlantica.
Nonostante l’indebolimento, fenomeni come piogge intense, venti sostenuti e mareggiate possono ancora colpire le coste di Regno Unito, Francia, Irlanda, fino al nord della Spagna se la traiettoria è più meridionale. In casi sporadici questi sistemi riescono persino a riacquistare energia grazie alle dinamiche frontali, ma non rientrano più nella definizione di uragano.
Per l’Italia le simulazioni indicano due conseguenze chiare. Da una parte l’avanzata della depressione e l’affondamento della saccatura verso il Golfo di Biscaglia favorirà una risalita di aria sahariana che porterà un aumento marcato delle temperature su Sicilia, Sardegna, Calabria, Puglia e le altre regioni del Centro-Sud. Dall’altra parte, l’arrivo di correnti umide e più fresche genererà instabilità al Nord, con temporali anche molto forti e nubifragi che potrebbero colpire alcune aree soprattutto al Nord-Ovest.
In sintesi, Erin non colpirà il continente con la forza di un uragano, ma rimarrà un sistema da monitorare per gli effetti indiretti che potrà produrre sul campo barico europeo e sui forti contrasti che genererà in Italia nei prossimi giorni.
Credit: per la redazione dell’articolo abbiamo analizzato principalmente i dati di ICON, GFS e ECMWF. (TEMPOITALIA.IT)










