
(TEMPOITALIA.IT) Immagina un pomeriggio d’estate a Roma del 2050, del 2075, del 2100, guardando con occhi tanto curiosi quanto scientifici, seguendo le proiezioni dell’IPCC e degli studi regionali. I bambini appena nati nei tre momenti vivranno stagioni molto diverse da quella che conosciamo oggi. Ecco come potrebbero essere le estati e gli inverni, con esempi di temperature estreme, seguendo uno scenario in cui le emissioni continuano abbastanza alte (scenario “business-as-usual” o quasi), dato che molti studi per il Mediterraneo segnalano che è una delle zone più sensibili.
Come sarà l’estate a Roma
Estate 2050
Nel 2050, l’estate romana si presenterà molto più calda rispetto al periodo odierno. Le ondate di calore saranno più frequenti, più intense e dureranno più a lungo.
Saranno prevalenti le giornate, la temperatura massima diurna potrà raggiungere 38-40°C (potrebbe superare i 40 in varie giornate). Le notti tropicali (cioè quando il termometro non scende sotto i 20-25°C) diventeranno comuni.
L’umidità, specie nei quartieri centrali e rispetto all’effetto isola urbana, peggiorerà la sensazione di calore, rendendo molti pomeriggi quasi opprimenti. Le giornate di caldo intenso (con più giorni consecutivi sopra i 38-40°C) saranno più numerose che oggi.
Estate 2075
Nel 2075 la situazione sarà ancora più estrema se non si riescono a ridurre molto le emissioni. Le estati saranno spesso dominate da heat waves prolungate. Temperature diurne che arrivano a 42-44°C in alcune zone della città, specialmente quelle meno ventilate, con poco verde e molto asfalto.
Le “tropical nights” diventeranno la regola più che l’eccezione: notti con temperature che restano sopra i 25-27°C in centro città, con scarso sollievo notturno. Anche le periferie subiranno questo effetto, con differenza minore ma percepibile.
Estate 2100
Nel 2100, per i bambini che allora avranno circa 75-80 anni, le estati romane potrebbero essere molto dure. In scenari con alte emissioni, ci si può aspettare 45-48°C nei picchi estremi nelle aree urbane più esposte, magari durante un’ondata di calore prolungata (una o più settimane consecutive).
Le notti tropicali potrebbero diventare quasi ogni notte in alcune zone centrali, con temperature che di notte restano superiori ai 28-30°C. Il caldo persistente, l’accumulo di calore notturno, renderanno il riposo molto difficoltoso.
E parliamo di previsioni simulate dai modelli matematici con i dati dell’IPCC. Valori di previsione forse ottimistici. Nel 2100, Roma rischia di avere il clima di Dubai.
Come saranno gli inverni a Roma
Inverno 2050
L’inverno sarà più mite, con meno giorni di gelo (cioè sotto lo zero), specie nelle zone urbane. Le minime notturne che oggi scendono a 0-2 °C potrebbero restare più frequentemente attorno a 5-8 °C.
Le gelate saranno rare e concentrate nell’immediata periferia o in zone collinari. Le precipitazioni invernali potranno diventare più intense durante i rari eventi di pioggia.
Inverno 2075
Nel 2075 gli inverni romani perderanno ancora di più il freddo “rigoroso”. Le minime resteranno sopra i 8-10 °C quasi regolarmente nelle notti in città, con sporadici casi di qualche grado sopra o poco sotto, ma molto meno frequenti.
I periodi freddi saranno più brevi; le giornate fredde saranno rare, e la neve ancora di più, forse presente solo in colli lontani o montagne vicine ma non in città.
Inverno 2100
Nel 2100, se il riscaldamento globale continua senza forti interventi, gli inverni potranno apparire quasi “primaverili”. Le temperature notturne potrebbero restare spesso tra 10-15°C, le diurne intorno ai 15-22°C nei mesi più freddi.
Eventi freddi intensi (ad esempio con irruzioni fredde artiche) saranno molto rari, e qualora accadessero, dureranno poco. Le condizioni di gelo serio diventeranno eccezioni molto isolate.
Effetti “estremi” vissuti dai bambini nati oggi
Immagina un bambino nato oggi (nella metà del secolo) vivrà le estati con 40 °C, le notti che non danno sollievo, problemi di salute legati al caldo (colpi di calore, disidratazione, difficoltà a dormire). Alle soglie del 2075 quelle estati appariranno quasi “normali” rispetto ai picchi che oggi sembrano impossibili. Nel 2100 troppe estati saranno considerate “estrema emergenza” rispetto agli standard attuali, vari pomeriggi saranno simili a quelle che sono attualmente le temperature estive di Dubai, per intenderci.
Analogamente, gli inverni mancheranno delle stagioni fredde come le ricordiamo, cambieranno la biodiversità, la flora, la fauna, gli usi quotidiani (riscaldamenti, agricoltura urbana, ecc.).
Credit
- Gli studi per le città del Mediterraneo, inclusa Roma, evidenziano che con l’aumento della temperatura globale, le ondate di calore diventeranno più frequenti e intense. (IPCC).
- Uno studio del Copernicus Climate Change Service segnala che Roma potrebbe avere mediamente 28 giorni di ondate di calore estremo all’anno intorno al 2080 se le emissioni si stabilizzano tardi, e fino a 54 giorni se continuano a crescere molto (Nature).
- Modelli ad alta risoluzione per l’Italia mostrano come l’effetto isola urbana (asfalto, pochi alberi, calore riflesso) possa aumentare notevolmente la percezione del caldo e le temperature notturne (MDPI).






