(TEMPOITALIA.IT) Il Vortice Polare, come ogni anno in questo periodo, sta mostrando i primi segni di attività. Nella seconda metà di agosto, infatti, la diminuzione delle ore di luce soprattutto sul Polo Nord ha favorito il graduale rafforzamento di questa enorme struttura atmosferica, destinata a dominare la circolazione emisferica nei prossimi mesi.
La nascita del Vortice Polare
In questa fase, ormai siamo ai primi di settembre, il Vortice Polare è allo stadio embrionale: serviranno almeno quattro o sei settimane prima che riesca a occupare in maniera decisa le latitudini subpolari. Nel frattempo, l’aria inizia a raffreddarsi sensibilmente tra Groenlandia e Siberia, alimentando la corrente a getto che accelera sul Nord Atlantico. Da qui prendono forma le prime perturbazioni organizzate, capaci di anticipare l’arrivo dell’autunno sul vecchio continente.
Con l’avvio di metà settembre, che coincide pochi giorni di distanza con l’inizio dell’autunno astronomico, la sua attività potrebbe ulteriormente accentuarsi. La corrente a getto continuerà a spingere impulsi perturbati verso l’Europa centro-settentrionale, trascinando sull’Italia del Nord nubi a tratti compatte con possibilità di temporali frequenti. In questo contesto il caldo di matrice africana sarà relegato alle regioni centrali e meridionali. Tuttavia, ben consci della forza dell’anticiclone africano, l’arrivo dei fronti oceanici potrebbe tardare, perché non dobbiamo dimenticare, che il brutto tempo visto nelle ultime settimane fu innescato dall’ex uragano Erin venuto dai Caraibi. Questo evento ha creato una parvenza di normalità del tempo atmosferico, con l’incombere dell’autunno, ma la partenza autunnale si sta per bloccare.
Un Vortice Polare debole e le possibili conseguenze
L’attuale fase di sviluppo del Vortice Polare appare debole e disturbata da intrusioni di aria calda in stratosfera, generate dalla persistenza di strutture anticicloniche. Questo scenario porta con sé conseguenze significative:
- un vortice intenso determina un flusso zonale marcato, con correnti miti occidentali dominanti, alta pressione prevalente e temperature sopra media;
- un vortice debole, invece, favorisce una maggiore dinamicità atmosferica, con oscillazioni della corrente a getto capaci di spingere aria fredda artica fino a latitudini più temperate.
Nel frattempo sul Nord America si stanno già registrando ondate di freddo precoce, in particolare tra Canada e Stati Uniti nordorientali. Però, non vorrei dimenticare anche le fasi improvvise, ma brevi, di freddo che hanno colpito le Isole Britanniche, il nord della Francia e la Germania a fine agosto, poi sopraffatte dal caldo tepore africano.
L’autunno nella sua prosecuzione è molto incerto, potrebbe ricevere una spinta dal Vortice Polare, o da qualche ex uragano intenso come Erin che metta a soqquadro le correnti oceaniche che sembrano mollare di intensità.
Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica principalmente dei dati di ECMWF, e Global Forecast System del NOAA. (TEMPOITALIA.IT)





