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Fine dell’Autunno 2025, il momento che ne è decisivo

Andrea Meloni di Andrea Meloni
25 Nov 2025 - 16:35
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Un autunno davvero irriconoscibile

Irriconoscibile. Non è un’esagerazione: rispetto agli ultimi autunni, dominati quasi sempre dall’Alta Pressione, il 2025 ha cambiato spartito. Per anni l’argomento “caldo” – ironia della sorte – era proprio l’assenza di normalità meteo climatica. Una normalità che, diciamolo pure, si vedeva col binocolo.

Quest’anno no. Quest’anno la stagione ha imboccato una strada diversa fin dall’inizio. E molti di voi lo ricorderanno: già a fine Agosto circolavano ipotesi incoraggianti. Un autunno dinamico, poco incline a farsi schiacciare dall’anticiclone. Una previsione che sembrava ottimistica, quasi un desiderio. E invece, sorprendentemente, si è avverata.

 

Un inizio scoppiettante

L’Autunno 2025 non si è fatto mancare niente. A inizio Novembre ci si lamentava della mancanza del freddo – l’ultimo ingrediente per rendere il “menù” stagionale davvero completo. Ma già a Ottobre era arrivata un’irruzione fredda inattesa, con aria proveniente da est e perfino un tocco continentale. Una di quelle situazioni che, fino a qualche anno fa, si vedevano a malapena in inverno.

Le temperature finirono sotto le medie e la notizia fece il giro del Paese. Poi ci fu un secondo tentativo freddo, sempre da est, ma venne respinto da un improvviso approfondimento ciclonico di origine afro-mediterranea. E così arrivarono le piogge: abbondanti, insistenti, persistenti. Da Settembre, nel bene o nel male, ha piovuto quasi ovunque.

Certo, alcune regioni hanno visto accumuli enormi e altre molto meno. Ma una cosa è innegabile: raramente abbiamo vissuto un andamento così dinamico. L’Alta Pressione? Stavolta comparsa solo a sprazzi, giusto per regalare qualche giorno di tregua e qualche temperatura più alta del solito. Poi via, subito scalzata da nuove incursioni instabili.

 

Il freddo che mancava… e che è arrivato

L’unico elemento ancora assente era il freddo vero, quello invernale. E non ha tardato troppo. Le proiezioni di inizio stagione lo suggerivano già a Ottobre, quando il Vortice Polare mostrò segni di fatica. Un comportamento anomalo, che in un contesto climatico come quello di quest’anno poteva sfociare in autentiche crisi d’identità.

È esattamente ciò che sta succedendo. Le difficoltà del Vortice Polare hanno permesso prima l’irruzione artica dei giorni scorsi e ora una seconda ondata di freddo. Un film completo, potremmo dire, perché l’Autunno 2025 non si è davvero negato nulla.

Forse, a ben guardare, qualcosa manca: l’Anticiclone Subtropicale. Il grande protagonista degli ultimi anni, capace di trasformare l’autunno in un’appendice dell’estate, non riesce a imporsi. Le sue sortite durano poco, e non cambierà molto da qui alla fine del mese.

Quest’anno il copione è un altro. E per una volta – lasciatemelo dire – non è necessariamente una brutta notizia.

 

Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA

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Tags: alta pressioneautunno 2025irruzione articaondata di freddoperturbazioni mediterraneepiogge abbondantivortice polare
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Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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