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Home A La notizia del Giorno

Piomba l’Inverno al Polo Nord: le conseguenze per l’Italia

Federico De Michelis di Federico De Michelis
18 Set 2025 - 15:15
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News, Zoom
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(TEMPOITALIA.IT) Come sapete, sono piuttosto curioso di conoscere il perché. Ricordo che da bambino mi regalarono un libro che parlava proprio di questo, cioè del perché sì, perché funziona questo meccanismo. Ora che sono più grande i perché questi temi sono diventati anche il mio lavoro, grazie a ciò ho sempre avuto una forte pressione nello studio.

 

E per voi, cari lettori, ho fatto una rapida ricerca grazie al sito della NASA. Diciamo che io già conoscevo l’argomento, ma in questo caso ve lo voglio rappresentare e, tra l’altro, anche con informazioni che provengono direttamente dalla NASA, quindi effettivamente le più attendibili possibili e senza alcuna manipolazione.

 

Espansione minima della banchisa polare . Credit NASA.

 

massima espansione della banchisa polare 2025. Credit NASA.

 

Si dice che ovviamente c’è il cambiamento climatico, e su questo non c’è nulla da discutere: contro il cambiamento climatico non si può obiettare, cioè c’è ed è gravissimo. Avremo purtroppo nel futuro sempre più temperature elevate, eccetera, eccetera. Inoltre, il cambiamento climatico sta anche modificando i ghiacciai, sia quelli delle nostre montagne ma soprattutto quelli del Polo Nord e anche del Polo Sud. Per quanto riguarda però il Polo Sud, lasciamo da parte l’argomento per parlarne in futuro, dato che non ci tocca in modo diretto e perché in quel continente si verificano situazioni complesse.

 

Il Polo Nord, che viene anche chiamato Artico, come sapete si estende su una vastissima superficie marina, una sorta di oceano che prende il nome di Mar Glaciale Artico. Questo, a causa delle bassissime temperature che si registrano durante l’inverno, si congela, ma in estate succede che la cosiddetta banchisa polare si riduce sensibilmente per via delle temperature che aumentano. In quelle aree, infatti, le giornate, ovvero le ore di luce e di sole battente, sono lunghissime: si arriva addirittura a 90° di latitudine nord, proprio dove c’è il Polo, dove al solstizio d’estate il sole non tramonta mai. Nel Circolo polare artico il sole, solo in quel periodo, resta sempre sopra l’orizzonte.

 

Il motivo per cui si chiama Circolo polare artico viene spiegato a scuola nei libri di geografia, ma in futuro dedicherò un articolo di didattica a questo. Per il momento preferisco andare oltre e parlare della banchisa polare.

 

Secondo i dati della NASA, l’11 settembre abbiamo avuto una ripresa della crescita della banchisa polare, dopo che il giorno precedente era stata raggiunta la minima estensione. Questo significa che dall’11 settembre 2025 la banchisa polare si sta riformando e inizia il vero inverno polare. Tutto ciò avviene mentre quella stessa area è colpita da una serie di anomalie termiche, cioè si registrano temperature molto superiori alla media. Tuttavia il ghiaccio si riforma lo stesso, un ghiaccio che, come vedrete in una mappa, si espande notevolmente fino alle coste dell’Asia settentrionale, ossia nel Mar Glaciale Artico russo, e sino alla penisola di Kola. Questo è quanto accade mediamente.

 

Dalle immagini diffuse, sempre dalla NASA, si osserva che la massima estensione della banchisa polare si realizza nel mese di gennaio; quest’anno si è registrata alla fine del mese. Da febbraio in poi la banchisa comincia a perdere estensione.

 

Ovviamente bisogna considerare che, rispetto al passato, la banchisa polare è meno spessa: il ghiaccio nelle aree di confine tra mare e ghiacci tende a essere sottile, alcune zone si congelano e poi si fondono. Tuttavia abbiamo qui una panoramica, attraverso una cartina, che mostra esattamente l’espansione dei ghiacci, che si estendono parecchio, ad esempio verso il Nord America. Tutte quelle isole che vedrete sulle cartine del nord del Canada vengono inglobate dai ghiacci, così come quasi tutta la Groenlandia. Invece, a causa della Corrente del Golfo, resta libera dai ghiacci tutta la costa norvegese e persino la Lapponia.

 

Poi ci sono comunque annate in cui si verificano ondate di gelo in Scandinavia, e lì si forma il ghiaccio molto più a sud, come per esempio nel Golfo di Botnia. E’ avvenuto nell’inverno 2023-2024, ad esempio.

Durante ondate particolarmente forti si sono gelati anche i porti del Mare del Nord. Ma parliamo di situazioni eccezionali: ciò che voglio sottolineare è che, anche se abbiamo il riscaldamento globale, anche se al Polo Nord ci sono anomalie termiche notevolissime, il ghiaccio continua a esserci durante l’inverno.

 

E dunque, quando si parla di irruzioni di aria fredda provenienti dalle regioni artiche, c’è ancora una superficie notevole di ghiaccio dalla quale può giungere l’aria fredda. Bisogna tenere conto che in zona polare si sviluppa il anche vortice polare stratosferico, che si forma a una quota compresa tra i 20 e i 50 km di altezza. Peraltro, come vi abbiamo già detto, quest’anno si è già sviluppato.

 

Il Polo Nord, come anche il Polo Sud, è un’area estremamente complessa, una zona che genera il freddo invernale che poi si spinge verso le latitudini medie.

 

Verso l’Europa, a causa della Corrente del Golfo c’e della minore estensione dei ghiacci della banchisa polare, e le irruzioni di aria polare risultano meno gelide rispetto a quelle che raggiungono il Nord America ma anche l’Asia.

In Europa il gelo più intenso arriva dalla Siberia.

 

Dall’immagine che ho allegato, noterete che tutta la Siberia d’inverno risulta innevata, così come la Scandinavia, e si vedrà anche appena nella foto l’estremo settentrionale del Nord America coperto dai ghiacci, ovvero il Canada.

 

Quello che provo a comunicare è che comunque il ghiaccio marino durante la stagione invernale esiste ancora. Ovviamente durante l’estate si raggiunge il picco minimo di estensione del ghiaccio, che si è ridotto sensibilmente rispetto al passato perché c’è il cambiamento climatico.

So molto bene che questo è un argomento divenuto politico, un tema che segue linee di pensiero anche differenti, ma resta la realtà dei fatti: il ghiaccio è meno spesso e meno esteso rispetto al passato, e questo lo dimostrano i numeri. Poi, naturalmente, ognuno ha la propria opinione, ma la scienza è ciò che prevale su tutto.

 

Credits

Fonti scientifiche di riferimento:

  • Nature Communications – Arctic precipitation increases and rain-snow transition
  • Communications Earth & Environment – Arctic warming and severe winter weather
  • NASA Earth Observatory – The Arctic is Getting Rainier
  • NOAA Arctic Report Card – Precipitation trends
  • NOAA Climate.gov – 2024 Arctic Report Card
  • National Snow and Ice Data Center – Arctic Weather and Climate
  • Woodwell Climate Research Center – Arctic Warming and Winter Weather
  • Woods Hole Oceanographic Institution – Gulf Stream research

  (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: articobanchisa polarecambiamento climaticocorrente del golfoghiaccio marinoGroenlandiainverno polareNASAPolo Nordvortice polare stratosferico
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Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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