(TEMPOITALIA.IT) I modelli meteorologici confermano ormai con sempre maggiore certezza l’arrivo di una vigorosa irruzione di aria fredda che, nei primi giorni di ottobre, coinvolgerà gran parte dello Stivale. Si tratterà di un evento fuori dal comune, considerato il periodo: l’Italia si troverà catapultata in un’atmosfera tardo autunnale, con tratti addirittura simil-invernali, soprattutto su alcune regioni centro-orientali.
Il freddo irrompe dai Balcani: è la “porta della Bora” a spalancarsi
Non siamo di fronte alla classica perturbazione atlantica, con piogge abbondanti e nubifragi sulle aree tirreniche. Stavolta, la situazione è ben diversa: si aprirà la cosiddetta porta orientale, consentendo l’ingresso di masse d’aria fredda provenienti da Est Europa, Russia europea e Finlandia. A rendere possibile questa dinamica è il consolidamento di una robusta alta pressione scandinava, già in fase di sviluppo, che favorisce lo scorrimento di correnti anti-zonali dirette verso il Mediterraneo centrale.
È la tipica configurazione che genera le ondate di gelo invernali, ma con una grande differenza: siamo a fine settembre, non in pieno inverno. Per questo motivo, le masse d’aria saranno sì fredde, ma non al punto da determinare nevicate a bassa quota. Tuttavia, il crollo delle temperature sarà evidente, accompagnato anche da qualche fiocco di neve sulle cime appenniniche e sulle Alpi orientali.
Primo calo termico già da mercoledì 1 ottobre
I segnali del cambiamento inizieranno a farsi sentire da mercoledì 1 ottobre, ma il nucleo più gelido e instabile arriverà tra giovedì 2 e sabato 4 ottobre, quando il freddo in quota si intensificherà, favorendo anche la formazione di rovesci temporaleschi soprattutto sulle regioni del Centro-Sud. Le temperature registreranno un calo repentino e marcato su tutto il Paese.
In città come Ancona, Pescara e Bari, si prevede che le massime possano fermarsi intorno ai 18-19 gradi Celsius, valori inferiori persino a quelli che talvolta si registrano in pieno inverno. Nelle ore notturne, le minime scenderanno con facilità sotto i 10 gradi in Val Padana e nelle aree interne appenniniche, toccando punte sotto i 5 gradi in alta collina o nelle valli montane del Centro-Sud.
Regioni più esposte: il versante adriatico trema
Le aree più esposte a questa sferzata fredda saranno senza dubbio le regioni adriatiche, che si troveranno direttamente sotto il flusso di correnti balcaniche. Qui, lo shock termico sarà particolarmente marcato: oltre al freddo intenso, potrebbero verificarsi fenomeni instabili come acquazzoni improvvisi, accompagnati da forti raffiche di vento da nord-est.
La finestra temporale più critica per l’arrivo di questa ondata fredda risulta essere quella compresa tra giovedì 2 e domenica 5 ottobre. In quei giorni l’Italia sperimenterà un primo assaggio di clima invernale, decisamente in anticipo rispetto al calendario.
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando i dati dei modelli meteo ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (TEMPOITALIA.IT)










