Le previsioni stagionali smentite? Troppo precoce
(TEMPOITALIA.IT) Ottobre 2025 si mette male, sì. Le previsioni stagionali e le proiezioni a lungo termine, che prospettavano il ritorno di un’area mitissima, sembrano essere smentite da svariate elaborazioni più attendibili, capaci di spingersi fino a due settimane di validità. Certo, ci saranno degli sbuffi di aria calda temporanei, a tratti anche intensi, ma nulla a che vedere con l’instaurarsi sul Mediterraneo centrale di una cupola di alta pressione africana che avrebbe garantito bel tempo stabile per almeno una settimana, forse dieci giorni. Una situazione che abbiamo visto in altre stagioni e in diversi mesi di ottobre del passato.
Un autunno diverso: quasi un anticipo d’inverno
Quest’anno sembra tutto diverso: l’autunno vuole davvero precipitarci addosso, quasi come fosse già inverno. Vi ho parlato del 1974, quando si verificarono ondate di freddo e temperature molto basse, addirittura da record. A quei tempi, però, la situazione era differente: gli inverni erano più rigidi, le stagioni autunnali decisamente più fredde, e anche l’estate risultava meno calda, senza i valori estremi che registriamo oggi. Non mancavano certo le ondate di calore, ma non avevano la frequenza e l’intensità attuali.
La prima parte di ottobre 2025
L’ottobre 2025, almeno fino a metà mese, si annuncia molto instabile: dapprima con una vera e propria aggressione da est di aria fredda che, tuttavia, non porterà il gelo in pianura, essendo ancora solo l’inizio della stagione autunnale. Sappiamo però che il mese di ottobre si raffredda molto rapidamente e che novembre è subito dietro l’angolo.
Ottobre e novembre: mesi di passaggio rapido
Le stagioni si alternano su cicli di tre mesi, ma alcuni, come ottobre e novembre, sono caratterizzati da cambiamenti repentini: ottobre ci accompagna verso novembre, che assomiglia spesso a un vero e proprio anticipo d’inverno.
Il ruolo dei cambiamenti climatici e il ritorno del caldo
Ma ecco che l’ottobre 2025 prosegue sulla sua linea climatica, condizionata dai cambiamenti climatici, e dobbiamo quindi sempre considerare la possibilità di un ritorno del caldo. E che caldo potrebbe tornare.
Gli inverni recenti con le anomalie verso il caldo
Negli ultimi anni, a Natale e persino a Capodanno, abbiamo avuto temperature sensibilmente elevate, paragonabili a quelle autunnali, soprattutto nelle regioni centro-meridionali e sulle Alpi. Diverso il caso della Val Padana, dove, complice l’inversione termica e la circolazione d’aria chiusa, il calore si è percepito molto meno, anche a causa della frequente presenza di nubi o nebbie alte.
Ottobre insolitamente instabile
E quindi, se anomalie così forti si verificano in pieno inverno, pensate cosa può accadere ancora in ottobre, che negli ultimi anni ha spesso assunto tratti estivi. Insomma, i modelli matematici oggi sono orientati verso una prossima settimana autunnale, ma solo pochi giorni fa non lo erano affatto.
Il conflitto tra perturbazioni fredde e aria calda africana
L’incertezza resta notevole, perché da un lato troviamo una forte energia nelle perturbazioni oceaniche e nelle spinte di aria fredda artica, dall’altro una latente aria calda africana, pronta ad aggredirci da sud e a innescare ondate di calore improvvise e coriacee.
Questa è la linea di tendenza da considerare non solo per la seconda decade di ottobre, ma anche per le settimane successive, dato che le stagioni del passato ormai non esistono più.
Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE. (TEMPOITALIA.IT)







