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3I/ATLAS, dopo tante teorie arriva la verità: svelato il mistero

Andrea Meloni di Andrea Meloni
12 Nov 2025 - 09:50
in A Scelta della Redazione, Magazine
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La “cometa astronave” è in realtà la cometa interstellare 3I/ATLAS, scoperta nel Luglio 2025 mentre attraversava il Sistema Solare, e al centro di numerose speculazioni e curiosità anche per via di ipotesi fantasiose sulla sua natura, come quella che la descrive come possibile nave aliena. Tuttavia, le osservazioni scientifiche confermano che si tratta effettivamente di una cometa, e non di un oggetto artificiale.

 

3I/ATLAS: cosa sappiamo
La cometa 3I/ATLAS è la terza cometa interstellare scoperta finora, dopo ‘Oumuamua e Borisov. Proviene da fuori dal nostro Sistema Solare e segue un’orbita iperbolica, il che significa che passerà una sola volta vicino al Sole e poi uscirà definitivamente dalla nostra regione planetaria. Il suo perielio (punto più vicino al Sole) è avvenuto a fine Ottobre 2025, mentre il massimo avvicinamento alla Terra sarà il 19 Dicembre 2025, sempre a una distanza di centinaia di milioni di chilometri, quindi senza alcun rischio di impatto.

 

Caratteristiche peculiari
La cometa ha destato interesse per diverse ragioni:

  • Ha mostrato un insolito sistema di code multiple – almeno quattro getti in direzioni diverse – e persino un’anticoda, cioè una coda apparente rivolta verso il Sole, legata a particolari proiezioni prospettiche della polvere cometaria.
  • I dati ottenuti dai più avanzati telescopi (Hubble, James Webb, Keck, Swift) hanno evidenziato la presenza di vari gas e polveri, in particolare anidride carbonica, acqua e monossido di carbonio, con un rapporto CO2/acqua insolitamente elevato, che suggerisce una formazione della cometa nelle zone esterne di un altro sistema stellare.
  • Il rilascio di questi composti genera spettacolari getti e ha aumentato notevolmente la sua luminosità durante il passaggio vicino al Sole.

 

Smentite sulle voci di “astronave”
Nonostante alcune ipotesi, circolate anche tra noti astrofisici, sulla possibilità che si trattasse di un’astronave aliena (sulla scia del dibattito acceso da ‘Oumuamua nel 2017), tutte le osservazioni finora raccolte confermano la natura perfettamente naturale di 3I/ATLAS, in linea con le normali comete, pur con peculiarità dovute all’origine interstellare. Le accelerazioni anomale osservate dopo il perielio sono attribuite ai normali processi di degassamento, tipici dei corpi cometari.

 

Nessuna minaccia, solo un’occasione unica per la scienza
La NASA e altre agenzie di monitoraggio (IAWN) hanno organizzato una campagna osservativa internazionale, non per ragioni di difesa ma per approfondire la conoscenza dei corpi interstellari. L’osservazione di comete come 3I/ATLAS consente agli astronomi di studiare direttamente la chimica e la fisica di oggetti formatisi attorno ad altre stelle, aprendo una finestra preziosa sulla nascita dei sistemi planetari.

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Tags: 3i/atlascampagna osservativacometa interstellaregetti cometarimassimo avvicinamentoorbita iperbolicasistema solare
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Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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