Un’ipotesi da prendere sul serio
Ipotesi. Niente di più, niente di meno. Eppure non possiamo far finta di niente, soprattutto adesso che un po’ tutti i principali centri di calcolo internazionali iniziano a suggerire lo stesso trend meteo climatico, piuttosto univoco, verso un possibile ritorno dell’anticiclone subtropicale a ridosso dell’Immacolata.
Conviene però tenere il piede sul freno. Prima, infatti, saremo costretti a fare i conti con almeno due nuovi peggioramenti: il primo ormai imminente, legato a una nuova irruzione di aria artica, il secondo probabilmente di matrice nord atlantica. E non è escluso che, più avanti, subentrino scossoni atmosferici ben più profondi di quelli che stiamo osservando adesso.
Perché l’alta pressione potrebbe essere un passaggio chiave
Ne abbiamo scritto di recente: l’eventuale ritorno dell’Alta Pressione potrebbe rappresentare uno step fondamentale nel percorso che conduce verso scenari invernali decisamente più crudi. Un passaggio quasi obbligato, per assurdo. Tutto ruota attorno al marcato e insolito indebolimento del Vortice Polare, elemento che sta condizionando – e non poco – la circolazione emisferica.
Questo tipo di dinamica non è affatto immediata da interpretare. Lo è ancor meno per i più autorevoli modelli matematici, abituati a leggere una circolazione atmosferica che scorre da ovest verso est. Non il contrario. Eppure, qualora certi segnali continuassero a ripresentarsi, non sarebbe da escludere un cambio di segno della circolazione, con flussi pronti a orientarsi da est verso ovest. Una situazione, questa sì, tipicamente invernale.
Prima il blocco anticiclonico, poi il vero inverno
Di solito, prima che una circolazione del genere vada in porto, assistiamo a forti rimonte anticicloniche. Non è un dettaglio. L’eventuale ritorno del bel tempo proprio in prossimità dell’Immacolata sarebbe quindi da leggere come un segnale invernale tutt’altro che trascurabile.
Paradossale? In apparenza sì: Inverno alle porte e anticiclone subtropicale in piena forma. Eppure, se la stagione fredda vuole davvero prendersi la scena, bisogna mettere in conto anche sinottiche di questo tipo, quelle in cui il tempo si calma, il cielo si rasserena, ma sotto la superficie barica si prepara un cambio di passo ben più significativo.
Temperature in forte aumento: il possibile “colpo di caldo”
Chiarito il meccanismo barico che potrebbe spalancare la strada a temperature elevate, tocca soffermarsi sul trend previsionale. Senza girarci troppo attorno: la previsione, vista la distanza che ancora ci separa dal periodo pre-natalizio, non può essere considerata affidabile in senso stretto. Insomma, non è una sentenza.
Ma è lecito ipotizzare – se gli aggiornamenti non cambieranno rotta – una vera e propria esplosione termica verso l’alto. Le proiezioni lasciano intravedere, per quei giorni, valori ampiamente sopra le medie del periodo, con scarti anche di 8-10°C. Questo potrebbe tradursi in punte massime prossime ai 20°C su alcune zone d’Italia.
Sole pieno e caldo anomalo, quindi, pronti a prendersi il palcoscenico. Ma il rovescio della medaglia lo conosciamo bene: con un anticiclone subtropicale stabile, tornerebbero con forza le nebbie, le inversioni termiche notturne e, paradossalmente, il rischio di gelate in pianura e nelle valli, dove l’aria fredda resta intrappolata al suolo.
Anticiclone verso l’Europa centrale, gelo a est nel mirino
La rimonta anticiclonica, nelle simulazioni, tende a spingersi dal Mediterraneo verso l’Europa centrale. Una collocazione tutt’altro che casuale, perché favorisce lo scivolamento di aria gelida sull’Europa orientale. Ed è proprio in quella direzione che sarà necessario guardare nella seconda parte di Dicembre, se lo schema barico dovesse andare in questa direzione.
Perché da lì, dall’est, potrebbe arrivare il vero colpo di gelo verso l’Italia. Non subito, non senza passaggi intermedi e non senza qualche smentita lungo la strada – è bene ricordarlo. Ma il possibile “antipasto” anticiclonico dell’Immacolata, con sole e caldo anomalo, potrebbe essere il preludio a un Inverno molto meno mansueto di quanto farebbero pensare le prime giornate miti.
Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON e ARPEGE.