
(TEMPOITALIA.IT) La prossima settimana segnerà un’accelerazione della stagione, ma non nella direzione che ci si aspetterebbe entrando in Novembre. Dopo le ultime code instabili al Sud, un cuneo di alta pressione in rapida risalita dal Nord Africa tornerà ad abbracciare l’Italia e una parte consistente dell’Europa occidentale. Il risultato sarà una parentesi di tempo stabile e mite, con punte termiche fuori scala per il periodo su alcune aree del Mediterraneo. In particolare, le isole maggiori e una parte del Mezzogiorno potranno superare agilmente la soglia dei 25 °C, regalando al calendario l’ennesima sfumatura dell’Estate di San Martino.
Non ovunque, però, la mitezza si percepirà allo stesso modo. La Val Padana e diverse valli interne del riscaldamento se non in modo assai moderato per effetto dell’inversione, con cieli lattiginosi, nebbie e massime modeste rispetto ai rilievi e alle coste. In alto, l’aria sarà secca e calda; al suolo, l’aria fredda rimarrà intrappolata nelle conche. È un contrasto tipico delle fasi anticicloniche autunnali che anticipa, per paradosso, l’arrivo di un cambio di circolazione più dinamico nella seconda metà del mese.
Perché tornerà il caldo: la cupola subtropicale e il blocco alle perturbazioni
L’innesco della fase mite nasce da un promontorio anticiclonico subtropicale in risalita dal Nord Africa verso il Mediterraneo occidentale. Questa “cupola” di alta pressione tende a sbarrare temporaneamente la strada alle perturbazioni in arrivo dall’Atlantico, costringendole a frenare tra Spagna e Francia. In quota, la massa d’aria che scorre sopra l’Italia è calda e molto secca; scendendo di livello, si comprime e si riscalda ulteriormente per compressione adiabatica. Il risultato pratico è un’atmosfera stabile, con scarsa nuvolosità e massime in netta crescita dove l’irraggiamento riesce a esprimersi senza ostacoli.
Il cuore del promontorio sarà collocato tra Francia e Germania, dove le anomalie termiche in quota potranno risultare più marcate della media stagionale. Sul nostro Paese il gradiente termico sarà disomogeneo: più caldo e soleggiato sulle coste tirreniche e sulle due isole maggiori, più frenato sulle pianure interne del Nord dove l’umidità residua e l’aria ferma al suolo limiteranno l’aumento delle temperature diurne.
Dove si supereranno i 25 °C e perché non ovunque farà caldo
I valori più elevati sono attesi su Sardegna e Sicilia, in particolare sui litorali e nelle vallate interne esposte a sud, dove le massime potranno spingersi fino a 25 °C nelle giornate più limpide. Molte località del Sud peninsulare potranno assestarsi tra 22 e 25 °C, mentre lungo il versante adriatico la ventilazione debole e i bassi strati relativamente secchi potranno favorire punte localmente superiori ai 23-24 °C, specie laddove si instaureranno correnti di caduta dai rilievi.
Un quadro diverso si presenterà sulla Pianura Padana. Qui l’inversione termica è destinata a giocare un ruolo di primo piano: le notti serene favoriranno la dispersione radiativa del calore dal suolo, raffreddando l’aria a contatto e intrappolandola nei bassi strati. In assenza di vento, questa “pozza” d’aria fredda resta intrusa sotto la massa d’aria calda in quota, capovolgendo il normale profilo verticale della temperatura. Ne consegue che, mentre in collina e in montagna si respirerà un’aria quasi primaverile, in pianura il termometro faticherà a salire oltre 10 12 °C dove la nebbia persisterà più a lungo. È lo stesso motivo per cui l’anticiclone, nelle immagini da satellite, appare brillante e uniforme, ma al suolo offre scenari molto diversi a pochi chilometri di distanza.
Il periodo mite e la tenuta dell’alta pressione
La fase più stabile e calda prenderà corpo da inizio settimana, con un picco termico probabile tra metà e fine settimana. Nel frattempo, l’Atlantico non resterà inerte: onde mobili del flusso occidentale premeranno sul bordo dell’anticiclone, inizialmente senza sfondare. I primi segnali di cedimento potranno comparire tra 15 e 16 Novembre, quando l’alta pressione tenderà ad arretrare verso l’Europa centro orientale. All’inizio questo passaggio sarà solo parziale e potrebbe tradursi in un ritorno di nubi e piogge al Nord e sull’alto Tirreno, con la mitezza ancora ben presente in quota soprattutto al Centro Sud.
La componente subtropicale del promontorio farà sì che, proprio nei giorni di transizione, molte aree del Mezzogiorno tocchino l’apice della mitezza. È tipico delle rimonte anticicloniche autunnali: mentre a nord si affacciano i primi fronti deboli, il sud del Paese continua per qualche ora o giorno a beneficiare del richiamo caldo prefrontale.
Dopo il caldo: quando e come potranno arrivare i primi segnali invernali
L’orizzonte successivo, tra 18 e 20 Novembre, appare più movimentato. Se il corridoio atlantico riuscirà a prendere il sopravvento, l’Italia entrerà in una fase più umida e ventilata con precipitazioni in aumento a partire dal Nord Ovest e dal medio alto Tirreno. In questa cornice, una successiva spinta meridiana dell’onda atlantica potrà favorire l’afflusso di aria via via più fresca dalle alte latitudini tra 20 e 22 Novembre, riportando i termometri su valori più consoni alla stagione e abbassando la quota neve sulle Alpi verso livelli medi. Il passaggio non implica necessariamente freddo intenso, quanto piuttosto un rientro verso la normalità del tardo autunno dopo un picco anomalo di mitezza.
Il cambio sarà percepito come brusco, perché avverrà alle spalle di massime fuori scala per metà Novembre su una parte del Paese. La sequenza più probabile resta quella in due tempi: prima le piogge con temperature ancora elevate al Centro Sud, poi l’ingresso dell’aria più fredda con la progressiva discesa della quota neve e un calo più sensibile anche in pianura. L’intensità dipenderà dall’asse della saccatura e dall’eventuale formazione di un minimo secondario sul Tirreno, fattori che modulano la distribuzione delle precipitazioni e l’entità del raffreddamento.
Cosa aspettarsi regione per regione senza tabelle e senza facili semplificazioni
Sulle due isole maggiori il segnale termico sarà il più evidente, con giornate spesso soleggiate, ventilazione debole e massime tra 24 e 26 °C nei settori più esposti di Sicilia e Sardegna. Il Sud peninsulare godrà di un clima tiepido con punte tra 22 e 25 °C su Puglia, Basilicata tirrenica, Calabria e Campania costiera. Il Centro vedrà un incremento più contenuto ma diffuso, con valori spesso compresi tra 18 e 22 °C su Toscana, Lazio e Umbria, più elevati lungo i litorali e sulle colline interne. Il Nord resterà il territorio della doppia faccia: clima gradevole sui rilievi prealpini e appenninici, più freddo e umido in pianura, dove la persistenza di foschie e nebbie smorzerà l’aumento delle massime e potrà regalare minime prossime allo zero nelle campagne più riparate.
Nel passaggio verso la seconda metà del mese, il Nord Ovest e l’alto Tirreno saranno i primi a intercettare le nuove correnti umide atlantiche, con precipitazioni più probabili sui versanti esposti al Libeccio. L’eventuale ingresso di aria più fredda successiva abbasserà gradualmente la quota neve sulle Alpi, con la probabilità maggiore di fiocchi nelle valli interne e sui settori di confine nelle ore notturne.
In breve, pa prossima settimana vedrà una marcata rimonta anticiclonica con caldo anomalo su Sardegna, Sicilia e parte del Sud, dove si potranno superare 24-26 °C. Centro mite e soleggiato, Nord penalizzato dall’inversione termica con nebbie e massime più contenute. Tra 15 e 16 Novembre primi segnali di cedimento dell’alta pressione al Nord; tra 18 e 20 Novembre possibile ritorno del flusso atlantico con piogge e calo termico, seguito da le prime avvisaglie invernali tra 20 e 22 Novembre con quota neve in discesa sulle Alpi.
Credit: ECMWF, Copernicus Climate Change Service, Met Office, NOAA Climate Prediction Center, EUMETSAT (TEMPOITALIA.IT)






