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Home A La notizia del Giorno

Meteo dell’Immacolata: le zone dove si sentirà il caldo anomalo

Giovanni De Laurentis di Giovanni De Laurentis
22 Nov 2025 - 11:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Uno sguardo alla prima decade di dicembre

(TEMPOITALIA.IT) Uno sguardo molto lungo in avanti, quasi al limite di ciò che i modelli possono dire. In queste righe proviamo a capire che aria potrebbe tirare nella prima decade di dicembre, quella che ci accompagna verso il ponte dell’Immacolata.

Non si tratta di una previsione in senso stretto, è bene chiarirlo subito. Piuttosto, di uno scenario possibile proposto dal modello americano GFS, che spinge le sue simulazioni fino a quasi 400 ore. Insomma: una tendenza, non una certezza scolpita nella pietra.

Qualunque configurazione emerga adesso andrà comunque rivista passo dopo passo, aggiornamento dopo aggiornamento. È il gioco, e anche il limite, delle proiezioni a lunghissimo termine.

 

Europa divisa in due

Un’ipotesi che torna spesso nelle ultime corse del modello GFS è quella di un’Europa letteralmente spaccata in due. Da una parte, verso i Balcani, affluenze di aria fredda di origine polare; dall’altra, un robusto anticiclone di matrice oceanica a dominare la parte occidentale del continente, Italia compresa.

Cosa significherebbe, tradotto in tempo quotidiano? I primi giorni di dicembre potrebbero scorrere sotto un cielo per lo più soleggiato e con un clima mite, decisamente fuori stagione. Temperature piacevoli, giaccone spesso in mano più che sulle spalle.

Attenzione però. Con una configurazione così, la Valle Padana rischia lo “storico” copione invernale: nebbie fitte, fredde e persistenti. Giornate grigie, luce filtrata appena, quel freddo che non è estremo ma entra nelle ossa, complice l’aria umida e immobile. Mentre in collina, magari a pochi chilometri, domina un sole quasi primaverile.

Sui Balcani, invece, lo stesso assetto barico potrebbe tradursi in una vera e propria ondata di freddo, con aria polare diretta e condizioni di maltempo più marcate.

 

Il ruolo del Vortice Polare

Come spesso accade in pieno inverno, la chiave di lettura sta nelle dinamiche del Vortice Polare. Questo enorme ingranaggio atmosferico, incastrato sull’area artica, è responsabile di molti ribaltoni meteo della stagione fredda.

Quando il Vortice Polare è compatto, tende a trattenere il gelo alle alte latitudini. Quando invece si deforma o si divide in diversi lobi, può spingere aria fredda verso latitudini più basse, fino all’Italia, anche nel giro di pochi giorni. Ed è proprio in questa possibile “ondulazione” che si inserisce lo scenario per il periodo dell’Immacolata.

Secondo l’attuale lettura del modello GFS, l’interazione tra un lobo del Vortice Polare e una depressione in discesa dal Nord Europa potrebbe generare una fase di freddo e maltempo alle medie latitudini. La domanda vera, però, è sempre la stessa: dove andrà a piazzarsi il nocciolo più gelido?

In una prima ipotesi, la vasta area fredda punterebbe in modo deciso verso i Balcani, lasciando l’Italia ai margini, sotto un sole tiepido e un contesto anticiclonico ancora prevalente. Freddo più “raccontato” che vissuto, insomma, almeno da noi.

 

L’anticiclone di inizio mese

Sul quadro generale, quindi, spicca la figura di un vasto anticiclone di origine oceanica che potrebbe condizionare il tempo dei primi giorni di dicembre. Un muro di alta pressione a ovest e al centro del continente, ben visibile nelle proiezioni del modello GFS, pronto a deviare le perturbazioni e a tenere lontane, almeno inizialmente, le masse d’aria più gelide.

Lo scenario è tracciato, ma resta in divenire. E, come sempre con queste scadenze molto spinte, la parola definitiva spetterà ai prossimi aggiornamenti dei modelli.

 

Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: anticiclone oceanicofreddo balcanimodello GFSnebbie padaneponte immacolatavortice polare
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Giovanni De Laurentis

Giovanni De Laurentis

Dopo aver frequentato il liceo scientifico, ha proseguito il proprio percorso accademico nel Regno Unito, dove si è laureato in Fisica presso l’University of Manchester all’età di 23 anni. Affascinato dalle dinamiche dell’atmosfera e dalle interazioni tra scienza e ambiente, ha poi conseguito un Dottorato (PhD) in Meteorologia presso l’University of Reading, uno dei principali poli di ricerca europei in questo ambito. Attualmente vive e lavora in Italia, dove si occupa di consulenza scientifica e supporto tecnico per applicazioni meteorologiche e fisiche nell’ambito industriale, collaborando con aziende e centri di ricerca per progetti che spaziano dalla modellistica ambientale alla progettazione di soluzioni innovative per l’industria.

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