(TEMPOITALIA.IT) Anche in epoca di riscaldamento globale l’inverno può regalare sorprese meteo climatiche non indifferenti. Purtroppo, gli amanti di gelo e neve rimangono sempre più delusi dalla scarsità di fenomeni nevosi a bassa quota. E come dar loro torto? Però nulla ci vieta di avere, almeno una piccola parte della stagione invernale, come una volta.
Primo ingrediente: La Niña
I nostri lettori sapranno che si tratta di un fenomeno caratterizzato dal raffreddamento delle acque superficiali nell’Oceano Pacifico equatoriale orientale. Ciò è in grado di alterare significativamente la circolazione atmosferica globale. Con conseguenti sconvolgimenti praticamente su mezzo Globo. Ma la domanda sorge spontanea. Noi che distiamo migliaia di chilometri dall’epicentro, come veniamo coinvolti? Scopriamo di più nei prossimi paragrafi.
Secondo ingrediente: il Vortice Polare
Si tratta di una trottola sopra i poli che racchiude il freddo. Senza entrare troppo in dettagli tecnici, che potrebbero annoiare o non essere compresi, cerchiamo di farla breve. Se il vortice è forte non c’è alcuna speranza di freddo per l’Italia. Può capitare che arrivino flussi umidi, oppure un anticiclone, magari con nebbie persistenti.
Ma di vero freddo non c’è traccia. Al contrario, se è debole allora è possibile che masse d’aria molto fredde arrivino sul bacino del Mediterraneo. Non è una certezza. Trattiamo solo in termini probabilistici. Non stiamo certo facendo previsioni meteo.
Terzo ingrediente: l’Oscillazione Nord Atlantica
Il vortice potrebbe essere destabilizzato dalla Niña e dall’Oscillazione Nord Atlantica (NAO). Si tratta di una sorta di oscillazione che permette o meno l’arrivo di masse d’aria fredde alle basse latitudini perché regola quanto è intenso il flusso zonale. Se è forte allora siamo investiti da masse d’aria oceaniche. Come vedete è tutta una serie di tasselli di un puzzle.
E sulla prossima stagione invernale?
Gli effetti della Niña e della NAO dipendono in larga parte dalla configurazione del Vortice Polare e dalla posizione della corrente a getto. Si tratta, sempre in termini semplici, di un flusso d’aria ad alta velocità che guida le perturbazioni.
Se il vortice perde compattezza, l’Italia potrebbe sperimentare ondate di freddo artico, con nevicate a basse quote. Ovviamente qualunque previsioni meteo è impossibile fatta adesso. Sarebbe una presa in giro. Stiamo semplicemente parlando di tutto quello che potrebbe accadere se venissero le condizioni migliori. Ma spesso sappiamo che gli inverni recenti sono stati una delusione.
Riscaldamento stratosferico: un’ulteriore chance
L’ultimo fattore che può condizionare il comportamento del Vortice Polare è il Riscaldamento Stratosferico (Stratwarming). Questo evento comporta un aumento rapido della temperatura nella stratosfera sopra il Polo Nord.
Esso ha la facoltà di indebolire il vortice e aumentare il rischio di irruzioni di aria artica verso le medie latitudini. Ciò accade anche in assenza dei precedenti fattori. Solo che sappiamo che risulta davvero difficile avere tutto incastrato. Già lo era un tempo. Figuriamoci adesso con i cambiamenti meteo climatici. (TEMPOITALIA.IT)










