(TEMPOITALIA.IT) Gli scarti più significativi, fino a +1,7°C, si osservano nel settore occidentale e in quello sud-orientale, mentre l’Adriatico mostra valori più contenuti e in alcuni tratti anche leggermente inferiori alla norma.
Nel Mediterraneo occidentale e settentrionale le temperature oscillano tra 17 e 21°C, mentre nel Mar Ionio meridionale e nel Levantino raggiungono 22–24°C. Si tratta della prosecuzione di una tendenza al rialzo iniziata mesi fa: solo l’Adriatico, l’Egeo e parte dello Ionio hanno mostrato fasi più fredde durante l’anno, ma anche qui i valori stanno nuovamente aumentando.
Mediterraneo caldo e irruzione artica-marittima: una combinazione esplosiva
L’arrivo di una irruzione artica-marittima in questo contesto termico anomalo potrebbe innescare una fase meteorologica particolarmente dinamica. Il forte contrasto tra l’aria fredda in discesa dal Nord Europa e la superficie marina insolitamente calda rappresenta infatti un potente motore per lo sviluppo di fenomeni intensi.
Quali effetti possiamo aspettarci?
- Mare molto caldo = grande energia: l’acqua marina rilascia enormi quantità di calore latente e umidità, alimentando temporali violenti, nubifragi, forti venti e possibili mini-cicloni mediterranei.
- Il marcato gradiente termico potrebbe favorire episodi di ciclogenesi esplosiva, specie su Ligure, Tirreno e Alto Adriatico, dove i modelli mostrano i contrasti termici più intensi.
- Non esclusi episodi di neve a quote basse, localmente collinari, se le correnti fredde attraversano rapidamente tratti di mare molto caldo prima di raggiungere la terraferma.
- Al contrario, l’eccesso di calore marino potrebbe in alcune zone limitare la neve in pianura, favorendo precipitazioni piovose molto abbondanti.
Conseguenze climatiche ed ecologiche
- Il surriscaldamento del Mediterraneo intensifica i processi di evaporazione, aumentando l’umidità nella colonna atmosferica e amplificando il rischio di eventi estremi.
- Possibile incremento di trombe d’aria, grandinate di grandi dimensioni e alluvioni lampo nei settori più esposti.
- Gli ecosistemi marini, già fragili, possono risentire negativamente delle anomalie termiche prolungate.
Conclusioni: un mix perfetto per episodi intensi
La combinazione tra un Mediterraneo eccezionalmente caldo e una irruzione artica-marittima rappresenta una delle situazioni più critiche del nostro clima invernale.
L’energia accumulata dal mare potrebbe trasformare l’ingresso dell’aria fredda in un’importante ondata di maltempo severo, con fenomeni localmente anche rari per il periodo e per le latitudini mediterranee. (TEMPOITALIA.IT)











