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Neve diffusa? Gennaio potrebbe sorprenderci: nuova acutizzazione del freddo

Federico De Michelis di Federico De Michelis
21 Nov 2025 - 14:00
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Un mese temuto, spesso frainteso

(TEMPOITALIA.IT) Gennaio è ancora lontano, vero. Ma vale la pena buttare lo sguardo un po’ oltre l’orizzonte, anche solo per tracciare una linea di tendenza teorica. La statistica, quella sì, parla chiaro: è il mese più freddo dell’anno sulla Italia. Eppure, negli ultimi tempi, quanti Gennaio ricordiamo davvero invernali? Pochi. Anzi, pochissimi.

Capita ancora di imbattersi in pomeriggi con 15°C in Val Padana, o in massime sopra i 20°C al Centro-Sud. Scene quasi estive in pieno Inverno. Ma, diciamolo, non è ciò che ci si aspetterebbe da un mese che dovrebbe rappresentare il cuore della stagione fredda.

 

Lo Stratwarming e il gioco delle forze in atmosfera

Con l’arrivo di Gennaio, spesso la stratosfera si scalda. È il famoso Stratwarming, quel riscaldamento improvviso che può mettere in crisi il Vortice Polare. E quando il Vortice traballa, il tempo sull’Europa può cambiare all’improvviso. L’aria fredda, di solito confinata intorno al Polo Nord, può infatti “scendere di latitudine” e puntare dritta verso il continente.

Nel frattempo, un’eventuale impennata dell’Alta Pressione sulla Groenlandia potrebbe generare un blocco atmosferico. Un freno vero e proprio alle correnti miti dell’Oceano Atlantico. Risultato? Maggiore spazio alle irruzioni fredde nord-orientali. Una combinazione perfetta – almeno in teoria – per un’ondata di gelo nel cuore di Gennaio. L’ultima, lo ricorderete, risale ormai al 2017.

Ma restiamo coi piedi per terra: non è una previsione, piuttosto la fotografia di ciò che servirebbe per un Inverno davvero incisivo.

 

L’ipotesi dell’aria siberiana

Spostiamoci sul fronte siberiano, quello che da sempre alimenta scenari da brividi. L’arrivo diretto di masse d’aria gelida dalla Siberia resta una possibilità moderata, niente di più. Ma non è un’ipotesi da scartare. Se quell’aria secca e gelida dovesse incontrare l’umidità del Mediterraneo, il mix potrebbe produrre condizioni invernali molto intense: nevicate diffuse, gelo, episodi duri anche in pianura.

Scenari che oggi appaiono quasi irreali. Eppure qualche decennio fa non erano poi così eccezionali. Certo, l’Inverno italiano è sempre stato temperato, mai davvero estremo. Ma negli ultimi anni si è addolcito troppo, diventando quasi irriconoscibile. Per questo vedere neve diffusa sembra una chimera, una nostalgia più che una previsione.

 

Uno sguardo onesto al futuro prossimo

Insomma, Gennaio resta il mese più imprevedibile, quello in cui l’atmosfera può cambiare faccia nel giro di tre giorni. E se c’è un mese in cui tutto può accadere – gelo, mitezza, tempeste, stasi – è proprio lui. Sarà davvero così anche questa volta? Difficile da dire ora. Ma l’Inverno, quello vero, potrebbe tornare a bussare. Chissà.

  (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: alta pressione groenlandiaaria siberianagelo europainverno italiaprevisioni gennaioStratwarmingvortice polare
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Federico De Michelis

Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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