Un cambio d’aria che non lascia dubbi
(TEMPOITALIA.IT) Succede sempre così. Ti abitui a un autunno mite, quasi gentile, e poi – all’improvviso – arriva la svolta. La terza decade di Novembre ci accompagnerà verso un clima molto diverso: più instabile, più dinamico e, soprattutto, più freddo.
Le prime avvisaglie? Già da mercoledì 19, quando un vortice freddo in quota, alimentato da correnti provenienti dall’Artico, raggiungerà il continente europeo e inizierà a spingere verso sud aria decisamente più rigida.
Mercoledì-giovedì: il Nord sente per primo il colpo
Tra mercoledì 19 e giovedì 20, la depressione punterà sull’Europa centrale e costringerà un flusso freddo verso il Golfo del Leone. Saranno le regioni settentrionali, come spesso accade, a fare da apripista.
Il calo delle temperature sarà netto, evidente già nelle prime ore del mattino.
Aria quasi pungente. Una sensazione invernale che mancava da mesi.
Intanto, i modelli matematici insistono su un secondo sviluppo: un vortice di bassa pressione che tra venerdì 21 e il weekend si aggancerà alle regioni centrali e meridionali, indirizzando lì la parte più attiva del maltempo.
Una settimana da clima invernale: due affondi freddi
Questa fase non sarà un episodio isolato. Infiltrazioni di aria fredda dal Nord Europa, incisiva da giovedì, cambieranno radicalmente il volto della settimana.
Le temperature scenderanno ovunque: più di altrove al Nord, moderatamente al Centro,un calo più contenuto al Sud. Il Mediterraneo, nel frattempo, risponderà con la formazione di due minimi depressionari, destinati a movimentare parecchio la situazione.
Nord: freddo invernale in arrivo e neve abbondante sulle Alpi a quote molto basse
Il Settentrione vivrà la parte fredda dell’evento. Non tanto un diluvio, quanto una “sforbiciata” termica che farà davvero impressione se confrontara al resto di novembre.
Di notte, con il cielo, laddove sarà sereno, vedrà le prime gelate diffuse anche in pianura. Durante il giorno, le temperature massime faranno fatica a superare gli 8-10°C. Una discesa che, rispetto ai valori attuali, segna quasi un passaggio di stagione. Queste sono in molte aree della Valle Padana, le nuove temperature medie massime invernali, il clima è cambiato, quindi con queste temperature possiamo siglare l’arrivo dell’inverno.
In montagna, invece, lo scenario sarà decisamente più vivace. Sulle Alpi sono attese nevicate abbondanti, soprattutto lungo i confini esteri.
Già da giovedì la neve potrà scendere fino a 600-900 metri grazie al cuscino freddo presente al Nord; poi, con il richiamo di scirocco, il limite salirà oltre i 1500 metri entro sabato 22 specie nel settore orientale, ma ad ovest del Nord, sacche d’aria fredda, potranno dare occasioni di neve a quote basse. Neve in pianura? Tutto dipenderà da diversi fattori, non ci sono le condizioni per averla, ma come accaduto in passato, durante gli eventi meteo intensi, la quota della neve anche mistra a gragnola può scendere parecchio di quota rispetto allo zero termico.
Centro-Sud Italia: il maltempo più intenso colpisce qui
Se il Nord si confronterà con il freddo, il Centro-Sud entrerà nella fascia attiva del peggioramento. Qui i due minimi depressionari “cattureranno” le correnti fredde e le trasformeranno in energia per sistemi perturbati profondi.
Piogge forti, temporali e rischio di nubifragi: il menù è questo.
Il mare, poi, non resterà a guardare. Le correnti burrascose attese da giovedì alimenteranno mareggiate significative sui litorali più esposti del Tirreno.
Regioni come Lazio e Campania emergono come le più delicate: terreni saturi, coste fragili, fiumi già tesi. Non servirà molto per creare criticità diffuse. Ormai, e non è fantasia, i rovesci di pioggia sono più intensi rispetto solo a 10 anni fa, e abbondano i nubifragi, quelli che comunemente sono chiamati bombe d’acqua.
Giovedì 20: al via alle piogge più organizzate
Le prime precipitazioni organizzate arriveranno nella giornata di giovedì 20, soprattutto su Sardegna occidentale, Lazio, Umbria e Marche.
Tra venerdì 21 e sabato 22, l’Italia si troverà sotto un vero e proprio sistema perturbato, con accumuli di pioggia localmente vicini a 100 millimetri in alcune località tra Centro e Nord. E come spesso avviene, non è da escludere il caso limite, con fenomeni estremi.
Non manca il rischio di temporali intensi nelle località di costa, dalla Liguria verso le coste del Tirreno, Sardegna, Sicilia e poi Sud Italia.
Vigilanza sul maltempo
Scenari da monitorare? Ce ne sono diversi:
- Rischio idrogeologico: fiumi in piena, possibili esondazioni, frane nelle aree fragili.
- Disagi alla circolazione: vento forte, pioggia persistente e neve in quota potranno complicare strada, autostrade e collegamenti insulari.
Un quadro che, nel complesso, segna l’arrivo del primo vero sapore d’inverno. Non un’ondata di gelo, sia intesa, ma di freddo invernale, precoce, ma che spesso succede nella terza decade del mese. (TEMPOITALIA.IT)




