(TEMPOITALIA.IT) Ebbene sì, le condizioni meteo climatiche stanno cambiando. Anzi, possiamo parlare di un vero e proprio stravolgimento figlio del terremoto barico che sta per scatenarsi. L’irruzione, ormai giunta sulle nostre regioni, potrebbe essere la prima di una lunga serie. O comunque di un lungo periodo pienamente invernale
Va detto, tra l’altro, che rispetto a qualche giorno fa il quadro evolutivo ha subito modifiche importanti. Modifiche indotte da una diversa traiettoria dell’irruzione, non più destinata alla Penisola Iberica – così come alcuni modelli matematici lasciavano intravedere giorni fa – bensì all’Italia.
L’irruzione sarà prepotente, arriverà dalla Valle del Rodano e innescherà un approfondimento ciclonico secondario foriero di severo maltempo. Le precipitazioni si focalizzeranno maggiormente al Centro Sud e tra le due Isole Maggiori, in un contesto di marcata instabilità atmosferica che a tratti potrebbe determinare nubifragi temporaleschi.
Le temperature, lo ripetiamo, sono destinate a crollare. Entro domenica l’aria fredda avrà raggiunto anche il Sud Italia, parliamo di temperature inferiori alle medie stagionali capaci di far scendere la quota neve. Nelle regioni del Centro Italia, soprattutto nelle zone interne appenniniche, potrebbe nevicare a quote collinari.
In Sardegna, in concomitanza dei rovesci più consistenti, dovrebbe nevicare fin verso i 600-700 metri di quota. Al Sud e Sicilia la quota neve dovrebbe attestarsi mediamente sui i 1000 metri, pur senza escludere locali sconfinamenti a quote inferiori laddove le precipitazioni saranno più forti.
E’ bene ricordare, infatti, che l’aria fredda proveniente dal Circolo Polare Artico tende a trasferirsi facilmente nei bassi strati grazie alle precipitazioni. Più sono intense maggiore è il travaso del freddo.
Concludiamo aprendo una parentesi sul Nord Italia, laddove è atteso un parziale miglioramento eccezion fatta per qualche precipitazioni qua e là e ulteriori nevicate sulle aree alpine di confine. Tale miglioramento dovrebbe facilitare il deposito del freddo nei bassi strati, quindi lo sviluppo di un cuscino d’aria fredda foriero di nevicate in pianura in apertura della prossima settimana. (TEMPOITALIA.IT)







