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Vortice Polare molto debole: cosa comporta davvero per l’Italia

Giovanni De Laurentis di Giovanni De Laurentis
29 Nov 2025 - 17:30
in A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) Sta succedendo qualcosa di insolito alle altissime latitudini. Qualcosa che, per chi segue l’Inverno, assomiglia a una sorta di preludio. Il Vortice Polare, uno degli attori principali della stagione fredda, sta infatti entrando in scena… ma con un passo esitante, quasi incerto. Molti ne parlano, pochi lo conoscono davvero. Vale allora la pena fare chiarezza prima di capire cosa potrebbe significare per l’Italia nelle prossime settimane.

 

Come nasce e si sviluppa

Con l’avanzare dell’Autunno, le regioni artiche iniziano a ricevere sempre meno energia solare, fino a quasi azzerarla. La radiazione si indebolisce, le temperature precipitano e l’intera area polare comincia un raffreddamento massiccio, già evidente tra Ottobre e Novembre.

Un raffreddamento che non interessa solo il suolo o il livello immediatamente superiore, ma investe l’intera colonna atmosferica fino alla stratosfera, tra circa 8 e 50 chilometri d’altezza. Qui, mano a mano che l’aria si raffredda, la pressione diminuisce e si accentua la differenza barica tra le latitudini polari e quelle subtropicali.

E proprio questo squilibrio dà vita a una vasta circolazione ciclonica attorno al Polo Nord: il Vortice Polare. Una sorta di gigantesco ingranaggio atmosferico, che ogni anno si forma, cresce e si trasforma seguendo regole tutt’altro che prevedibili.

 

Un sistema che non si ripete mai uguale

Il Vortice Polare non ha memoria. Ogni Inverno se la gioca da zero, e l’assetto dell’anno precedente non conta più nulla. Quando il vortice risulta compatto e potente, il gelo resta confinato nelle regioni artiche. In quei casi l’Europa meridionale, e l’Italia in particolare, vengono protette da anticicloni più o meno duraturi, portatori di temperature relativamente miti.

Ma quando il vortice entra in una fase di instabilità, le cose cambiano. E parecchio.

Non è una certezza – non lo è mai – ma aumenta la probabilità che masse d’aria fredde riescano a scivolare verso latitudini più basse. Se la struttura si indebolisce o si rompe (il famoso “split”), un frammento gelido può muovere verso il Mediterraneo, aprendo la strada a irruzioni fredde e, talvolta, a episodi di neve fino a quote relativamente basse.

 

Un vortice debole: cosa significa davvero

Gli aggiornamenti degli ultimi giorni, interpretati dai modelli ECMWF e NOAA, mostrano un vortice decisamente debole tra fine Novembre e la metà di Dicembre. Il fitto intreccio di linee nei grafici – tutte al di sotto della media climatica – indica un’atmosfera più dinamica, meno bloccata dall’anticiclone.

A disturbare il vortice ci pensano spesso le “forzanti d’onda”, generate da strutture di alta pressione tra Canada e Groenlandia. Senza tuffarci nei tecnicismi, basti sapere che questi disturbi colpiscono il vortice dall’alto, lo deformano, lo rallentano, lo indeboliscono. E più è debole, più è facile che possa frammentarsi.

Un vortice così instabile favorisce discese fredde verso sud, incrementa la frequenza delle perturbazioni e rende tutto il settore mediterraneo più esposto a fasi di meteo movimentato.

 

Dicembre e le prime indicazioni per l’Inverno

Prima di illuderci – o preoccuparci – meglio tenere a mente un concetto essenziale: si parla di probabilità, non di certezze. Un vortice debole non garantisce gelo, ma lo rende più possibile.

Se nelle prossime settimane la struttura continuerà a rimanere instabile, aumenterà la probabilità di freddo, di neve a bassa quota e di un Inverno più dinamico. È tuttavia possibile che il “cuore gelido” scelga vie lontane dall’Italia, puntando più a oriente o a occidente.

Quello che appare chiaro, almeno per ora, è che non dovrebbe esserci una dominanza anticiclonica prolungata. L’atmosfera sembra intenzionata a muoversi, cambiare, oscillare. Un buon segnale per chi attende un Inverno “vero”, con le sue sfumature più classiche.

Non resta che monitorare giorno dopo giorno, aggiornamento dopo aggiornamento. L’Inverno, quello autentico, spesso arriva quando meno ce lo aspettiamo.

 

Credit
Analisi basata sui dati dei modelli ECMWF, Global Forecast System del NOAA (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: dicembre freddoinverno dinamicomasse d’aria freddeonde planetarieperturbazioni mediterraneerischio nevevortice polare debole
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Giovanni De Laurentis

Giovanni De Laurentis

Dopo aver frequentato il liceo scientifico, ha proseguito il proprio percorso accademico nel Regno Unito, dove si è laureato in Fisica presso l’University of Manchester all’età di 23 anni. Affascinato dalle dinamiche dell’atmosfera e dalle interazioni tra scienza e ambiente, ha poi conseguito un Dottorato (PhD) in Meteorologia presso l’University of Reading, uno dei principali poli di ricerca europei in questo ambito. Attualmente vive e lavora in Italia, dove si occupa di consulenza scientifica e supporto tecnico per applicazioni meteorologiche e fisiche nell’ambito industriale, collaborando con aziende e centri di ricerca per progetti che spaziano dalla modellistica ambientale alla progettazione di soluzioni innovative per l’industria.

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