(TEMPOITALIA.IT) Il quadro atmosferico sta cambiando ancora una volta. Dopo giorni segnati da freddo, instabilità e neve a quote medio-basse, l’alta pressione tornerà a imporsi con decisione sull’Italia, interrompendo la fase pienamente invernale che aveva caratterizzato l’ultima parte di Novembre. È una pausa evidente, destinata a durare alcuni giorni, e che di fatto ridimensiona l’avvio promettente della stagione fredda.
La frenata dell’inverno e il peso del Riscaldamento Globale
Per chi attende gelo e nevicate significative il quadro non è incoraggiante. L’inverno è solo agli inizi, è vero, ma negli ultimi anni la frequenza degli episodi nevosi rilevanti è diminuita sensibilmente. Il Riscaldamento Globale, particolarmente marcato in Italia, ha reso più rari gli eventi che fino a due o tre decenni fa erano considerati normali. Nel Nord, e in Pianura Padana in particolare, il rialzo termico invernale supera in alcuni casi i 2°C, con un impatto evidente sulla possibilità che si formi il freddo nei bassi strati, essenziale per la neve a bassa quota.
Non è solo una questione termica. Manca spesso anche la giusta combinazione tra aria fredda e perturbazioni. Quando prevale il freddo, latitano le precipitazioni; quando arrivano le perturbazioni, mancano le temperature adeguate. È un equilibrio delicato che negli ultimi anni si spezza di frequente.
Anticiclone dell’Immacolata e scenari successivi
Nella prossima settimana l’anticiclone sarà protagonista, pur con un lento ma progressivo indebolimento verso metà mese, quando il flusso atlantico tenderà ad abbassare la propria latitudine. Le perturbazioni torneranno a farsi vedere, ma senza un immediato contributo di aria fredda significativa, almeno in una prima fase. Lo scenario resterà quindi più autunnale che invernale.
La possibile svolta comincia a intravedersi nella terza decade di Dicembre. Le proiezioni a più lungo termine suggeriscono che intorno al 20 Dicembre una porzione ampia del Vortice Polare potrebbe muoversi verso l’Europa, favorendo un’evoluzione più invernale. Non parliamo ancora di un’ondata di gelo definita, ma di un cambiamento potenzialmente capace di riattivare configurazioni compatibili con freddo e neve.
Cosa aspettarsi davvero?
Il ritorno del maltempo potrebbe precedere l’arrivo di aria più fredda, con effetti da valutare nei prossimi aggiornamenti. Il Vortice Polare attualmente non mostra particolare compattezza, un elemento che aumenta la probabilità di episodi invernali sul continente europeo. Non basta questo a garantire nevicate diffuse o irruzioni fredde di tipo continentale, ma rappresenta comunque un segnale favorevole.
Per ora, insomma, non si intravede un evento eccezionale, ma una possibile normalizzazione dell’inverno. Potrebbe sembrare poco, eppure sarebbe già un cambiamento significativo dopo stagioni dominate da siccità, alte pressioni persistenti e temperature ben sopra la media.
La prudenza resta d’obbligo. Le proiezioni a lunga scadenza mostrano una tendenza, non una previsione deterministica. Ma dicembre potrebbe davvero cambiare volto a ridosso delle festività natalizie.
Crediti scientifici: ECMWF Extended Range, NOAA CPC, AO, NAO (TEMPOITALIA.IT)










