(TEMPOITALIA.IT) L’Inverno è ormai alle porte e l’avvio stagionale potrebbe farsi notare subito. Il gelo da est torna al centro delle analisi, con le prime avvezioni fredde siberiane pronte a muoversi verso l’Europa orientale già nei prossimi giorni. La fase più interessante, però, riguarda il finale di Dicembre. È lì che le correnti gelide potrebbero spingersi più a ovest, aumentando il rischio di nevicate a bassissima quota o in pianura su diversi settori europei. Entro Capodanno anche l’Italia entra nel quadro, almeno potenzialmente.
Il rallentamento del Vortice Polare cambia tutto
Alla base di questa evoluzione c’è un marcato rallentamento del Vortice Polare, atteso tra Sabato 20 e Domenica 21 Dicembre, in coincidenza con il Solstizio d’Inverno. In quella fase la corrente a getto tenderà a ondularsi in modo più accentuato sull’area della Groenlandia e del Nord Atlantico. Questo movimento favorirà l’espansione dell’alta pressione delle Azzorre, prima verso l’Islanda e successivamente fino alla Scandinavia. Un passaggio chiave, perché modifica l’intera circolazione emisferica.
Il ponte di Voejkov apre la strada al gelo
Si verrà così a creare un lungo corridoio anticiclonico continuo, esteso dalla Spagna fino alla Norvegia. In meteorologia questa struttura prende il nome di ponte di Voejkov. Una configurazione ben nota, responsabile in passato di ondate di gelo rilevanti in Europa e in Italia. Il suo effetto principale è bloccare le perturbazioni atlantiche, impedendo loro di raggiungere il Vecchio Continente, e allo stesso tempo aprire una porta orientale da cui l’aria continentale può avanzare.
Crollo termico sull’Europa orientale
I principali centri di calcolo concordano sulla formazione di questo assetto barico. Il gelo siberiano inizierà a riversarsi sull’Europa orientale attorno a Natale, con un netto calo delle temperature su vaste aree comprese tra Russia europea, Finlandia, Polonia e Ucraina. In queste zone le anomalie termiche potrebbero superare i 10–15°C sotto media, un segnale chiaro della forza dell’irruzione.
Aria gelida in moto retrogrado verso ovest
Un aspetto tecnico ma fondamentale riguarda la direzione del flusso. L’aria fredda si muoverà in modo retrogrado, quindi da est verso ovest, in contrasto con la circolazione zonale tipica dell’emisfero boreale. È proprio il ponte di Woeikoff a consentire questo ribaltamento, innescando venti orientali persistenti capaci di trasportare gradualmente l’aria russo-siberiana verso il cuore dell’Europa.
Tra Natale e Capodanno, le correnti gelide orientali potrebbero raggiungere anche l’Italia. In quel caso si parlerebbe della prima vera irruzione fredda della stagione, con forte calo termico e possibili nevicate a quote molto basse, localmente fino alle coste.
Italia orientale più esposta al rischio neve
All’interno di questa dinamica, le regioni adriatiche risultano le più vulnerabili. Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia sarebbero le prime a risentire dell’ingresso di aria nord-orientale gelida a tutte le quote. In presenza di sufficiente instabilità, entrerebbe in gioco l’ASE – Adriatic Snow Effect, un meccanismo ben noto capace di produrre nevicate fino in pianura e sulle città costiere, da Rimini fino a Bari.
Molto dipenderà dall’intensità dell’irruzione e dal grado di instabilità alle medio-alte quote. È lì che si decide tutto. Per i dettagli serviranno ancora alcuni giorni di osservazioni modellistiche, ma il segnale è chiaro. Le probabilità di gelo e neve entro Capodanno sono in aumento, soprattutto per l’Italia adriatica e parte del Sud.
Fonti e riferimenti scientifici:
Analisi basate sui dati di ECMWF, del Copernicus Climate Change Service, di Météo-France e del DWD – Deutscher Wetterdienst. (TEMPOITALIA.IT)





