Venti estremamente violenti, con punte fino a 230 km/h, hanno flagellato dieci stati degli Stati Uniti, provocando un morto e lasciando centinaia di migliaia di persone senza elettricità.
Mercoledì, raffiche impetuose hanno investito diversi stati nell’ovest e nel centro-nord del Paese, causando almeno una vittima, il ferimento grave di due bambini e lasciando dietro di sé una scia di distruzione che ha abbattuto alberi, compromesso le infrastrutture e amplificato gli impatti delle storiche inondazioni nel Nord-Ovest.
Secondo le autorità locali e le agenzie meteorologiche, il vento ha superato i 160 km/h in quasi due dozzine di rilevazioni ufficiali distribuite su almeno dieci stati, tra cui South Dakota, Colorado, Oregon, Idaho, Montana e Washington. Imponenti raffiche hanno attraversato il Nord-Ovest degli Stati Uniti nelle ultime 24 ore: Coldwater Ridge, nello stato di Washington, ha dominato la classifica con una velocità di 228 km/h, seguito dal Monte Hood, in Oregon, con 222 km/h. A Pigtail Peak, sempre nello stato di Washington, il vento ha toccato i 183 km/h, mentre Pullman ha registrato 164 km/h e Alder Ridge ha raggiunto i 159 km/h.
Giovedì mattina presto, oltre 300.000 abitazioni e aziende sono rimaste al buio; le squadre tecniche hanno incontrato enormi difficoltà nel ripristinare il servizio a causa della caduta di pali, cavi e migliaia di alberi che bloccavano le linee elettriche. Questo evento di vento estremo si è verificato poco dopo che un’altra tempesta umida si era abbattuta sul Pacifico Nord-Occidentale, aggravando una situazione già critica in regioni duramente colpite da una serie di Fiumi Atmosferici, inondazioni record ed evacuazioni su larga scala.
In Idaho, la tempesta ha avuto un bilancio tragico. Un uomo di 55 anni ha perso la vita quando un albero si è abbattuto sulla sua casa nella piccola comunità di Fernan, nella parte settentrionale dello stato, come riferito dall’ufficio dello sceriffo della contea di Kootenai. Secondo il comunicato ufficiale, il tronco ha colpito direttamente il letto dove l’uomo dormiva. Gli altri occupanti della residenza sono riusciti a mettersi in salvo senza riportare ferite gravi, nonostante i danni strutturali all’edificio. Sempre in Idaho, due bambini di età inferiore ai dieci anni versano in condizioni critiche nella zona rurale di Twin Falls. Le piccole vittime stavano aspettando lo scuolabus quando vecchi alberi, ormai marci, sono crollati sulla fermata, tranciando anche i cavi elettrici e innescando cortocircuiti. Un fratello maggiore, presente alla stessa fermata, è fortunatamente rimasto illeso. Entrambi i bambini hanno ricevuto cure mediche immediate e sono stati trasportati d’urgenza in ospedale, mentre soccorritori e familiari hanno subito organizzato campagne di supporto.
La furia degli elementi non si è limitata all’Idaho. Nello stato di Washington, una raffica di circa 180 km/h è stata registrata nei pressi della stazione sciistica di Alpental a North Bend, secondo i dati del National Weather Service. A Hope, nella Columbia Britannica in Canada, un’altra raffica vicina ai 110 km/h è stata misurata in un’area già provata dalle recenti inondazioni. I meteorologi hanno precisato che, sebbene i venti forti a Dicembre non siano rari nella regione, i valori registrati Mercoledì sono da considerarsi “decisamente atipici”.
Allerte per vento forte, bufere di neve e condizioni di viaggio pericolose sono rimaste in vigore su vaste aree degli Stati Uniti occidentali e centro-settentrionali. Nel Montana orientale e nel Dakota del Nord occidentale, le autorità hanno avvisato che le condizioni di “blizzard” avrebbero potuto rendere impraticabili le autostrade, con tratti a visibilità zero a causa della neve sollevata dalle raffiche. A Washington, la tempesta di vento ha colpito uno Stato che stava già fronteggiando gravi alluvioni causate da perturbazioni in serie e piogge record. La situazione è talmente grave che circa 100.000 persone sono state evacuate dall’inizio del mese nelle città della Skagit Valley e nelle aree limitrofe a Seattle.
Le precipitazioni, superiori ai 400 metri in alcune zone delle Cascade Mountains, hanno innalzato i corsi d’acqua a livelli da record, distrutto ponti, bloccato strade e innescato numerose frane. Martedì, un uomo è deceduto dopo essere entrato con l’auto in una zona allagata, ignorando la segnaletica di divieto, secondo quanto riportato dalle autorità statali. Il Dipartimento dei Trasporti di Washington ha lanciato un appello pubblico agli automobilisti affinché rispettino le chiusure stradali, avvertendo che eventuali incidenti distoglierebbero le squadre di soccorso da altre emergenze critiche. Alcuni tratti della US-2 hanno subito una profonda erosione e smottamenti, mentre altre arterie sono state chiuse per il rischio di caduta alberi e per l’instabilità dei pendii.
In Oregon, la combinazione di vento e pioggia ha abbattuto linee elettriche e tronchi lungo autostrade vitali come la Highway 126, ostacolando l’accesso ai mezzi di soccorso e ritardando le riparazioni alla rete elettrica. Nella città costiera di Seaside, alcune rocce si sono staccate dalla facciata di un hotel precipitando su un camion parcheggiato, fortunatamente senza causare feriti. I distretti scolastici di Seaside, Astoria e di altre comunità dell’Oregon hanno annullato le lezioni, citando come causa le interruzioni di corrente e la pericolosità delle strade.
Governatori e funzionari statali hanno dichiarato che saranno necessari giorni, se non settimane, per calcolare l’esatta entità dei danni. Gli esperti ritengono che i fiumi manterranno livelli molto alti fino alla fine del mese, prolungando il rischio di ulteriori inondazioni e frane. Le previsioni meteo indicano l’arrivo di nuove tempeste nei prossimi giorni, anche se l’ingresso di sistemi più freddi – con una maggiore incidenza di neve rispetto alla pioggia – potrebbe ridurre parzialmente il volume d’acqua riversato dai Fiumi Atmosferici. Tuttavia, la combinazione di terreni ormai saturi, pendii fragili e fiumi in piena mantiene elevato il rischio di catastrofi. Le popolazioni di Washington, Oregon, Idaho e Montana restano in stato di massima allerta, temendo che questa sequenza di eventi estremi sia solo il preludio ad altre settimane di instabilità.
Ma si è davvero trattato di record? Abbiamo controllato negli archivi meteo
L’analisi dei dati meteorologici conferma che, sebbene estremi, i valori registrati sono pienamente coerenti con la complessa orografia del Pacifico Nord-Occidentale. I picchi di 228 km/h rilevati a Coldwater Ridge si spiegano con il cosiddetto effetto Venturi, che accelera i flussi d’aria sui crinali montuosi, mentre le velocità tra i 100 e i 180 km/h nelle aree abitate configurano una tempesta di portata storica.
A rendere il fenomeno devastante è stata la combinazione fatale con i Fiumi Atmosferici: la saturazione del suolo ha indebolito le radici delle conifere, permettendo al vento di sradicare alberi che avrebbero forse resistito in condizioni di terreno asciutto. Anche l’evoluzione verso l’interno, con bufere di neve secca in Montana e Dakota, rispecchia fedelmente la dinamica di un profondo ciclone extratropicale che mantiene la sua energia cinetica pur scaricando l’umidità contro le catene montuose.
Credits e Fonti:
- NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) – www.noaa.gov
- NWS (National Weather Service) – www.weather.gov
- WMO (World Meteorological Organization) – wmo.int