(TEMPOITALIA.IT) Un avvio di Dicembre così placido, in effetti, non capita spesso. Sull’Italia domina un anticiclone ampio e ostinato, capace di imporre giornate quasi primaverili soprattutto sulle regioni centrali e meridionali. Una persistenza che sorprende anche gli esperti.
Molto eloquente il livello dello zero termico, che si mantiene oltre i 3000 metri. Un valore anomalo per il mese, utile a comprendere quanto le temperature siano superiori alla media. In quota il clima appare mite e limpido, mentre in diverse città del sud le massime raggiungono 15-18°C. Una situazione che restituisce la sensazione di un Dicembre fuori posto.
Ben diverso ciò che accade al nord. Qui la Pianura Padana vive giornate fredde e stagnanti per via dell’inversione termica. L’aria resta umida, quasi immobile, con un aumento progressivo degli inquinanti. L’ingresso di aria più umida dalla Liguria mantiene poi una copertura bassa e tenace, quel grigiore che spesso resiste più del previsto.
Prime crepe nell’alta pressione
Dopo il 15 Dicembre i modelli iniziano a mostrare qualche segnale di cedimento dell’anticiclone. Non un cambiamento drastico, più un lento allentamento della struttura che potrebbe consentire l’ingresso di una prima perturbazione tra il 16 e il 18 Dicembre. Un dettaglio da monitorare, insomma.
Il peggioramento resterebbe concentrato soprattutto su Sicilia e Sardegna, dove una saccatura in arrivo dovrebbe portare piogge localmente intense. Sul resto dell’Italia la situazione continuerebbe a rimanere stabile, con l’anticiclone ancora in grado di deviare le correnti fredde e instabili.
Possibile svolta tra il 20 e il 22
Tra il 20 e il 22 Dicembre potrebbe arrivare la fase più dinamica. Alcuni scenari ipotizzano l’ingresso di una saccatura più profonda, finalmente capace di intaccare l’anticiclone e organizzare un peggioramento diffuso. Le piogge, in questo caso, interesserebbero gran parte del Paese, mentre la neve tornerebbe a comparire su Alpi e Appennini intorno ai 1200 metri.
Nella parte finale dell’evento, la quota neve potrebbe scendere sotto i 1000 metri, soprattutto sul basso Piemonte, dove potrebbe arrivare fino al piano che, nel cuneese, si trova a una quota di 400-500 metri. Uno spiraglio che riaccende l’idea di un’atmosfera vagamente invernale a ridosso delle festività.
Credit: Dati e analisi dai modelli meteorologici elaborati da ECMWF e NOAA (TEMPOITALIA.IT)







