Maltempo persistente e blocco sul Mediterraneo
(TEMPOITALIA.IT) Il periodo di Natale si sta concludendo accompagnato da condizioni di forte instabilità su molte zone dell’Italia, con un accento particolare sulle regioni del Centro e del Nord. Si osservano piogge ricorrenti, talvolta incessanti, in un contesto atmosferico che da giorni non riesce a trovare un equilibrio stabile. La radice del problema è chiara. Un ciclone mediterraneo è rimasto pressoché immobile, bloccato da una configurazione barica insolita che si è venuta a creare tra l’Atlantico e l’Europa durante l’ultima settimana.
In questo scacchiere si è irrobustita l’Alta pressione delle Azzorre, che ormai domina una vasta porzione dell’Atlantico settentrionale. La sua spinta verso latitudini settentrionali, raggiungendo il Mar Glaciale Artico e la Norvegia, ha favorito la genesi del cosiddetto ponte di Voejkov. Si tratta di una struttura anticiclonica estesa e tenace, una configurazione che frequentemente anticipa l’arrivo di ondate di freddo significative sul continente europeo. E, di riflesso, anche sull’Italia.
Ultimi disturbi e ritorno del sole
Prima di ipotizzare qualsiasi svolta cruda e invernale, il tempo ha in serbo un cambio di rotta. Il vortice ciclonico natalizio sta ultimando il suo spostamento durante la giornata odierna di Santo Stefano, retrocedendo verso la Spagna e liberando gradualmente lo Stivale dalla morsa dell’instabilità. Da oggi comincia a cambiare lo scenario. Durante il fine settimana l’alta pressione guadagnerà terreno, garantendo condizioni più solide e il ritorno del sole sulla maggior parte del territorio nazionale. Sarà una fase breve, ma decisamente avvertibile. Una tregua, insomma.
Temperature in risalita tra il 28 e il 29 Dicembre
La conseguenza più tangibile dell’espansione anticiclonica sarà un incremento delle temperature, previsto specialmente tra Domenica 28 e Lunedì 29 Dicembre. In quota il riscaldamento sarà netto, in modo particolare sulle Alpi e sul Nord-Ovest, dove in alcune stazioni montane la colonnina di mercurio potrebbe oltrepassare i 9-10°C. Nella Pianura Padana, al contrario, dominerà il fenomeno dell’inversione termica, mantenendo le massime più basse, generalmente attestate tra i 7 e i 9°C.
Il discorso cambia lungo il versante tirrenico, sulle Isole maggiori e al Sud, dove l’inversione avrà un impatto minore. Qui i valori massimi potranno spingersi fino ai 15-16°C, offrendo una percezione quasi primaverile durante le ore centrali del giorno. È un contrasto termico evidente, classico delle fasi anticicloniche invernali.
Verso una svolta fredda a inizio 2026
Questa parentesi di stabilità abbraccerà buona parte dell’Italia fino al 30 Dicembre. Ci attendono giornate prevalentemente soleggiate, aria più asciutta e venti deboli. Nulla che suggerisca, a un primo sguardo, uno stravolgimento meteo imminente. Tuttavia, analizzando i dati più a lungo termine, i modelli matematici cominciano a tracciare una via molto diversa per l’esordio del 2026.
Proprio nel passaggio tra la fine dell’anno e i primi giorni di Gennaio, il nostro Paese potrebbe trovarsi sotto il tiro di correnti artico-continentali nord-orientali, provenienti direttamente dall’Artico e dalle steppe della Siberia. Una dinamica che ha il potenziale per portare freddo pungente e, forse, neve fino a quote pianeggianti. Sarebbe la quiete prima della tempesta.
Incertezze sulla traiettoria del gelo
Bisogna essere trasparenti. La rotta precisa del flusso gelido non è ancora scolpita nella pietra. Minimi scostamenti nella posizione delle alte e basse pressioni potrebbero generare differenze sostanziali sugli effetti concreti al suolo. Le regioni più colpite, le zone dove la neve potrebbe cadere più abbondante, l’intensità reale del raffreddamento: sono tutti tasselli che necessitano di ulteriori verifiche nei prossimi aggiornamenti. La tendenza generale, tuttavia, appare segnata.
Credits






