
(TEMPOITALIA.IT) Le festività natalizie si aprono sotto il segno di un meteo perturbato, con l’ingresso di aria più fredda e un quadro atmosferico destinato a restare instabile per diversi giorni. Alla base di tutto c’è l’affondo di una saccatura atlantica sulla Penisola Iberica, una configurazione che favorisce il richiamo di correnti umide verso l’Italia e innesca condizioni di maltempo a partire dalle regioni occidentali.
La settimana di Natale comincia quindi con piogge frequenti e nevicate in montagna, in particolare sulle Alpi occidentali, dove sono attesi accumuli rilevanti. Un contesto che, fin da subito, assume un chiaro sapore invernale.
Bassa pressione nel Mediterraneo e afflusso di aria fredda
Nel cuore del Mediterraneo si sta approfondendo un vortice di bassa pressione tra Baleari e Sardegna, alimentato dal continuo afflusso di correnti più fredde di matrice orientale. Questo flusso, con moto retrogrado da est verso ovest sul Centro Europa, scorre lungo il bordo meridionale di un anticiclone nordico in ulteriore consolidamento sulla Scandinavia.
La persistenza della depressione mediterranea rappresenta l’elemento chiave. Parte dell’aria fredda in transito sull’Europa centro-occidentale riesce infatti a riversarsi anche sull’Italia, con effetti più marcati sulle regioni settentrionali. Tra Vigilia di Natale e Natale è atteso un calo delle temperature più deciso al Nord, accompagnato da un abbassamento della quota neve.
Neve in calo di quota al Nord
Con il raffreddamento in arrivo, il limite delle nevicate potrà scendere fino a quote collinari tra Piemonte, Liguria ed Emilia. Non si tratterà però di un bianco Natale in pianura, anche se durante i fenomeni più intensi la neve potrà spingersi localmente a quote insolitamente basse.
Sulle Alpi occidentali le nevicate risulteranno più continue e abbondanti, mentre sull’Appennino la neve resterà confinata alle quote medio-alte, almeno nella fase iniziale.
Un Natale instabile, poi un possibile miglioramento
Il quadro generale resta quello di un Natale instabile, spesso piovoso e con frequenti passaggi perturbati. Tuttavia, verso il fine settimana del 27-28 Dicembre, l’anticiclone potrebbe tentare una nuova espansione verso l’Italia, favorendo un miglioramento delle condizioni meteo e un graduale rialzo termico. Possibile una breve fase di föhn sul Nord Italia.
Le possibilità di freddo intenso sembrano quindi rimandate a una fase successiva, con scenari più significativi che potrebbero concretizzarsi non prima dell’inizio di Gennaio.
Evoluzione giorno per giorno
Nella giornata di oggi Martedì 23 Dicembre, il maltempo risulta più incisivo su Nord-Ovest, Emilia, regioni tirreniche e settori ionici, con piogge localmente abbondanti. La neve interessa le Alpi occidentali, con possibili sconfinamenti sotto i 1000 metri durante i rovesci più intensi, mentre sull’Appennino resta a quote più elevate.
Durante la Vigilia di Natale, le precipitazioni si estendono a tratti su Nord, Sardegna e regioni tirreniche. Il calo termico al Settentrione diventa più evidente e la quota neve scende fino alla bassa collina su Basso Piemonte ed Emilia.
Il giorno di Natale vede una spiccata variabilità, con precipitazioni intermittenti al Nord e sulle regioni del Sud, in particolare sui settori ionici.
Nella fase successiva, il maltempo tende ad attenuarsi, salvo residui disturbi tra Sud e Isole, mentre le temperature mostrano una graduale tendenza alla risalita.
Un Natale quindi grigio e dinamico, più invernale in montagna che in pianura, in attesa di capire se l’inizio del nuovo anno saprà riservare scenari più freddi e incisivi.
Crediti scientifici: Global Forecast System (GFS), Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF), ICON – Icosahedral Nonhydrostatic Model, AROME (TEMPOITALIA.IT)






