
La Porta Atlantica spalancata e l’inverno che arretra
(TEMPOITALIA.IT) Salutiamo Novembre e, quasi senza accorgercene, salutiamo anche quel freddo deciso che aveva dato l’illusione di un inverno partito in anticipo. L’atmosfera cambia ritmo: arrivano correnti oceaniche più miti, un respiro diverso, più umido, che lentamente si insinua nei bassi strati dove l’aria fredda si era adagiata negli ultimi giorni. Basta poco, un richiamo più dolce da ovest, e tutto si rimescola come acqua torbida dopo un sasso lanciato nel fiume.
Le temperature torneranno su valori più “normali”, nulla di eclatante, ma abbastanza da chiudere il sipario su questo anticipo d’inverno. Restano però le perturbazioni. Anzi, aumentano. E quell’aspetto tipicamente autunnale – piogge, nubi basse, vento teso – si riprenderà la scena quasi per intero.
Intanto, una vasta depressione nord-atlantica piazza il suo nucleo nei pressi del Regno Unito e si comporta come una grande porta spalancata sull’oceano: convoglia impulsi instabili verso l’Europa e fino al Mediterraneo, dove nuove saccature scenderanno in direzione della Penisola Iberica, innescando ulteriori vortici mediterranei. Uno dietro l’altro. Senza pause.
La prima perturbazione apre la strada alle altre
Un peggioramento è già in movimento, anche se l’ingresso sul nostro Paese si mostra più incerto del previsto. Una rimonta anticiclonica temporanea prova a frenarlo, a spingerlo un po’ più in là. Ma è una resistenza debole L’aria mite che avanza confina la neve in quota – sulle Alpi serviranno quote superiori ai 1000 metri – ed è un segnale abbastanza chiaro: l’inverno, per il momento, si ritira strategicamente.
Ma non finisce qui. Il flusso atlantico sembra avere altri assi nella manica. A metà della prossima settimana si profila un peggioramento più deciso, quello che i modelli definiscono un classico vortice mediterraneo, capace di concentrare il maltempo soprattutto sul Sud e sulle due Isole Maggiori. Un’altra storia, un altro capitolo, ma gli ingredienti restano gli stessi.
Verso il lungo Ponte dell’Immacolata con l’ombrello in mano
Il canale depressionario che attraverserà il Mediterraneo farà da calamita per ulteriori impulsi instabili. E, diciamolo, il lungo Ponte dell’Immacolata non si annuncia proprio brillante. La neve? Quasi esclusivamente in montagna. Solo a tratti, sulle Alpi, potrà scendere un po’ più in basso, e questo conferma l’impronta autunnale dello scenario.
Tra Sabato 6 e Domenica 7 Dicembre un nuovo sistema perturbato – collegato a un vortice che stazionerà sul Canale della Manica – dovrebbe raggiungere l’Italia. Le regioni tirreniche e il Nord dovrebbero essere le più esposte, ma sarebbe difficile trovare un angolo del Paese completamente estraneo a questo peggioramento. I modelli parlano di piogge diffuse, nubi compatte, vento moderato, insomma un quadro piuttosto uniforme.
Poi, ecco la sorpresa. Le ultime proiezioni lasciano intravedere un miglioramento proprio per Lunedì 8 Dicembre, giusto in tempo per la festa dell’Immacolata. Ma sarebbe, ancora una volta, un intervallo breve. I modelli vedono già altre perturbazioni pronte a inserirsi nel flusso atlantico, come vagoni agganciati a un treno senza sosta.
Credit: analisi basata sui più recenti aggiornamenti dei modelli ECMWF e NOAA – Global Forecast System.









