Il vortice ciclonico che ha condizionato le festività di Natale ha finalmente allentato la sua morsa sul bacino del Mediterraneo. Si chiude così una fase meteorologica estenuante e complessa, caratterizzata da un maltempo ostinato. Le regioni del Nord Italia sono state le più colpite, bersagliate da piogge incessanti e, in alcuni casi, estreme. I dati pluviometrici registrati tra Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna mostrano accumuli ben superiori alle medie stagionali. La situazione più critica si è verificata proprio in terra emiliana: tra la Vigilia e il giorno di Natale, in diverse zone tra il Bolognese e il Forlivese, sono caduti oltre 200 millimetri di pioggia. Una quantità d’acqua anomala per il mese di Dicembre, capace di provocare esondazioni e disagi diffusi. Ora, fortunatamente, la configurazione barica sta mutando. La depressione scivola verso ovest e, nelle prossime ore, l’Alta pressione inizierà la sua rimonta sull’Italia. Le ultime note instabili riguarderanno la Sardegna ancora per circa 24 ore, prima di lasciare spazio al sole anche sull’isola.

 

Pausa anticiclonica fino a fine anno

Ci attende un cambio di passo deciso. L’Alta pressione prenderà il comando delle operazioni tra Domenica 28, Lunedì 29 e Martedì 30 Dicembre, assicurando tre giornate di stabilità atmosferica su quasi tutto il Paese. Sarà una tregua preziosa dopo settimane di turbolenza. Oltre ai cieli sereni, assisteremo a un sensibile rialzo termico. Le temperature saliranno in modo marcato specialmente in montagna e sulle regioni del Centro-Sud Italia, favorite dal fenomeno della subsidenza tipico dei campi anticiclonici. Vivremo una parentesi mite che aiuterà i territori a smaltire l’acqua in eccesso, ma sarà una fase molto breve.

 

Svolta a San Silvestro: si riapre la porta fredda dei Balcani

Lo scenario sembra destinato a ribaltarsi nuovamente proprio nel passaggio tra il vecchio e il nuovo anno. A San Silvestro, le mappe meteo evidenziano un probabile, nuovo peggioramento. La causa va ricercata nell’attivazione di correnti fredde dai quadranti nord-orientali. La “porta dell’Est” tornerà a spalancarsi con l’inizio del 2026, convogliando masse d’aria di origine artico-continentale verso il Mediterraneo. I primi impulsi gelidi provenienti dai Balcani potrebbero investire la Penisola già dal 31 Dicembre, innescando la genesi di una depressione fredda proprio sulle regioni del Centro-Sud Italia. Un minimo barico veloce, ma capace di riportare precipitazioni diffuse.

 

Meteo instabile e neve a quote collinari

Il passaggio più critico è atteso per il giorno di Capodanno. Le proiezioni attuali disegnano un quadro instabile, con rovesci e piogge che bagneranno gran parte del versante adriatico e il Meridione, colpendo Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. In questo contesto dinamico, l’ingresso dell’aria fredda farà crollare la quota neve. Sul medio versante dell’Adriatico, in particolare lungo la dorsale dell’Appennino abruzzese e molisano, i fiocchi potrebbero spingersi a quote molto basse, localmente fino a 200–300 metri. Anche nelle zone interne di Puglia e Basilicata la neve potrebbe imbiancare i rilievi collinari. Al Nord Italia e sul medio-alto Tirreno, invece, il tempo dovrebbe mantenersi più asciutto e stabile, ma in un contesto climatico decisamente rigido.

 

È doveroso sottolineare che questa evoluzione tra San Silvestro e Capodanno necessita di ulteriori conferme. La situazione è fluida e basta una piccola variazione nella traiettoria delle correnti orientali per modificare gli effetti al suolo. Tra le varie ipotesi al vaglio dei meteorologi, c’è anche quella di un’irruzione gelida ancora più massiccia nei primissimi giorni del 2026, che potrebbe estendere le nevicate e abbassare ulteriormente le quote anche sul resto del Centro-Sud.

Fonti e Riferimenti Scientifici Internazionali