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Febbraio, arriva il GELO estremo? Lo split del Vortice Polare cambia lo scenario

Luca Martini di Luca Martini
31 Gen 2026 - 12:30
in A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) L’instabilità atmosferica, alimentata dalle correnti dell’Oceano Atlantico, prosegue nel dominare il panorama meteorologico di questo fine gennaio. Il grande inverno si è manifestato soltanto a brevi intervalli, specialmente nelle prime battute del mese, per poi affievolirsi progressivamente. Nonostante questa parziale latitanza del freddo pungente, abbiamo vissuto una fase dinamica caratterizzata da precipitazioni molto generose.

Possibile ritorno del grande Inverno

Attualmente, il rigore stagionale fatica a imporsi su buona parte del Continente Europeo, con le temperature più basse che restano confinate alle latitudini più elevate. Tuttavia, nei prossimi giorni si attende un raffreddamento significativo sulle nazioni dell’Europa Orientale, dove il flusso oceanico incontrerà la resistenza di un’area di Alta Pressione posizionata tra la Scandinavia e la Russia.

Le ondate di freddo più intenso, finora, hanno preferito colpire il Nord America e il comparto dell’Asia. Sarà necessario attendere ancora, ma le proiezioni indicano che gli scenari potrebbero evolvere verso configurazioni marcatamente invernali anche per l’Europa nel corso del prossimo mese, a causa di specifiche dinamiche atmosferiche.

 

La porta atlantica resta aperta nella prima decade del mese

La prima metà di Febbraio non sembra voler introdurre stravolgimenti immediati, il flusso dell’Oceano Atlantico manterrà il controllo della scena, continuando a spingere nuovi sistemi perturbati senza sosta verso il Mar Mediterraneo e l’Italia. Questa situazione coinvolgerà in modo diretto anche l’Europa Occidentale, mantenendo quella che gli esperti definiscono la porta atlantica completamente spalancata.

In questo contesto, non si prevedono crolli termici drastici, sebbene infiltrazioni d’aria più fredda verso il Nord Italia potrebbero interagire con le perturbazioni in arrivo. Tali condizioni favoriranno nevicate a quote localmente basse, fenomeni che si verificheranno per il sovrascorrimento di aria umida sopra uno strato d’aria più fredda preesistente al suolo.

 

Le manovre del vortice polare e l’ipotesi dello stratwarming

Una riscossa significativa della stagione fredda potrebbe concretizzarsi nella seconda metà di Febbraio, in attesa che si verifichi un mutamento sostanziale della circolazione generale. Il Vortice Polare rischia infatti di collassare sotto la spinta di un doppio riscaldamento nella Stratosfera, si ipotizza un possibile split, ovvero la divisione in due lobi distinti, sebbene tale scenario richieda ancora conferme definitive.

Questa complessa dinamica ha il potenziale di trasportare gelo e neve verso l’Italia, a patto che si verifichi una perfetta sincronia tra i vari parametri atmosferici. Attualmente, la struttura del Vortice Polare appare già deformata e assottigliata rispetto alla sua consueta forma ellittica, con un asse che favorisce la discesa di masse d’aria gelida verso il Nord America.

La trasmissione di questo scompiglio dalla Stratosfera alla Troposfera rappresenta il passaggio cruciale per assistere a effetti tangibili alle quote inferiori, aprendo la strada a una fase di gelo intenso anche verso l’Europa. Ciò che accade nei piani alti dell’atmosfera risulta determinante per l’evoluzione del tempo a terra, nel momento in cui avviene una connessione efficace tra i diversi strati.

Un evento di stratwarming, ovvero un riscaldamento stratosferico di forte entità, figura tra i fenomeni più osservati dai centri di ricerca. Un tale innalzamento termico può indebolire o frantumare il Vortice Polare Stratosferico, innescando fasi invernali estremamente rigide fin sul Mar Mediterraneo. Si tratta di una possibilità concreta, sebbene non vi sia una certezza matematica del suo verificarsi.

Le ondate di gelo che sono rimaste nella storia sono spesso scaturite da questi eventi eccezionali, motivo per cui è fondamentale monitorare costantemente la situazione. Non è detto che il gelo e la neve colpiscano l’intera Penisola, ma il finale di stagione possiede potenzialità notevoli, capaci di imprimere un segno indelebile sul meteo dell’ultima parte di Febbraio.

 

Credit: (TEMPOITALIA.IT)

  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • Met Office UK
  • Météo-France
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Tags: freddo siberianogelo italiameteo febbraiomodelli matematicineve pianuraprevisioni europastratwarming invernovortice polare
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Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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