L’Europa nella morsa del gelo, Italia al confine tra masse d’aria
(TEMPOITALIA.IT) Buona parte del Vecchio Continente sta facendo i conti con uno scenario meteorologico crudo e pienamente invernale. All’origine di questa fase rigida troviamo un immenso serbatoio di aria artica, che si è depositato e ulteriormente raffreddato al suolo dopo aver stazionato a lungo sulla Pianura Danubiana. Si tratta di un processo lento ma estremamente efficace, capace di generare valori termici eccezionalmente bassi, raramente osservati con tale estensione geografica negli ultimi anni.
L’Italia, almeno per il momento, ne viene coinvolta solo marginalmente. Il nostro Paese si trova posizionato lungo il ramo attivo del fronte polare, ovvero quella linea di confine turbolenta dove le correnti artiche impattano contro flussi più miti e umidi di matrice subtropicale. È proprio in questa zona di convergenza che si generano, quasi senza sosta, i sistemi perturbati responsabili dell’attuale instabilità.
Un paese spaccato in due: nord nel freezer, sud quasi estivo
La situazione appare decisamente frammentata. Al Nord regna il freddo secco e pungente, caratterizzato da termometri in discesa ma scarse precipitazioni, sintomo di una massa d’aria stabile e povera di umidità. Discorso diverso per il Centro, che si trova esattamente nel cuore della zona di contrasto. Qui il maltempo colpisce con maggior frequenza, portando piogge e un contesto climatico fino a ieri ancora mite, ma già da oggi in via di marcato raffreddamento, specie sul versante adriatico.
Al Sud, la risalita di correnti calde ha mantenuto le temperature ben al di sopra delle medie stagionali, con picchi che hanno varcato la soglia dei 20°C tra la Calabria e la Sicilia. Un’anomalia termica evidente, destinata tuttavia a rientrare bruscamente. Già a partire dall’Epifania, infatti, il freddo inizierà la sua marcia verso le latitudini meridionali, stravolgendo lo scenario.
La svolta tra il 7 e l’8 Gennaio con neve a bassa quota
Nei giorni che seguiranno la festività dell’Epifania, la configurazione barica subirà un mutamento radicale. Un vortice di bassa pressione tenderà ad approfondirsi sul Basso Tirreno, per poi scivolare verso i Balcani e il Mar Egeo. Questa manovra attiverà un intenso richiamo di correnti artiche che, tra Mercoledì 7 e Giovedì 8 Gennaio, investiranno in pieno anche le regioni del Mezzogiorno.
Gli effetti saranno tangibili. Le nevicate a quote basse, finora relegate ad alcuni settori dell’Appennino Centrale, andranno ad estendersi lungo gran parte della dorsale montuosa. Durante l’apice dell’irruzione fredda, rovesci nevosi potranno spingersi fino alle aree collinari delle Isole Maggiori, coinvolgendo prima la Sardegna e successivamente i rilievi settentrionali della Sicilia. Un segnale inequivocabile di un attacco invernale ben organizzato.
Temperature in picchiata: atteso un tonfo di 12°C
Il raffreddamento risulterà particolarmente brusco al Centro-Sud, mentre al Nord il clima si manterrà su standard già rigidi. In diverse zone interne delle Regioni Adriatiche, la colonnina di mercurio subirà un crollo verticale, perdendo fino a 10-12°C rispetto ai valori registrati nelle ore precedenti. Proprio in questi settori, in concomitanza con i fenomeni più intensi, i fiocchi bianchi potrebbero abbassarsi notevolmente di quota, arrivando a lambire le pianure.
Il gelo, dopo aver dominato a lungo sull’Europa continentale, compirà quindi una veloce incursione anche sullo Stivale. Non si tratterà di una fase lunghissima, ma sarà sufficientemente intensa da lasciare il segno. E l’evoluzione meteo non si fermerà qui.
Weekend movimentato tra risalite miti e nuovi affondi freddi
Verso la fine della settimana, il quadro atmosferico rimarrà estremamente dinamico. Un temporaneo richiamo di aria più mite anticiperà una nuova pulsazione artica, magari meno violenta della precedente, ma comunque capace di riportare instabilità e un nuovo calo termico. Si prospetta quella classica alternanza tipica delle fasi invernali mobili, dove il freddo non riesce a imporsi in modo statico e continuativo, ma ritorna ciclicamente a più riprese.
Fonti e approfondimenti internazionali:







