Inizio anno tra freddo artico e dinamismo atmosferico
(TEMPOITALIA.IT) La prima parte del mese ha mostrato un volto crudo e tipicamente invernale su tutta l’Italia, caratterizzata da una successione rapida di fronti perturbati nord-atlantici e da continue irruzioni di aria artica. Si è trattato di un contesto assai vivace, a tratti severo, che ha regalato giornate di ghiaccio e una marcata instabilità. L’evento più significativo rimane senza dubbio quello dell’Epifania, quando la neve si è spinta fino alle pianure del Nord-Est e a quote collinari tra Centro e Sud.
Un segnale inequivocabile di un’atmosfera tutt’altro che ferma. Questa fase rigida, tuttavia, non ha ancora esaurito le sue cartucce. Tra oggi e Lunedì 12 Gennaio è infatti previsto un ulteriore impulso instabile, scortato ancora da temperature basse e fiocchi bianchi a quote decisamente interessanti. A questo punto sorge spontanea una domanda: che fine ha fatto l’alta pressione?
Anticiclone debole e scenario ancora instabile
In questo incessante balletto di perturbazioni e sbalzi termici, la stabilità ha recitato un ruolo da comparsa. Un suo ritorno è atteso per la prossima settimana, ma si tratterà di una figura barica fragile e temporanea. Nulla di paragonabile ai possenti anticicloni nordafricani che, negli anni passati, hanno spesso egemonizzato il mese di Gennaio.
Nello specifico, il rialzo della pressione sarà causato dal richiamo caldo innescato da una profonda depressione atlantica che punterà la Penisola Iberica a partire dal 12 Gennaio. La rimonta del promontorio subtropicale abbraccerà principalmente il Centro-Sud e le Isole Maggiori, lasciando invece il Nord in una posizione più marginale ed esposta. Una dinamica già osservata in passato, che raramente è sinonimo di bel tempo duraturo.
Clima più mite al Sud ma senza eccessi
L’incremento delle temperature sarà tangibile, specialmente sulle regioni meridionali e sulle due Isole Maggiori. Le analisi più recenti stimano valori oscillanti tra 14°C e 16°C su vaste aree del Mezzogiorno, con possibili picchi di 17°C tra la Sardegna e la Sicilia settentrionale a partire da Mercoledì 14 Gennaio. È bene chiarire che non ci troviamo di fronte a scenari primaverili: le condizioni non permetteranno alla colonnina di mercurio di avvicinarsi ai 20°C.
Il momento più gradevole è atteso tra il 14 e il 15 Gennaio, una breve parentesi più dolce dopo giorni di gelo. Esiste però un risvolto della medaglia meno rassicurante. Con queste configurazioni subtropicali, il riscaldamento risulta marcato in quota. Sull’Appennino centro-meridionale, attorno ai 1500 metri, si potrebbero toccare i 7°C, con conseguenze inevitabili sul manto nevoso recente. Un problema concreto, seppur circoscritto temporalmente, dato che la fase mite non dovrebbe oltrepassare le 48 ore.
Dal 14 Gennaio svolta con maltempo severo
Lo scenario meteorologico cambierà volto rapidamente. Già da Mercoledì 14 Gennaio la copertura nuvolosa tornerà a compattarsi sul Nord e sul medio-alto Tirreno, sintomo inequivocabile dell’avvicinamento di una nuova perturbazione atlantica. Il maltempo riconquisterà terreno sul Mediterraneo, estendendosi successivamente anche alle regioni centrali e infine al Sud tra il 15 e il 16 Gennaio.
Le piogge e i rovesci, che localmente potranno risultare intensi, avranno il compito di spazzare via la debole alta pressione, ripristinando condizioni di instabilità diffusa. Le aree occidentali, dalla Liguria fino al Lazio, insieme a settori settentrionali come l’alto Piemonte, la Lombardia, il Trentino-Alto Adige e il Veneto, appaiono come le zone maggiormente esposte ai fenomeni. Anche l’Appennino Emiliano rientra tra le aree sotto la lente d’ingrandimento.
Accumuli ingenti e tanta neve sulle Alpi
La tregua dalle precipitazioni sarà dunque effimera. Sulle regioni settentrionali l’aumento termico sarà contenuto e seguito da un nuovo calo delle temperature, accompagnato dal ritorno di nubi e piogge già dal 14 Gennaio. Nella seconda parte della settimana, segnatamente tra Giovedì 15 e Sabato 17 Gennaio, gli accumuli pluviometrici potrebbero oltrepassare i 100 millimetri sui settori del medio-alto Tirreno. Sulle Alpi, invece, è attesa neve abbondante, a conferma di una stagione invernale che continua a manifestare tratti decisamente dinamici e perturbati.
Credits e fonti internazionali
- ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts): Forecasts and Analysis
- NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration): Global Forecast System
- Met Office (UK): Global Weather Models
- Météo-France: Prévisions et climatologie






