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Inverno di nuovo in crisi? L’anticiclone ferma il gelo, quanto durerà

Antonio Romano di Antonio Romano
08 Gen 2026 - 09:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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L’inverno mostra i muscoli sull’Italia

(TEMPOITALIA.IT) La stagione fredda, quella autentica, ha finalmente deciso di alzare la voce dopo settimane di lunga attesa. Se il mese di Dicembre si era congedato con una sequenza di giornate miti, dominate da un campo di alta pressione invadente e poco incline a dinamiche rigide, Gennaio ha inaugurato l’anno nuovo con un passo decisamente diverso. L’atmosfera ha cambiato registro in modo netto, quasi brusco, convogliando sul Mediterraneo masse d’aria artica capaci di ribaltare completamente lo scenario meteorologico.

Gli effetti sono stati tangibili ovunque. Un calo termico marcato, venti tesi e nevicate che si sono spinte fino in pianura hanno riportato configurazioni che, negli ultimi inverni, erano divenute una rarità. Non solo sulle regioni settentrionali, ma anche su vaste aree del Centro e persino lungo i litorali dell’Adriatico, la neve è tornata a fare la sua comparsa con accumuli localmente significativi. Un segnale inequivocabile di come la circolazione atmosferica abbia ritrovato, seppur temporaneamente, una coerenza con il cuore della stagione invernale. Ora però il quadro è pronto a mutare nuovamente. Già dalla prossima settimana, l’Anticiclone tornerà a premere con decisione sul bacino del Mediterraneo, imponendo una fase più stabile e decisamente più mite.

 

Gennaio tra dinamiche invernali e irruzioni fredde

L’irruzione artica che ha colpito l’Italia all’inizio dell’anno ha rappresentato un evento meteorologico di rilievo. Aria molto fredda in quota e isoterme negative diffuse hanno favorito rovesci nevosi fino a quote pianeggianti, colpendo duramente il versante adriatico e le zone interne del Centro-Nord. La colonnina di mercurio è precipitata, registrando valori ben al di sotto delle medie stagionali anche sulle regioni meridionali.

In alcune località costiere dell’Adriatico i fiocchi sono caduti a pochi metri dal mare, restituendo la misura dell’intensità dell’evento. Questa fase non si esaurirà immediatamente. L’assetto barico attuale, caratterizzato da una circolazione depressionaria sul Mediterraneo e da afflussi freddi di origine polare, manterrà condizioni spiccatamente invernali ancora per alcuni giorni. Fino al weekend, il tempo resterà instabile, con rovesci sparsi, venti sostenuti e nuove nevicate sui rilievi.

 

Weekend ancora freddo. Poi la svolta

Tra Sabato e Domenica una seconda pulsazione fredda interesserà il nostro Paese. Pur non trattandosi di una colata gelida paragonabile alla precedente, l’impianto rimarrà invernale. Aria fredda in quota, instabilità diffusa e precipitazioni irregolari caratterizzeranno soprattutto il Centro-Sud, mentre il Nord rimarrà parzialmente ai margini dei fenomeni, complice una disposizione delle correnti poco favorevole. Le temperature resteranno basse e la neve continuerà a imbiancare i rilievi a quote collinari.

Proprio quando questo assetto sembrerà stabilizzato, i modelli numerici delineano un cambiamento netto. Dall’inizio della prossima settimana, la circolazione atmosferica sull’Europa occidentale e sul Mediterraneo subirà una profonda riorganizzazione.

 

L’onda anticiclonica risale dall’Atlantico

Il motore del cambiamento va ricercato sull’Atlantico. Un nuovo vortice depressionario tenderà ad approfondirsi sul Vicino Atlantico, in prossimità delle Isole Britanniche e della Francia. Questa dinamica stimolerà correnti occidentali più tese, favorendo la risalita di un’onda anticiclonica verso il Mediterraneo centro-occidentale, coinvolgendo progressivamente anche l’Italia. Questo meccanismo chiuderà la porta alle irruzioni fredde dirette verso il nostro bacino, deviando il flusso gelido verso l’Europa orientale.

Il risultato sarà il ritorno dell’alta pressione, con un aumento della stabilità atmosferica e una graduale risalita delle temperature. Un passaggio che segna una pausa evidente rispetto alla fase cruda appena vissuta.

 

Temperature in aumento. Ma con differenze

La rimonta anticiclonica non avrà effetti uniformi su tutto il territorio nazionale. Le temperature saliranno, ma con modalità differenti tra Nord e Sud. Nelle regioni settentrionali, specialmente in pianura, il freddo accumulato nei bassi strati tenderà a resistere più a lungo a causa di possibili inversioni termiche e ventilazione debole.

Al Centro-Sud, invece, l’effetto della massa d’aria più mite sarà rapido. Le temperature massime potranno riportarsi su valori decisamente sopra la media, con punte che sulle Isole Maggiori e su alcune regioni meridionali potrebbero sfiorare i 18–19°C. Un’anomalia termica rilevante per il mese di gennaio.

 

Una pausa destinata a durare poco

Le simulazioni indicano che già verso la metà della prossima settimana, tra Martedì e Giovedì, il campo anticiclonico potrebbe mostrare segni di cedimento. Dall’Atlantico è atteso l’avvicinamento di un nuovo sistema perturbato, capace di disturbare la stabilità soprattutto sulle regioni del Centro-Nord. Il contesto termico resterà mite, ma il ritorno delle precipitazioni segnerebbe la fine della fase stabile.

Un elemento cruciale rimane la persistenza del gelo intenso sull’Europa orientale e sulla Russia. Qui il serbatoio di aria fredda continua a rimanere attivo, un dettaglio che potrebbe rivelarsi determinante nella seconda parte del mese per nuovi scambi meridiani.

 

Credits

  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • Met Office – UK National Weather Service
  • DWD – Deutscher Wetterdienst
  • Météo-France

  (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: anticiclone africanofreddo russiainverno dinamicometeo gennaioneve adriaticoprevisioni Italiatemperature rialzo
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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