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Ciclone polare tra Venerdì e Domenica, dove il maltempo picchierà più duro

Luca Martini di Luca Martini
08 Gen 2026 - 10:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Tra venerdì 9 e domenica 11 torna l’inverno vero

(TEMPOITALIA.IT) Nel periodo compreso tra Venerdì 9 gennaio e Domenica 11 gennaio si profila una fase di forte maltempo che, tuttavia, non interesserà l’Italia in modo omogeneo. Il punto focale della previsione risiede proprio in questa dicotomia: avremo un quadro generale prettamente invernale, ma con impatti decisamente differenti da una zona all’altra. Le temperature crolleranno su valori molto bassi quasi ovunque, questo è certo. Tuttavia, le precipitazioni più organizzate e intense si concentreranno quasi esclusivamente sulle regioni del Sud.

Al Nord, invece, il freddo assumerà caratteristiche più “secche”, ma si farà sentire con vigore. In diverse aree del Settentrione si faticherà a superare la soglia degli 0°C anche durante le ore centrali della giornata, un dettaglio non trascurabile poiché stabilizza la colonna d’aria nei bassi strati, riducendo drasticamente la probabilità di piogge diffuse in pianura.

 

L’evoluzione: un vortice ciclonico punta il centro-sud

A partire dal pomeriggio di Venerdì 9 gennaio, un massiccio ingresso di aria artica proveniente dal Nord Europa, gelida e instabile, favorirà la genesi di un vortice ciclonico proprio sul bacino centrale del Mediterraneo. Non si tratterà necessariamente di un ciclone “profondo” in termini di pressione barica, ma la miscela esplosiva tra aria fredda in quota, superficie marina ancora relativamente mite e convergenze dei venti al suolo sarà più che sufficiente per innescare una fase di maltempo insistente.

L’attenzione massima va posta dove l’orografia e l’esposizione alle correnti fungono da moltiplicatore dei fenomeni. Centro e Meridione dovranno fronteggiare precipitazioni diffuse, a tratti violente, in un contesto favorevole a rovesci persistenti. Le aree che, allo stato attuale, appaiono più a rischio sono la Campania e la Calabria: proprio su questi territori si concentrano le condizioni ideali per precipitazioni abbondanti, con un rischio di nubifragi che non va assolutamente sottovalutato. Anche la Sicilia rimane nel mirino del peggioramento, con temporali e fasi di pioggia battente, specialmente sui settori maggiormente esposti ai flussi perturbati.

 

Neve a bassa quota: ecco dove può spingersi

Il brusco calo termico associato all’ingresso freddo renderà nuovamente possibile la comparsa della neve a quote decisamente basse. Al Meridione, la quota neve è stimata generalmente tra i 300 e i 700 metri, un valore coerente con un afflusso freddo non eccezionale nei bassi strati, ma molto incisivo in quota. Sul medio e basso versante dell’Adriatico, durante le fasi più crude e in presenza di precipitazioni sufficienti, i fiocchi potranno spingersi fino alle quote collinari, riportando scenari pienamente invernali anche lontano dalle cime appenniniche. Non accadrà ovunque e non con continuità, ma il potenziale per eventi nevosi coreografici è concreto.

 

Nord quasi ai margini, ma attenzione alle Alpi

Lo scenario cambia radicalmente volgendo lo sguardo al Nord. Qui la perturbazione organizzata tenderà letteralmente a “saltare” gran parte delle pianure, lasciando spazio a un tempo più stabile, spesso soleggiato, seppur disturbato da qualche velatura. Il segnale più interessante riguarda però le Alpi di confine, dove lo scontro tra l’aria fredda e gli apporti umidi d’oltralpe potrà favorire nevicate abbondanti e accumuli localmente rilevanti sui rilievi di confine. In Valle Padana la probabilità di precipitazioni diffuse rimane al momento molto bassa. Qualche episodio nevoso estremamente localizzato potrebbe interessare le aree pedemontane, ma l’impostazione generale del modello prevede un “buco precipitativo” sul Settentrione, fatta eccezione per i settori alpini più esposti ai flussi settentrionali.

 

Venti di burrasca e mareggiate: il ruolo del maestrale

Oltre alla pioggia e alla neve, il weekend vedrà un altro protagonista assoluto: il vento. Il maestrale soffierà freddo e a tratti impetuoso, con raffiche che potranno agevolmente superare i 100-110 km/h sulla Sardegna e sulla Sicilia. Un valore notevole che, di fatto, aumenta il rischio di disagi e rende molto più severa la percezione fisica del freddo (effetto wind chill), anche nelle zone dove non pioverà.

Sul comparto tirrenico entrerà in gioco anche una ventilazione più occidentale, con un libeccio localmente intenso, in particolare nella giornata di Sabato 10 gennaio. Con questa configurazione barica diventano molto probabili mareggiate lungo le coste esposte del Ligure e Tirreno, con particolare allerta per Liguria, Toscana, Lazio, Campania e Calabria. Si prevede mare molto mosso o agitato con un impatto marcato sui tratti costieri aperti: un dettaglio che spesso fa la differenza tra un semplice peggioramento e una situazione potenzialmente problematica per le attività marittime.

 

Da lunedì 12 gennaio possibile attenuazione

A partire da Lunedì 12 gennaio lo scenario meteorologico potrebbe subire una variazione. È attesa una graduale cessazione dei fenomeni più organizzati accompagnata da un aumento delle temperature, segnale di una progressiva perdita di efficacia dell’afflusso freddo. Non è detto che la situazione diventi stabile ovunque nell’immediato, ma i modelli indicano chiaramente l’avvio di una fase meno aggressiva rispetto a quella prevista per il fine settimana.

Credits

  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • Met Office – UK National Weather Service
  • Météo-France
  • DWD – Deutscher Wetterdienst

  (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: maestrale fortemaltempo intensomareggiate tirrenometeo weekendneve collinaventi burrascavortice ciclonico
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Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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