(TEMPOITALIA.IT) Le condizioni meteorologiche stanno subendo una brusca virata in queste ore su gran parte dell’estremo Meridione e sulle Isole Maggiori, per via del ciclone nordafricano ampiamente previsto nei giorni scorsi. Non sarà solamente la pioggia a caratterizzare questo inizio di settimana, poiché dovremo confrontarci con raffiche impetuose di scirocco che inizieranno a soffiare vigorosamente in questo lunedì 19 gennaio 2026, provocando mareggiate di proporzioni eccezionali pronte ad accanirsi su diversi settori dello Stivale.
Il ciclone mediterraneo genera mareggiate eccezionali sulle coste meridionali
Il centro di bassa pressione si sta posizionando stabilmente sul Canale di Sardegna, esattamente tra l’Isola e la Tunisia. In quest’area il vortice si approfondisce in maniera repentina, assumendo a tutti gli effetti i connotati di un ciclone mediterraneo che, dai quadranti sud, orientali, richiama venti di burrasca destinati a percorrere l’intero Mediterraneo centrale, partendo dalle coste del Mar Libico fino al Canale di Sicilia.
Si parla di folate davvero rilevanti, capaci di superare i 100 chilometri orari, in particolare tra Malta, Pantelleria, Lampedusa e Linosa. Si tratta di vere e proprie raffiche di tempesta che colpiscono duramente anche la Sicilia, la Calabria meridionale e la parte sud della Sardegna, dove la velocità del vento oscilla tra gli 80 e i 90 chilometri orari.
Venti di tempesta e onde fino a nove metri nel canale di sicilia
Proprio questa spinta incessante dello scirocco risulta responsabile di una mareggiata imponente, come raramente si è visto negli ultimi anni in questo spicchio di mare. Le forti correnti calde e umide attraversano una porzione di superficie marina lunga oltre 700 chilometri, un fenomeno tecnico definito fetch, che favorisce lo sviluppo di un moto ondoso fuori dal comune.
Le creste marine tendono a crescere in modo progressivo fino a raggiungere i 7 o addirittura gli 8 metri sui litorali della bassa Calabria, della Sicilia orientale e meridionale e delle coste sarde del sud. Sono stime che inducono alla massima prudenza, in quanto i tratti costieri più fragili e quelli maggiormente esposti alla furia degli elementi potrebbero riportare danneggiamenti pesanti.
Le province maggiormente esposte alla furia del mare
Secondo le analisi più recenti dei principali centri di calcolo, la situazione appare critica lungo le coste di undici province distribuite tra il settore ionico calabrese e siciliano, lungo il canale di Sicilia e e tra il sud e l’est Sardegna. I litorali calabresi, siciliani e sardi dovranno fronteggiare l’energia delle onde per tutto il periodo compreso tra oggi e martedì 20 gennaio, con il mare che continuerà a flagellare le barriere protettive e le infrastrutture vicine al bagnasciuga.
Situazione critica anche sulle isole del Canale di Sicilia
Le mareggiate più pericolose, tuttavia, si concentrano sulle piccole Isole del Canale di Sicilia, dove la forza del vento non trova ostacoli. A Lampedusa, Linosa, Pantelleria e Malta si attendono onde che possono sfiorare i 9 metri di altezza. Per tutta la giornata odierna e quella di domani, lo scenario rimarrà pressoché invariato, mentre un graduale e lento miglioramento con l’attenuazione del moto ondoso è previsto soltanto a partire da mercoledì 21 gennaio.
Credit e fonti autorevoli internazionali
- NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration): ncep.noaa.gov
- ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts): ecmwf.int
- Severe Weather Europe (Analisi meteorologica estrema): severe-weather.eu
- Copernicus Marine Service (Monitoraggio oceano e mari): marine.copernicus.eu






