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Home A La notizia del Giorno

Meteo, gelo russo in ritirata, per ora… ma Gennaio promette altre sorprese

Antonio Romano di Antonio Romano
11 Gen 2026 - 10:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Un Inverno vecchio stile

(TEMPOITALIA.IT) La prima frazione del mese di Gennaio va in archivio lasciando in eredità un quadro meteorologico decisamente rigido e anomalo rispetto al trend degli ultimi anni per gran parte della Italia. Abbiamo assistito a temperature spesso inferiori alle medie stagionali, passaggi perturbati in serie, piogge diffuse e, soprattutto, diversi episodi nevosi che si sono spinti fino in pianura, come l’evento che ha imbiancato l’Emilia-Romagna durante l’Epifania. Un avvio d’anno che ha rispolverato caratteristiche invernali che sembravano ormai dimenticate. Tuttavia, l’atmosfera è in procinto di cambiare pelle, inaugurando una fase decisamente meno cruda.

 

Ultimo sussulto freddo tra Domenica e Lunedì

Proprio in queste ore, una nuova perturbazione di matrice nord-atlantica, alimentata da correnti di aria artica, sta traversando lo Stivale. La fase più acuta di questo peggioramento è prevista tra oggi Domenica 11 e la giornata di Lunedì 12 Gennaio, momento in cui i venti settentrionali spazzeranno con vigore le regioni del versante Adriatico e tutto il Sud.

La conseguenza diretta sarà un repentino crollo termico, con valori minimi che scivoleranno sotto lo zero e la comparsa di fiocchi di neve sporadici fino alle quote di pianura. Va precisato, però, che si tratterà di un episodio tanto rapido quanto marginale. Non sono attesi accumuli di rilievo né in pianura né in collina, sebbene qualche centimetro di manto bianco potrebbe depositarsi sull’Appennino centro-meridionale per effetto “stau”. Un classico colpo di coda invernale destinato a esaurirsi in un battito di ciglia.

 

L’Atlantico prende il comando delle operazioni

Immediatamente dopo questo passaggio, l’aria fredda batterà in ritirata verso est, scacciata dalla prepotente risalita dell’alta pressione subtropicale pronta a riconquistare il Mediterraneo centrale. L’impatto di questa nuova figura barica sarà particolarmente evidente sulle regioni meridionali durante la settimana entrante, dove il freddo pungente lascerà il posto a una stabilità più marcata.

Osservando la situazione a livello sinottico, assisteremo a un vero e proprio riassetto degli equilibri tra Atlantico ed Europa. Il serbatoio di gelo continentale, attualmente parcheggiato sull’Est Europa, arretraperà verso la Russia e il circolo polare Artico, mentre un vasto campo di alta pressione abbraccerà buona parte dell’Europa centro-orientale. Contestualmente, le correnti occidentali riprenderanno a scorrere fluide, pilotando un flusso atlantico decisamente più attivo verso l’Europa occidentale. Per la Italia, questo si tradurrà in una parentesi più stabile e mite tra il 14 e il 15 Gennaio, seguita però dal ritorno di nubi e piogge di stampo oceanico, in un contesto termico più dolce.

 

Seconda decade mite, ma occhio al finale di mese

Tutta la seconda parte del mese, indicativamente fino al 20 Gennaio, sembra orientata a seguire uno schema dettato dalle correnti oceaniche. Le perturbazioni atlantiche bagneranno non solo la Italia, ma anche vaste porzioni dell’Europa centro-occidentale, mantenendo l’aria gelida russa confinata nelle sue terre d’origine. In questa fase, il freddo proveniente da Est sarà il grande assente e le temperature si manterranno su valori consoni o addirittura leggermente superiori alle medie del periodo.

Tuttavia, allungando lo sguardo verso la terza decade, lo scenario potrebbe subire un nuovo ribaltone. Le proiezioni a lungo termine dei modelli matematici suggeriscono una possibile riapertura della “porta del freddo” verso la fine di Gennaio. Il Vortice Polare potrebbe infatti mostrare segni di cedimento, favorendo l’elevazione dell’alta pressione delle Azzorre verso il Portogallo, la Spagna, la Francia e la Gran Bretagna.

Una simile configurazione, nota come blocco atlantico, spianerebbe la strada a una discesa di masse d’aria artico-continentale dalla Scandinavia e dalla Russia dirette proprio verso l’Europa e il bacino del Mediterraneo. Si tratta di un’ipotesi da monitorare con estrema attenzione, poiché potenzialmente capace di riportare il crudo inverno e la neve sul nostro Paese proprio sul finire del mese.

 

Credits e fonti internazionali (TEMPOITALIA.IT)

  • ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts): Extended range forecasts
  • NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration): Climate Prediction Center
  • Met Office (UK): Global weather guidance
  • Météo-France: Prévisions et tendances
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Tags: alta pressionefreddo articogelo russometeo gennaioneve appenninoperturbazioni atlanticheprevisioni Italiavortice polare
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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