
(TEMPOITALIA.IT) Considerando che mancano circa sette giorni al fatidico appuntamento, quanto stiamo per illustrare non ha la pretesa di rappresentare una previsione certa, l’arco temporale è infatti ancora troppo esteso e, a causa dei continui mutamenti nelle simulazioni quotidiane, dobbiamo necessariamente parlare di un semplice orientamento evolutivo. Possiamo però confermare, almeno per il momento, la persistenza di una vivace attività depressionaria oceanica, questo è un elemento fondamentale, sappiamo infatti che in presenza di una circolazione di questo tipo, prevalentemente zonale, difficilmente si verificano ondate di gelo rilevanti sull’Italia.
L’analisi della tendenza climatica per fine gennaio
Bisogna ammettere che nella prima fase della prossima settimana si verificherà una parziale intrusione di aria fredda di matrice polare, con un conseguente abbassamento delle temperature medie soprattutto al Centro Nord, ma tale scenario non ha nulla a che vedere con le irruzioni di aria artica o con l’ondata di gelo che sta per colpire duramente l’Europa Settentrionale e le Isole Britanniche.
I più recenti aggiornamenti dei centri di calcolo confermano la presenza di una vasta area ciclonica posizionata a ridosso dell’Europa Occidentale, le maglie di questa depressione, con ogni probabilità, continueranno ad avvolgere il Bacino del Mediterraneo centro occidentale, determinando condizioni di brutto tempo persistente su molte regioni.
Il meteo durante i Giorni della Merla
È molto probabile, dunque, che i celebri Giorni della Merla possano essere contraddistinti da una spiccata instabilità meteorologica, ma per quanto riguarda i valori termici non sembrerebbero esserci i presupposti per un crollo del termometro degno di nota. Analizzando le proiezioni termiche per la fine di gennaio, si evincono infatti temperature sostanzialmente in linea con le medie del periodo, senza alcuna anomalia eclatante verso il freddo estremo.
In realtà, esiste una voce fuori dal coro rappresentata dal modello americano GFS, tuttavia, questa ipotesi non suggerisce l’arrivo del gelo, bensì un temporaneo rialzo termico causato dal passaggio di un promontorio di Alta Pressione. Si tratta di una possibilità attualmente minoritaria ma, qualora dovesse concretizzarsi, i giorni tradizionalmente identificati come i più rigidi dell’anno potrebbero rivelarsi, paradossalmente, quasi primaverili o comunque relativamente miti per l’Italia.
L’ipotesi del reset barico verso febbraio
Ad onor del vero, dobbiamo aggiungere che tale configurazione nascerebbe da una ricollocazione barica imponente a livello del continente Europeo, una sorta di reset atmosferico che solitamente funge da apripista per ondate di freddo importanti. A quel punto, eventuali irruzioni di aria gelida potrebbero diventare imminenti, risultando collocabili nei primi giorni di febbraio.
Quindi, analizzando i dati attuali, si potrebbe affermare con una certa sicurezza che i giorni della merla del 2026 non saranno i più freddi dell’anno per la nostra Penisola. Come sottolineato in precedenza, trattandosi di un orientamento evolutivo, la situazione andrà rivalutata con attenzione tra qualche giorno, solo allora saremo in grado di fornire dettagli previsionali più precisi e affidabili per le aree geografiche della Sardegna, della Sicilia e di tutto il territorio nazionale.
Credit e fonti autorevoli: (TEMPOITALIA.IT)






